Cinema

FILMMAKER FESTIVAL 2013: IL DOCUMENTARIO ESPANSO

L’edizione 2013 di Filmmaker Festival è in corso, tra le sale dello Spazio Oberdan, del Cinema Palestrina e del Cinema Manzoni. Quest’ultimo, splendida location d’apertura del Festival il 29 novembre, riaperta solo per l’occasione, ospiterà a ciclo continuo la cineinstallazione Alberi di Michelangelo Frammartino: evento d’apertura del festival il cui protagonista è un antichissimo culto arboreo che ripetuto in loop per l’intera giornata e nei giorni a seguire, diventa una seducente riflessione sull’immagine in movimento, ma soprattutto sulla pratica della visione, in una messa in discussione del tempo del film e quello largito dallo spettatore.

Alberi, Michelangelo Frammartino
Alberi, Michelangelo Frammartino

Alberi è una delle otto sezioni di cui si compone il festival, diviso tra film in concorso, fuori concorso, fuori formato, nutrimenti, prospettive e eventi speciali. In più un’appassionante retrospettiva sul regista che a diritto potrebbe essere considerato l’inventore del documentario psicologico, Ross McElwee, filmaker che ha filmato in modo quasi ossessivo la propria vita quotidiana, ponendola a pretesto di una più ampia documentazione della società americana degli ultimi quarant’anni.

Feng Ai, Wang Bing
Feng Ai, Wang Bing

Tra i film in concorso, vagliati da una giuria che annovera tra gli altri Gianfranco Rosi e Luca Bigazzi, l’attesissimo Feng Ai di Wang Bing, fotografia composta e straziante all’un tempo della vita quotidiana dei degenti di una clinica psichiatrica dello Yunnan, regione della Cina rigurgitante miseria e abbandono. Quasi quattro ore stranianti di immersione tra lamenti e nevrosi, rabbia e abulia.
Tra gli altri film in concorso, A spell to ward off the darkness di Ben Russell e Ben Rivers, testimonianza visionaria della convergenza tra corporeità e spiritualità, tra uomo e natura, passando da una comune sull’isola di Vormsi in Estonia, alla natura della Finlandia, a un concerto metal in un club norvegese. Ancora, Stop the pounding heart, di Roberto Minervini, delicata meditazione, al confine tra documentario e finzione, sui crucci di un’adolescente texana imbrigliata nella scelta tra i dettami religiosi familiari e l’indipendenza sentimentale. Non trascurabile, Roland Blessé del francese Vincent Dieutre, girato a Palermo con l’intenzione di offrire uno sguardo guercio sul presente, tra pupi, memorie epiche e metastasi odierne, accompagnato dalle parole di Georges Didi-Huberman.

Il mnemonista, Paolo Rosa
Il mnemonista, Paolo Rosa

Due gli omaggi, il primo a Giuseppe Morandi con il film-silloge Paisan, memoria cinematografica della vita contadina e della trasformazione del territorio agricolo italiano degli ultimi quarant’anni; l’altro a Paolo Rosa, “uomo buono e artista inquieto ed esigente”, usando le parole di Goffredo Fofi, scomparso lo scorso agosto a Corfù, di cui è Il mnemonista film del 2000 ispirato al caso di Solomon Cerecevskij, uomo dotato di una memoria fuori dal normale, seguito in analisi dal neuropsichiatra Aleksandr Lurija nel 1965.

Stangliro, Rita Casdia
Stangliro, Rita Casdia

In più, la sezione Nutrimenti dà spazio a tre lavori di altrettanti giovani registi, Lorenzo Apolli, Rita Casdia e Alessandra Locatelli, le cui realizzazioni sono il frutto del laboratorio organizzato da Filmmaker l’anno precedente e che si sono distinti per qualità narrative e cinematografiche innovative e sperimentali.
In conclusione, l’edizione 2013 di Filmmaker Festival ha il merito indiscusso della spinta alla ricerca, al di là di agevoli consensi, rischiando la carta dell’esplorazione formale all’interno del genere documentario, generalmente considerato pacato nell’ardire si rivela invece territorio di grande maestria e costante rivoluzione.

Laura Migliano

 

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