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Cultivating Bridges

fig.-1_Elisabetta-Serio-e-Marzouk-Mejri_in-concerto

Presso Sudlab | Centro Arti Visuali e Nuove Tecnologie (Portici, Napoli), lo scorso 29 Novembre dalle ore 19.00 in poi si è realizzato, in partnership con il progetto MeLA | European Museums in an Age of Migrations, l’azione/evento (a cura di Lida Curti e Michaela Quadraro),  Cultivating Bridges – Incrociando le sponde, coltivando l’incontro. All’happening, multidisciplinare e sincretico, hanno partecipato Iain Chambers, l’artista visivo Lello Lopez, la scrittrice Igiaba Scego, i musicisti Marzouk Mejri e Elisabetta Serio.

Lello Lopez, Companion, Acrylic on photos, cm.260×820

Il preludio, nonché la summa di Cultivating Bridges, sono state affidate a Lidia Curti, la quale ha dato voce alle poetiche post-coloniali e diasporiche delle scrittrici e delle poetesse italiane della migrazione: Ingy Mubiayi, Igiaba Scego, Gabriella Kuruvilla, Mina Boulhanna. Simultaneamente alle letture di Lidia Curti, è stato proiettato il video di Zineb Sedira Don’t do to her what you did to me (1998-2001) e alcune slide della video-installazione di  Isaac Julien WESTERN UNION: Small Boats (2007). Successivamente la scrittrice  Agiaba Scego è intervenuta in prima persona leggendo alcuni significativi passi del suo racconto La mia casa è dove sono (Rizzoli, 2010). Altri titoli di narrativa di autrici e autori di letteratura post-coloniale italiana, li ritroviamo nell’installazione fotografica di Lello Lopez Companion (2012).

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Lello Lopez-2012-From the project Companion- detail – collage on photos

 

 

 

Autore, titolo e data di ogni testo, compaiono sovrascritti con acrilico di colore grigio su ognuna delle dieci fotografie digitali raffiguranti, in primo piano e su uno sfondo piatto e luminoso, alcuni meravigliosi esemplari di flora mediterranea. Companion prende ispirazione da un breve racconto scritto dallo stesso Lopez e intitolato Ibrahim. Ibrahim è il nome di un venditore ambulante incontrato casualmente dall’artista dal cui fluente italiano parlato egli rimase colpito. Il brevissimo racconto Ibrahim entra a far parte attivamente e simbioticamente dell’installazione in quanto trascritto direttamente sulla stessa parete riservata a quella componente di Companion costituita da un nucleo di diciotto papiers collés su foto di 25×35 cm. Da parte loro – mentre Iain Chambers dava voce ai dei passaggi tratti dal suo saggio Mediterraneo blues. Musiche, malinconia postcoloniale, pensieri marittimi(Bollati Boringhieri, 2012) – le percussioni, i flauti e i canti sufi del musicista tunisino-partenopeo Marzouk Mejri, accompagnati dall’esecuzione al piano della jazzista Elisabetta Serio, hanno disegnato un paesaggio acustico fluido, meticcio e migrante.

Elisabetta Serio e Marzouk Mejiri_in concerto

Cultivating Bridges è stata un’esperienza estetica destabilizzante, spaesante e liquida, che incrociando le sponde dei tre continenti bagnati dal Mediterraneo, ha invitato ognuno di noi a sempre meglio ascoltare “I suoni che ci attirano verso ciò che sopravvive e persiste come risorsa culturale e storica capace di resistere, turbare, interrogare e scardinare la presunta unità del presente” (Iain Chambers).

Domenico Esposito

SUDLAB
29 Novembre 2012 | H. 19.00 | II Viale Melina, 4/6 – Portici – Napoli

CULTIVATING BRIDGES – Incrociando le sponde, coltivando l’incontro
Azione-evento a cura di Lidia Curti e Michaela Quadraro
www.sudlab.com

 

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