Cinema

Fort McMoney: nel cuore dell’industria del petrolio con il web documentary di David Dufresne

Dopo la Russia, il Canada è il secondo paese più esteso al mondo ed è una fonte di materie prime preziose per i magnati dell’industria che sono accorsi a frotte, tracciando una nuova gold rush verso il nero petrolio e non le gialle pepite. La fortuna l’ha fatta chi primo ha conquistato il terreno delle oil sands (o tar sands o bituminous sands). Risorsa in esaurimento, l’oro nero è sempre più un miraggio e un mito è diventata l’oasi nel deserto ghiacciato dello stato canadese dell’Alberta che ha richiamato così tanti “cercatori”: Fort McMurrey. Cittadina di poco più di 60.000 abitanti, Fort McMurrey è cuore pulsante dell’industria petrolifera canadese ed è qui che, trasportato dalla sirena (tentatrice o d’allarme?) dell’assistente Philippe Brault, è arrivato il giornalista e regista David Dufresne. Fort McMoney è il risultato di 60 giorni di riprese, altrettanti giorni di interviste e “des tonnes de merveilleux sandwichs chez Mitchell’s Café, des milliers de kilométres dans tous les sens, beaucoup de «non, non, on ne veut pas vous parler» et, enfin, des bras qui s’ouvrent; des langues qui se délient. Et du café à n’en plus finir.” Ma la produzione ha richiesto tempo e metodo per inserire e congiungere i singoli tasselli nella forma cui ambiva il regista: un racconto interattivo o, meglio, un game-documentary. (…)

Elena Cappelletti
D’ARS year 54/nr 219/autumn-winter 2014 (abstract dell’articolo in italiano)

Carl Valdock, disoccupato. Crédit: Philippe Brault (Toxa/Onf/Arte)
Carl Valdock, disoccupato. Crédit: Philippe Brault (Toxa/Onf/Arte)

 

Canada is the second largest country in the world after Russia and its immeasurable source of valuable raw materials has drawn large multinationals, like moths to a flame. There is a new Gold Rush, only this time is for black oil and not golden nuggets.  Those who first conquered the land of oil sands (o tar sands o bituminous sands). are the ones who made their fortune. A depleting resource, black gold is still a distant dream and myth for many; but there is still a vague oasis in the frozen desert of the Alberta region, which has attracted so many “pioneers”:  Fort McMurrey. It is a small town of just over 60,000 inhabitants and the beating heart of Canadian oil. And it is Fort McMurrey where the journalist and director David Dufresne was taken by his assistant Philippe Brault’s siren (an alarm or temptress?). Fort McMoney is the result of 60 days of shooting and interviews and “des tonnes de merveilleux sandwichs chez Mitchell’s Café, des milliers de kilométres dans tous les sens, beaucoup de «non, non, on ne veut pas vous parler» et, enfin, des bras qui s’ouvrent; des langues qui se délient. Et du café à n’en plus finir.” Nonetheless, a great deal of time and effort were required for the production of the film, ensuring that all the individual pieces were slotted in place and the final outcome resembled the director’s original concept: an interactive story, or rather a game-documentary.

Elena Cappelletti
D’ARS year 54/nr 219/autumn-winter 2014 (abstract dell’articolo in inglese)

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