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:Absent. Il racconto sonoro “Tetra”, tra elettronica, forma canzone e dissonanza

:Absent (Ettore Bianconi). Foto (c) Manolo Murillo
:Absent (Ettore Bianconi). Foto (c) Manolo Murillo

Non so se vi è mai capitato di trovarvi di fronte ad un live set e pensare “è perfetto”. È questa la sensazione che ho provato ascoltando :Absent (Ettore Bianconi) durante il suo live al festival Spring Attitude.

Ettore Bianconi al laptop, due synth e un vecchio campionatore; Sebastiano De Gennaro al vibrafono e alla drum machine; nello sfondo video collage di vecchi film e riprese ambientali catturate dall’occhio visionario del surfista David Pecchi. Così ho conosciuto il mondo sonoro di :Absent e la sua voglia di raccontare storie e regalare visioni, con la cura di chi alle spalle ha studiato cinema, guardato tanti film e ascoltato colonne sonore di tutti i generi, soprattutto quelle horror. Presupposti che introducono lo scenario del suo ultimo album Tetra, un lavoro che unisce il discorso compositivo musicale a quello cinematografico, utilizzando l’antica forma canzone, su basi che vanno dalla contemporaneità del dubstep e il glitch al suono old-school dei sintetizzatori.

Ma l’elemento musicale che meglio traduce questo lavoro è – dal mio punto di vista – la dissonanza. Ancora poco digerita dalla musica mainstream, la dissonanza è nella cultura musicale classica di fatto “tetra”, non a caso il “tritono” (intervallo di quarta aumentata/quinta diminuita) veniva definito in antichità “l’accordo del diavolo”.

:Absent ha alle spalle altri due album, Infiniti (2008, poi uscito in versione riveduta e corretta nel 2012) e :Absent sonorizza il regno anilmale (2011): il primo è un lavoro nato dalla sua passione per la techno e la drum’n’bass; il secondo è uscito per sonorizzare il reading de Il regno animale romanzo scritto dal fratello Francesco Bianconi, membro dei Baustelle, gruppo con il quale collabora dal 2006. Da questa collaborazione Ettore cambia molto il suo approccio alla musica, comincia infatti a riconoscere l’importanza della musica “suonata”.

Da sempre appassionato di streghe nel modo classico in cui vengono raccontate nel cinema e nella letteratura, Bianconi prova a farlo a modo suo con Tetra, in cui ogni brano nasce da un’ispirazione arrivata da un incontro, una donna, un racconto, un film che hanno a che fare con qualche tipo di “stregoneria”. Da qui Ettore suona quello che gli viene in mente e in seguito chiede a tutti gli ospiti che hanno cantato nell’album di scrivere testi facendo la stessa cosa.

L’album inizia col brano Bambini, un’inquietante cantilena in stile Suspiria che, come una sorta di intro, presenta la vera protagonista dell’album, la dissonanza. Dove ci portano questi bambini? Una donna, uno spirito, un angelo… forse ci aprono una porta, quasi come una metafora in cui si lascia l’infanzia per passare all’inquietudine dell’uomo adulto. Entriamo così nel cuore, o meglio nella pulsazione, di questo ipotetico “adulto” con il brano strumentale Plague, un piccolo capolavoro compositivo: bassi profondi, archi, ritmiche “spezzate”. Suoni che in un primo momento abbracciano, poi stringono e scuotono l’ascoltatore nella parte climax del brano; poi la calma e la brusca sospensione. Ci  ritroviamo in una stanza, dove troviamo Gage, un racconto musicale ispirato all’incredibile caso neurologico di Phineas Gage: una storia risalente alla seconda metà dell’800, in cui un uomo trafitto da un asta nel cranio riesce incredibilmente a sopravvivere. Il dubstep traduce musicalmente questa asta, tagliando il brano in due parti, per concludere con la frase: “..I’m stronger now”.

Arriviamo così a It’s fictional in cui il canto stanco in stile Lou Reed, come un fantasma musicale, placa gli animi. In Marvellous Thing i toni diventano scuri, una tetra ballata dark wave rischiarita qua e là da cori, cerca la luce per poi finire nel mare, to the sea, un soul in chiave elettronica che richiama agli albori del trip hop. Con questa canzone torniamo alle pulsazioni profonde e alla malinconia, per poi scendere giù, ancora più in profondità con The Diver, un brano strumentale che come un vero subacqueo nuota negli abissi: fa freddo, aumenta l’inquietudine, ma tutto scompare nella pace di un flauto e un tocco di campana.

In Sail the white sea, il mare diventa ghiacciato, le frequenze cambiano, sono più asciutte, secche, ritorna la voce, a tratti filtrata e alla dimensione “reale” con dei campionamenti. :Absent prova a proteggerci con Protect you, un downtempo ancora con richiami trip hop, la voce di una donna, un piano, il suono di Tetra con questo brano, entra nelle ossa. Come in Sail the white sea i campionamenti portano al reale, cadenzati in maniera “i-n-s-o-s-p-e-t-t-a-b-i-l-e”.

La chiusura, e nello stesso tempo l’apoteosi dell’album, si compie con il brano strumentale Tetra. Una composizione che in colpo solo unisce la passione di Ettore per le ritmiche break e i film horror. Un’aggressione di battiti scomposti, synth old-school alternano una serie di scenari oscuri, intervallati da campane, che nella sezione finale diventano le protagoniste fino alla chiusura dell’album, fino all’ultimo tocco.

Tetra, cover album, :Absent
Tetra, cover album, :Absent

:Absent inizia a lavorare a Tetra durante l’ultimo tour dei Baustelle, quello di Fantasma, un album di brani scritti e pensati come moderni lieder, ovvero antiche composizioni per voce e piano. Il romanzo Il regno animale, che ha visto la collaborazione musicale di Ettore per i reading, racconta a grandi linee le difficoltà di un uomo preda della giungla umana; con Tetra si continua un po’ su questa linea: l’autore rivisita la forma canzone e le atmosfere cupe della condizione umana, le fa proprie e le ricostruisce in un mood e un sound, difficilmente rintracciabili nel panorama italiano.

Una ventata di genio compositivo e un’architettura musicale che, vissuti live e uniti alla proiezione video (in cui anche il battito di intervento a cuore aperto è sincronizzato al suono), chiudono un disegno artistico in cui niente è a caso. Tutto torna nelle storie musicali raccontate da :Absent.

Sara Cucchiarini

https://www.facebook.com/absentregnoanimale/ 

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