Arche-T(r)ips

Acquario in diretta dal satellite 1*

Dalla vetta di Saturno, il sobrio e solitario Capricorno sbircia col cannocchiale il suo bizzarro vicino di casa. Poco più a valle, l’ostello dell’Acquario non ha orari, straborda di gente e accetta chiunque voglia alloggiarvi, a patto che ogni nuovo arrivato metta a disposizione della comunità manodopera, ingegno o qualsiasi altra forma di partecipazione attiva che serva a sostenere una convivenza che produca energia (soprattutto mentale) pulita, avveniristica e rinnovabile.

La condivisione di spazio e idee arriva con l’ultimo dei segni d’aria alla sua massima e più nobile estensione. In undicesima casa infatti movimento, relazione, concettualizzazione e trasmissione di informazioni tipici dell’elemento gassoso, sono al servizio della collettività. Il progetto è ampio, a volte astratto, spesso utopistico ma scopo dell’Acquario è quello di trasferire al maggior numero di individui gli input celesti che, stando sulla montagna, il vicino Capricorno è riuscito a intercettare ma che impegnato a costruirsi la sua indipendenza, si è momentaneamente scordato di diffondere.

Animati dagli stessi due archetipi, mentre nel Capricorno troneggia il pragmatico e prudente Saturno, nell’Acquario si illumina al ritmo di folgoranti scosse elettriche il “brillante disadattato” Urano. Se il primo stabilizza, il secondo manda in tilt il sistema, lanciando dall’alto dei cieli irriverenti sassolini che si conficcano proprio in quelli che sembravano ingranaggi ormai collaudati e immodificabili. Urano spinge a rinnovare, sperimentare, buttare per aria il vecchio perché domani è già ieri e se non si sta al passo col cambiamento, si resta pietrificati in forme non adatte ad accogliere il nuovo. La precarietà è nel DNA di ogni cosa. Smottamenti sociali, economici, religiosi e tellurici sono all’ordine del giorno e per far fronte a questa congenita instabilità, l’archetipo Acquario è fatto apposta. Adattabilità e flessibilità sono indispensabili non solo alla sopravvivenza ma anche a un vivere più aperto e ricco di opportunità, che solo l’incombere di situazioni sconvolgenti a volte permette.

Voi che intercettate dall’alto nuovi modelli di convivenza presi da chissà quale altro pianeta; che sintonizzati su onde energetiche a noi terrestri sconosciute, formulate teorie che verranno forse prese in considerazione fra 150 anni, Acquari, mai come ora abbiamo bisogno di segnali dal vostro satellite che insegnino l’accoglienza di chi ha perso certezze, l’estensione di diritti a chi per pigrizia e torpore mentale viene ancora considerato un ufo, in breve la capacità di immaginare un mondo migliore in cui tutti siano liberi di essere autentici e felici*

Viola Lilith Russi

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