Cinema

Cinema muto e live-set, alla scoperta del progetto LiveSoundTracks

Come noto, tutti i primi film della storia del cinema erano privi di suoni. Le immagini scorrevano mute sullo schermo e per ovviare a questa mancanza, le pellicole proiettate venivano accompagnate  dal musica eseguita dal vivo con pianoforte o piccole orchestre. Dal 1930, data in cui il sonoro per il cinema diventa realtà, la produzione dei film inizia man mano ad adattarsi a questa innovazione, perdendo così l’abituale sonorizzazione live.

Oggi il cinema muto è storia, ma in diverse occasioni viene ancora riproposto e raccontato per il fascino che, nonostante il tempo passato, riesce ancora a esercitare nei confronti dello spettatore. In Italia una storica manifestazione rende omaggio a questo repertorio: il Silent Film Festival di Pordenone, un appuntamento che da 34 anni ripropone il repertorio del cinema muto, musicando i film dal vivo come un tempo. Questa formula ha ispirato anche il LiveSoundTracks festival (LST), un progetto che dopo cinque anni di eventi rivolti a musicare film muti dal vivo, tra Barcellona e diverse città europee, si struttura in un appuntamento annuale, nel capoluogo catalano.

Una piacevole scoperta al roBOt08 festival di Bologna che, in collaborazione con LST, ha presentato uno “spaccato” di questa manifestazione attraverso due grandi interpreti: Lena Willikens e Jaime L. Pantaleón, rispettivamente con le sonorizzazioni live del film muto Japanese Girls at the Harbor (1933) di Shimizu Hiroshi (1903-1966) e sette cortometraggi realizzati durante la masterclass Filming in Barcelona with Abbas Kiarostami.

Vedere un film dal punto di vista della musica è la missione del LST. Per partecipare al festival si chiede ai musicisti di scegliere il loro film preferito, creare una colonna sonora originale, che poi, se selezionata, dovranno eseguire dal vivo durante le proiezioni. Non c’è limite di stile all’immaginazione: come posso tradurre questa immagine musicalmente? Il livello concettuale del dialogo lascia il posto a quello più emotivo e introspettivo delle emozioni.

Lena Willikens
Lena Willikens, live soundtrack del film Japanese Girls at the Harbor (1933) di Shimizu Hiroshi, roBOt08 festival 2015, Bologna

Lena Willikens per il suo live si presenta con un set composto da loop station, theremin e dvj per sonorizzare una pellicola cult di Shimizu Hiroshi, considerato uno dei maggiori esponenti del cinema classico giapponese. Japanese Girls at the Harbor racconta la storia di due giovani amiche: Dora e Sunako. Il loro legame è messo a dura prova dall’arrivo di Henry. La storia di un complicato triangolo amoroso, trasposto musicalmente con eleganza e padronanza tecnica da Lena Willikens, avendo la cura di esaltare ogni situazione, sonorizzando addirittura il battito delle ciglia. L’artista tedesca, attraverso il suo live, riesce ad enfatizzare l’aspetto alieno, a tratti perturbante, dei protagonisti di questo complicato, quanto perverso, rapporto di amore/odio.

Jaime L. Pantaleón, Filming in Barcelona with Abbas Kiarostami. Performance al roBOt08 festival 2015, Bologna
Jaime L. Pantaleón, Filming in Barcelona with Abbas Kiarostami. Performance al roBOt08 festival 2015, Bologna

Diverso il lavoro di Jaime L. Pantaleón, musicista eclettico spagnolo che su richiesta di LiveSoundTracks e in colaborazione con Black Factory Cinema, musica sette cortometraggi prodotti a Barcellona nel 2015, durante una masterclass condotta da Abbas Kiarostami. Illustre esponente del cinema iraniano, Kiarostami nella sua carriera ha spesso diretto documentari a sfondo didattico ed educativo. Il risultato di questo workshop dedicato alla città di Barcellona, sono sette lavori dove il “mare” rivendica la sua maestosa presenza. Il sole, la solitudine e gli spaccati di vita quotidiana, raccontano una Barcellona umana, ma anche sopraffatta dal traffico, dai ritmi frenetici e dai rumori. Jaime L. Pantaleón armato di loop station e sintetizzatori rigorosamente analogici carica queste atmosfere visive con beat profondi ed energici, in un mix di sonorità cangianti e imprevedibili.

(esempio di live soundtrack per il film muto “Das Cabinet des Dr. Caligari di Robert Wiene del 1920. Musica di Stephen Cole, Simon Jones e Isocore, performance al Liverpool Silent Films 2015).

L’elemento interessante del progetto LST è l’unione, nell’esperienza performativa, tra il liguaggio esclusivamente visivo di un regista e la forza dirompente e visionaria di un compositore. Un cinema/concerto, che nei casi in cui riguarda una proiezione classica del passato – a mio avviso – produce un risultato più interessante, in quanto straniante. Il LiveSoundTracks festival è un appuntamento nato da un bando internazionale che seleziona i migliori lavori di live cinema e performance cinematografiche, perciò tenetevi pronti per la prossima edizione.

Sara Cucchiarini

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