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COSTRUIRE COMUNITA’. MARINELLA SENATORE AL MUSEO DI RIVOLI ARTE CONTEMPORANEA

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Marinella Senatore è la vincitrice della Borsa per Giovani Artisti Italiani, edizione 2013, borsa che comprende un periodo di lavoro su un nuovo progetto d’artista prodotto nel Museo di Rivoli durante lo svolgimento di una mostra collocata nella “Manica Lunga” del Castello. L’esposizione dal titolo Costruire Comunità presenta lavori  dell’artista dal 2003 al 2013, più una serie di postazioni per il lavoro “in progress” che verrà prodotto da ottobre a gennaio. La mostra contiene infatti spazi operativi come la “School of narrative Dance”, un laboratorio di scrittura creativa e un set per produzioni cinematografiche e fotografiche. Tutti spazi messi a disposizione del pubblico per elaborare il materiale che diventerà poi un video. L’allestimento è stato pensato non solo per vedere le opere fatte in precedenza, ma anche per un lavoro e una riflessione sulle possibilità espressive, aggregative e comunicative dell’arte.

Marinella Senatore, Costruire Comunità, Castello di Rivoli, 2013
Marinella Senatore, Costruire Comunità, Castello di Rivoli, 2013

Questa formula mista di mostra e produzione è stata già portata dall’artista in diversi musei sia in Europa che negli Stati Uniti. Marinella Senatore dopo l’Accademia di Belle Arti di Napoli sceglie di approfondire le modalità del genere cinematografico con un corso al Centro Sperimentale di Cinema a Roma.  Il risultato è un linguaggio video irrobustito dal punto di vista tecnico e di realizzazione d’immagine, con una coscienza degli elementi linguistici più complessa di quanto venga operato solitamente nel video italiano, troppo spesso legato a una dichiarata “spontaneità” del mezzo e alla sua funzione di testimonianza. L’esperienza di pratiche e strumenti, forme organizzative ecc… le permette di estrapolare una serie di pratiche e frammenti di “set” del cinema esposti come installazioni e come esempi di un processo d’immagine che collega arte visiva, video e cinema. Cinema segnato all’inizio da una predilezione per il Musical. La fascinazione della Senatore verso il musical si esprime attraverso citazioni, specialmente nei primi lavori video, dove attraverso l’intrecciarsi di danze e love stories prendono una parte importante la coreografia e la musica.

Marinella Senatore, Costruire Comunità, Castello di Rivoli, 2013
Marinella Senatore, Costruire Comunità, Castello di Rivoli, 2013

La sua attenzione per il sociale trasforma gli ultimi lavori in un uso, apparentemente incongruo, delle atmosfere e delle strategie spettacolari del genere cinematografico  più leggero. Ma non senza guardare ad altre forme dello spettacolo musicale  come per esempio l’opera. D’altra parte la qualità eclettica e onnivora dell’arte contemporanea si è già interessata alle forme dello spettacolo musicale, dagli anni ’80 in poi, fino a creare oggi un consistente gruppo di artisti che su queste forme lavorano. Su questo si innesta il processo di una spiccata sensibilità verso le situazioni corali che porta la Senatore a una lunga preparazione di contatto con il pubblico, attraverso le forme associative e al missaggio di gruppi sociali diversi, utilizzando il dialogo diretto, l’intervista, l’attività in comune, la partecipazione. Un’arte partecipata (oltre che relazionale) che però porta alla costruzione di comunità (seppure transitorie) che lasceranno la loro traccia attraverso i video e le azioni pubbliche.  In questo caso una danza/sfilata da Rivoli al Museo) e in una vasta documentazione video e fotografica. Quest’insieme di pratiche si danno l’obbiettivo di mimare la complessa realtà della produzione cinematografica stabilendo relazioni, organizzazioni, co-produzioni che hanno interessato oltre a diverse città italiane  anche paesi e musei esteri.

Marinella Senatore, Costruire Comunità. Veduta delle installazioni
Marinella Senatore, Costruire Comunità. Veduta delle installazioni

Così mentre da una parte si ritrova una forma di dialogo con le realtà sociali, come nell’animazione culturale degli anni ’70, dall’altra si propone un’”opera aperta” dove riappaiono frammenti del cinema di vario tipo, dalla foto di scena al disegno di storyboard, dal provino cinematografico a tutti quei passaggi costruttivi della grande  macchina produttiva, così diversa dal consueto operare delle arti visive. Fra i molti artisti che indagano la realtà del corpo cinematografico l’originalità del lavoro di Senatore si pone in parte anche in questo: l’assumere la forma produttiva del cinema come forma estetica.

Lorenzo Taiuti 

http://www.castellodirivoli.org

 

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