Cover Story

Cover Story. Keith Haring

In occasione della retrospettiva a Palazzo Reale a Milano, una cover story dedicata al writer americano Keith Haring

Mentre a Palazzo Reale a Milano prosegue la grande mostra Keith Haring. About Art, abbiamo pensato bene di proporvi una cover story tutta dedicata al graffitaro americano. Come il suo amico Andy Warhol, infatti, nella sua breve carriera Keith Haring si è spesso e volentieri cimentato a disegnare copertine di dischi, oggi ricercatissime dai collezionisti.

Partiamo dal 1983 con due classici dell’iconografia di Haring: gli omini danzanti e il bambino che gattona (qui senza i soliti raggi che emanano dalla sua figura, quello che poi diventerà famoso come il Radiant Child): eccoli sulla copertina, realizzata in computer grafica, di Life is Something Special dei NYC Peech Boys, band di musica elettronica legata al Paradise Garage, il club di New York che fu teatro delle famose performance di body painting di Haring con Grace Jones. Dello stesso anno è anche la cover – semplicissima; universale – del singolo Without You di David Bowie, tratto dall’album Let’s Dance, con altri due omini che si abbracciano disegnati con una rapida linea nera (nello stesso stile sono disegnati anche i due conigli che si rincorrono sulla compilation Rap It!, sempre dell’83).

NYC Peech Boys, Life is Something Special (Island Records, 1983); David Bowie, Without You (EMI America, 1983)
NYC Peech Boys, Life is Something Special (Island Records, 1983); David Bowie, Without You (EMI America, 1983)

Tra il 1983 e il 1984 collabora con Malcolm McLaren, il famigerato impresario dei Sex Pistols, qui alle prese con l’hip hop assieme al collettivo newyorkese The World’s Famous Supreme Team. Assieme al compare graffitaro Dondi realizza la cover per Duck Rock: Haring si occupa dello sfondo (una composizione tribale in rosa con serpenti); Dondi della scritta con il titolo dell’album (sul singolo Duck for the Oyster c’è invece un ibrido uomo-papera disegnato sopra un ritratto fotografico). Sulla cover dell’EP D’Ya Like Scratchin’? fa poi la sua comparsa il Barking Dog, il cane che abbaia, altra icona di Haring, mentre sullo sfondo di Would Ya Like More Scratchin’? ricompare lo stesso disegno tribale di prima, ora verde e bianco.

Malcolm McLaren & The World's Famous Supreme Team, Duck Rock (Charisma Records, 1983); Would Ya Like More Scratchin' (Island Records, 1984)
Malcolm McLaren & The World’s Famous Supreme Team, Duck Rock (Charisma Records, 1983); Would Ya Like More Scratchin’ (Island Records, 1984)

Nel 1985 collabora con il poeta John Giorno – amico di Warhol e protagonista del suo film Sleep del 1963 – per la copertina della compilation di parole e musica A Diamond Hidden in the Mouth of a Corpse, con un dipinto che ne illustra letteralmente il titolo (“Un diamante nascosto nella bocca di un cadavere”) e una folla di serpenti, mostriciattoli e omini all’interno del libretto. Dell’86 sono due copertine coloratissime: la prima per il singolo Someone Like You di Sylvester – quello di You Make Me Feel (Mighty Real) – e l’altra per l’album The Baby Beat Box di Emanon, su cui campeggia uno stereo portatile di quelli che andavano di moda all’epoca (munito però di braccia e gambe), come quello che si portava appresso Bill Nunn in Fa’ la cosa giusta di Spike Lee.

A Diamond Hidden in the Mouth of a Corpse (Giorno Poetry Systems, 1985); Bipo, Crack is Wack (Jump Street Records, 1987)
A Diamond Hidden in the Mouth of a Corpse (Giorno Poetry Systems, 1985); Bipo, Crack is Wack (Jump Street Records, 1987)
 Keith Haring, Sylvester, Someone Like You (Warner Bros. Records, 1986); Emanon, The Baby Beat Box (Pow Wow Records, 1986)
Sylvester, Someone Like You (Warner Bros. Records, 1986); Emanon, The Baby Beat Box (Pow Wow Records, 1986)

Nel 1987 l’associazione sportiva Special Olympics e la A&M Records gli commissionano la copertina per la compilation di beneficenza A Very Special Christmas (ne è da poco uscita un’edizione speciale per il trentesimo anniversario), che verrà usata negli anni successivi in diverse colorazioni per tutte le edizioni della raccolta, nonché sul singolo Christmas in Hollis dei Run DMC. Sempre dell’87 è il singolo Crack is Wack (“Il crack è una porcheria”) del rapper Bipo, per il quale realizza una variante del celeberrimo murale realizzato l’anno precedente nel quartiere di Harlem a New York contro la diffusione del crack, la cui foto è stampata sul retro della copertina alle spalle del cantante. Infine, lo ritroviamo con il ritratto poppeggiante di un culturista sul retro della cover del singolo At the Gym dei Man to Man.

A Very Special Christmas (A&M Records, 1987); Hiroshima '88 Theme Song (Polydor, 1988)
A Very Special Christmas (A&M Records, 1987); Hiroshima ’88 Theme Song (Polydor, 1988)

Nel 1988 Haring trascorre un periodo in Giappone, dove tra le altre cose apre un Pop Shop temporaneo a Tokyo e visita il Memoriale della pace di Hiroshima, che lo colpisce profondamente. Più tardi quell’anno un suo disegno con due ibridi omini-colombe della pace comparirà su un singolo finalizzato a raccogliere fondi per i sopravvissuti alla bomba, legato al progetto decennale Hiroshima 1987-1997.
Ecco, qui finiscono le incursioni dirette di Keith Haring nell’universo delle cover, anche se altre sue opere continueranno a comparire qua e là anche dopo la sua prematura morte nel 1990. Ma quella è un’altra storia…

Stefano Ferrari

Crediti per tutte le immagini presenti nell’articolo:
Keith Haring artwork © Keith Haring Foundation

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