Animazione

Finalmente al cinema: Una tomba per le lucciole, di Isao Takahata

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Il 10 e l’11 novembre 2015 sarà proiettata nelle sale cinematografiche italiane Una tomba per le lucciole di Isao Takahata, opera d’animazione giapponese degli anni ’80. Come già successo per La principessa Mononoke e Nausicaa nella valle del vento, la riedizione del film avrà un nuovo doppiaggio, a cura di Gualtiero Cannarsi, e sarà più fedele all’originale giapponese sin dal titolo, che cambierà in La tomba delle lucciole.

Isao Takahata nasce nel 1935 nella prefettura di Mie in Giappone e dal ’59 inizia a lavorare come assistente regista per la Toei Doga, dove conosce l’allora giovane disegnatore Hayao Miyazaki. In quegli anni lo studio Toei Doga subiva prepotentemente l’influenza dei canoni estetici delle animazioni Disney, mentre i suoi dipendenti sognavano di poter esprimere il proprio talento con qualcosa di nuovo. Costretti a lavorare con ritmi e orari disumani dall’azienda, che allo stesso tempo cerca di arginare la loro creatività, Takahata e Miyazaki lasciano la Toei Doga per la A Productions, per cui produrranno Panda! Go, Panda!, mediometraggio che sancisce la loro collaborazione artistica. I due lavorano insieme ad alcune delle più fortunate serie televisive nipponiche, quali Heidi, Le avventure di Lupin III e Anna dai capelli rossi.

Finalmente nel 1984 esce Nausicaa nella valle del vento, film prodotto da Takahata e diretto da Miyazaki, un’opera eccellente grazie alla quale nel 1985 i due riescono a realizzare il sogno di fondare il proprio studio d’animazione: lo Studio Ghibli.

scena tratta da Una tomba per le lucciole, di Isao Takahata
Scena tratta da Una tomba per le lucciole, di Isao Takahata

Ed eccoci al 1988, quando lo Studio Ghibli pubblica in contemporanea i film Una tomba per le lucciole di Takahata, ambientato sul finire della seconda guerra mondiale, con protagonisti due giovanissimi orfani, e Il mio vicino Totoro di Miyazaki, una fiaba magica con ambientazione bucolica dal sapore mitologico. Due storie non solo completamente diverse tra loro, ma anche lontane dal mercato nipponico di quegli anni, che vede il boom del fantasy e dei robot. Eppure entrambe le pellicole ottengono successo, in particolare Una tomba per le lucciole spopola in Giappone dove tutt’ora, intorno al 15 di agosto di ogni anno (giorno della resa del Giappone nel 1945), viene trasmesso in televisione. Molto minore è però la diffusione all’estero: in Francia arriverà solo nel 1992, mentre in Italia addirittura nel 1995 ed esclusivamente in formato home video. Eppure si tratta di un superbo capolavoro d’animazione, così crudo e realistico da essere difficilmente digeribile anche per gli amanti del cinema neorealista italiano, e capace di far piangere gli adulti più cinici (provare per credere!).

scena tratta da Una tomba per le lucciole, di Isao Takahata
Scena tratta da Una tomba per le lucciole, di Isao Takahata

Il film, ambientato in Giappone, si apre con la morte di un ragazzo in una stazione, tra l’indifferenza dei passanti e degli inservienti. Da una scatola di caramelle compare il fantasma del protagonista Seita, subito affiancato da quello della sua piccola sorellina Setsuko. Attraverso un lungo flashback scopriamo la loro storia: figli di un capitano della marina militare giapponese impegnato nella seconda guerra mondiale, perdono la madre durante il bombardamento di Kobe, loro città natale. Vengono accolti dapprima calorosamente da una zia in un paese vicino, che grazie all’alto rango dei due ragazzini ottiene maggiori razioni e vende anche alcuni loro averi. Quando però le provviste iniziano a scarseggiare, la donna diventa scortese e loro scappano, trovando rifugio in una grotta vicino a un laghetto. Lì si costruiscono una sorta di mondo parallelo, dove tutto ruota intorno agli sforzi per sopravvivere, sostenuti con una tenacia incredibile per due bambini.

scena tratta da Una tomba per le lucciole, di Isao Takahata
Scena tratta da Una tomba per le lucciole, di Isao Takahata

La storia scorre lenta e inesorabile fino al triste epilogo, attraverso l’ambientazione cruda e violenta della guerra. Takahata utilizza alcuni espedienti tecnici per rendere il tutto più realistico: come realizzare i contorni dei personaggi in matita marrone anziché il classico nero o ottenere la collaborazione del disegnatore Hideaki Anno per la realizzazione delle scene dei con i B-29 americani. Doveroso anche sottolineare l’accentuazione fino all’iper-realismo delle espressioni facciali di Setsuko, che passa dalla risata al pianto fino a un doloroso silenzio, riuscendo ad attivare il sistema empatico dello spettatore come un incantatore di serpenti.

Le lucciole sono la metafora intorno alla quale si sviluppa la vita dei protagonisti, che vivranno alcuni momenti di gioia e spensieratezza ma che, come la luce e la vita di questi piccoli insetti, sono destinati ad essere effimeri.

Vi invito ad approfittare di questa occasione: andate al cinema con una scorta di fazzoletti sotto braccio. Sono pochi i film d’animazione in grado di coinvolgere lo spettatore così nel profondo quanto un film girato con ambientazioni e attori reali, non ne resterete certo delusi!

Claudia Caldara

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