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contemporary locus #8 a Bergamo

tra presenze fantastiche e conturbanti, un monastero abbandonato rivive con l’ottava edizione di contemporary locus

contemporary locus 8#. Monastero del Carmine, veduta
contemporary locus 8#. Monastero del Carmine, veduta. ph.Mario Albergati

Ci sono luoghi pregni di valore e bellezza che finiscono immeritatamente nel dimenticatoio e aspettano solo di risvegliarsi dal sonno profondo nel quale sono caduti, loro malgrado. Il Monastero del Carmine di Bergamo Alta, risalente al XV secolo, è uno di questi. Ora, grazie all’ottava tappa di contemporary locus, questo antico luogo dismesso da tempo è stato aperto al pubblico e alla contemplazione.

Ideato da Paola Tognon, il progetto contemporary locus persegue l’obiettivo di disvelare luoghi abbandonati o nascosti della città di Bergamo per mezzo dell’arte contemporanea. Stavolta in mostra vi sono quattro personalità apparentemente distanti eppure affini nel rapportarsi a un tema in parte oscuro e atavico: la relazione tra uomini e animali, l’antitesi umanità-animalità. Si tratta del russo Evgeny Antufiev, del francese Etienne Chambaud, della belga Berlinde De Bruyckere e di una realtà peculiare, Atelier dell’Errore, progetto artistico-relazionale ideato nel 2002 da Luca Santiago Mora e attivo nel contesto della neuropsichiatria infantile.

Atelier dell'Errore, Giulia, Ancora senza nome, 2014, tecnica mista su carta. Courtesy Atelier dell’Errore
Atelier dell’Errore, Giulia, Ancora senza nome, 2014, tecnica mista su carta. Courtesy Atelier dell’Errore. ph.Mario Albergati

Allestite lungo due grandi sale al primo piano dell’edificio monastico, dove un tempo si trovavano le celle dei monaci, tra pareti parzialmente scrostate e affrescate e grandi varchi aperti sull’esterno, le opere selezionate portano singolarmente in superficie i concetti di “addomesticamento, acculturazione, fragilità del confine tra umano e animale”, come sottolinea la curatrice.

Posto all’ingresso della prima sala, il lavoro Contre-Dépouille (Undercuts) di Chambaud – un distanziatore museale realizzato con la pelle rivoltata di un pitone – si pone come limite da valicare, sorta di soglia magica che suggerisce l’idea di accesso a un’altra dimensione.

contemporary locus 8, Monastero del Carmine, vedutaEvgeny Antufiev, Untitled, 2013 Stoffa, filo / Fabric, thread, 65 x 65 x 36 cm. Courtesy Collezione Maramotti, Reggio Emilia
contemporary locus 8, Monastero del Carmine, vedutaEvgeny Antufiev, Untitled, 2013
Stoffa, filo / Fabric, thread, 65 x 65 x 36 cm. Courtesy Collezione Maramotti, Reggio Emilia, ph.Mario Albergati

La riflessione sul diverso, sull’altro da sé, si rafforza nelle opere successive: la fantasmatica creatura sotto teca di Antufiev (Untitled) e le due installazioni di Berlinde De Bruyckere (Animal e Z.T.), presenze metamorfiche e ambigue. L’emotività arcaica che pervade lo spazio prosegue nel secondo salone, abitato dai lavori dell’Atelier dell’Errore, tre grandi disegni su carta e un video inedito, The Fairy Queen, concepito appositamente per l’occasione.

contemporary locus 8# Monastero del Carmine, veduta
contemporary locus 8# Monastero del Carmine, veduta, ph.Mario Albergati

Gli animali sono gli unici soggetti dei disegni realizzati dall’Atelier e l’utilizzo di gomme da cancellare è bandito. In 13 anni i componenti di Atelier dell’Errore, ragazzi dai 10 ai 18 anni affetti da ritardi e disturbi di varia natura, hanno dato vita a un bestiario variopinto e multiforme, che mescola ferocia e levità e rispecchia le paure e gli incubi, ma anche i desideri e le speranze di questi giovani e speciali autori. Dai loro laboratori di gruppo nascono mostri antropofagi (Insetto carnecife dell’amore mannaro) ma anche amici immaginari e salvifici, come Animale custode che mi protegge da chi mi chiama fenomeno da baraccone e brufolone (anche i titoli pensati dall’Atelier sono opere d’arte, piccoli racconti di un universo parallelo).

Atelier dell'Errore, Luca Santiago Mora, The Fairy Queen, HD 9'30'' 2015. Courtesy Atelier dell’Errore
Atelier dell’Errore, Luca Santiago Mora, The Fairy Queen, HD 9’30” 2015. Courtesy Atelier dell’Errore, ph.Mario Albergati

È un percorso alla scoperta di un inedito wild side quello di contemporary locus 8, dove i concetti di umanizzazione e inselvatichimento si confondono, mentre ogni lavoro partecipa della natura spirituale del luogo, intrattenendo con questo un rapporto di reciproco rispetto e silenziosa intesa.
Va ricordato che contemporary locus 8 si inserisce in un ampio calendario di eventi promosso e organizzato da TTB Teatro Tascabile di Bergamo, che fino al mese di ottobre farà rivivere il Monastero del Carmine.

Atelier dell'Errore, veduta. Courtesy Atelier dell’Errore
Atelier dell’Errore, veduta. Courtesy Atelier dell’Errore, ph.Mario Albergati

Nota a margine: per conoscere meglio l’Atelier dell’Errore il consiglio è di visitare anche la bella mostra Uomini Come Cibo in corso a Milano (fino al 15 settembre in via Monte di Pietà, 23). Promossa da Max Mara in collaborazione con Collezione Maramotti, raccoglie ben quaranta opere, oltremodo ingegnose e sorprendenti, realizzate dai ragazzi dell’Atelier.

Francesca Cogoni

contemporary locus 8
Monastero del Carmine, Bergamo
Fino al 26 luglio 2015 – orari apertura: sabato e domenica 10-13 e 15-20
Ingresso gratuito

 

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