Cover Story

Cover Story. Eddie Vedder + Jason deCaires Taylor

Eddie Vedder, Ukulele Songs (Monkeywrench, 2011)
Eddie Vedder, Ukulele Songs (Monkeywrench, 2011)

Quando Eddie Vedder ha visto il Corrispondente perduto di Jason deCaires Taylor, non ci ha pensato due volte: quella scultura avrebbe fatto da copertina per il suo album di canzoni per ukulele, Ukulele Songs (2011). Surfista incallito, collezionista di macchine per scrivere vintage e supporter di movimenti ecologisti come Earth First!, il frontman dei Pearl Jam ha provato subito una naturale simpatia per il misterioso personaggio ritratto da Taylor.
Già – direte voi – l’oceano e la macchina per scrivere eccoli lì; ma che c’entra l’ambientalismo? È presto detto. La scultura – come tutte le altre di Taylor, artista-attivista in difesa dei mari – è fatta di un particolare composto a pH neutro che stimola l’attecchimento della flora marina, trasformandola in un supporto per la formazione di nuove barriere coralline.

Jason deCaires Taylor, The Lost Correspondent, 2006, Grenada, West Indies. Foto: Jason deCaires Taylor
Jason deCaires Taylor, The Lost Correspondent, 2006, Grenada, West Indies. Foto: Jason deCaires Taylor

Si trova nell’Underwater Sculpture Park di Moliniere Bay, Grenada, il primo parco di sculture sottomarino al mondo, fondato da Taylor nel 2006 per aiutare il reef a riprendersi dalle devastazioni provocate dall’uragano Ivan. Come potete vedere nella foto, in pochi anni la scultura si ritrova già completamente coperta di vegetazione e patelle, che ci mettono del loro completando il lavoro dell’artista, aggiungendo colore e cambiandone continuamente i lineamenti.

Nel 2009, Taylor ha fondato un secondo sito in Messico, il Museo Subacuático de Arte (MUSA), che ad oggi raccoglie oltre 500 lavori, e altri due parchi sono in fase di realizzazione alle Bahamas e alle Canarie.

– Se volete saperne di più su Taylor e le sue “installazioni subacquee viventi”, potete leggere l’articolo di approfondimento “Il museo sottomarino. Le sculture subacquee di Jason deCaires Taylor” pubblicato su D’ARS 220.

Stefano Ferrari

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