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Grow It Yourself: arte e agricoltura, terreno di resistenza

Il nuovo programma di esposizioni al PAV di Torino, a cura di Marco Scotini, segna un’ulteriore tappa nell’indagine fra arte e vegetazione connesse alle attuali problematiche politiche, economiche e sociali. Se con Vegetation as a political agent si ripercorreva una genealogia dei vegetali come elementi politicamente non-neutrali, Grow It Yourself presenta le esperienze di tre collettivi internazionali di artisti che agiscono nel contesto rurale; progetti che mettono in campo micropolitiche e pratiche al confine fra arte e agricoltura, attraverso la riappropriazione e autogestione delle risorse naturali. Si potrebbero definire pratiche di resistenza, opposizione e lotta ai rapporti di subordinazione dettati dalla grande produzione agricola imposta dal paradigma neoliberista della produzione di massa, che segue globalmente un modello espropriativo ed estrattivo.

Myvillages, International Villlage Shop, veduta della mostra Grow it Yourself, PAV, Torino, 2015
Myvillages, International Villlage Shop, veduta della mostra Grow it Yourself, PAV, Torino, 2015

La mostra è aperta da diversi lavori di Myvillages,  come Made in Zvizzchi che documenta il lavoro fatto con gli abitanti della omonima cittadina russa, valorizzandone storia, territorio e artigianato con varie attività e workshop. Con International Villlage Shop si è organizzata invece una rete mondiale di scambio delle produzioni locali, portando designer e artisti a interagire con gli abitanti di spazi rurali e urbani per produrre oggetti funzionali alla vita locale. Wapke Feenstra di Myvillages spiega come i loro progetti presuppongano sempre un approccio a partire dall’essenziale, in rispetto delle risorse del luogo.

Myvillages, Made in Zvizzchi, veduta della mostra Grow it Yourself, PAV, Torino, 2015
Myvillages, Made in Zvizzchi, veduta della mostra Grow it Yourself, PAV, Torino, 2015

Un modello di pratica artistica che stimoli la gente a sfruttare il proprio background e le naturali connessioni, attraverso una sorta di serious play, senza preconcetti e sempre in relazione al luogo, per “riaprire le porte” della campagna, in modo “politico ma giocoso”. Wapke Feenstra fonda Myvillages con Kathrin Böhm e Antje Schiffers nel 2003 per condividere le rispettive reti e un comune approccio a un’arte socialmente strategica, interessata alle risorse naturali, che interviene là dove la percezione del paesaggio è stata modificata dalla moderna economia basata sui servizi. Come lei dice, si tratta di creare un “nuovo paesaggio”, inteso come rappresentazione artistica e campo di azione politica e sociale.

 Fernando García-Dory_Inland-Campo Adentro5
Fernando García-Dory, Inland-Campo Adentro, veduta della mostra Grow It Yourself, PAV, Torino 2015

Gli altri collettivi in mostra sono Inland-Campo Adentro ‒ piattaforma sviluppata dall’artista Fernando García-Dory a partire dal 2010 per sviluppare le dinamiche e i rapporti fra contesto urbano e rurale nella Spagna contemporanea ‒ che porta al PAV una panoramica fatta di documenti, reperti, infografiche e video.

Futurefarmers, This is Not a Trojan Horse, 2010, Grow It Yourself, PAV, Torino 2015
Futurefarmers, This is Not a Trojan Horse, 2010, Grow It Yourself, PAV, Torino 2015

Futurefarmers è invece un collettivo formato da artisti, ricercatori, designer, agricoltori a San Francisco nel 1995, per realizzare piattaforme di pratiche partecipative.  Con Soil Kitchen  ad esempio il gruppo si riappropria di un edificio in disuso alla periferia di Filadelfia dove invita gli abitanti a portare un campione del proprio terreno da far esaminare, ricevendo un pasto gratuito e la possibilità di partecipare a dibattiti e workshop su urban gardening e riappropriazione.

Piero Gilardi nella Ecoagorà, all'inaugurazione della mostra Grow It Yourself, PAV, 2015
Piero Gilardi nella Ecoagorà, all’inaugurazione della mostra Grow It Yourself, PAV, 2015

La Ecoagorà di Piero Gilardi, installata nel cortile interno del PAV, diventa infine luogo di dibattito e confronto, cuore della mostra e della sua natura partecipativa. I prossimi appuntamenti: il 25 settembre incontro con i ricercatori Leonardo Caffo, Elisabetta Corda e l’artista Alice Pedroletti sulle relazioni tra filosofia, architettura e pratica artistica in ambiti museali alternativi; il 2 ottobre l’economista Christian Marazzi, la filosofa Tiziana Villani e il collettivo di curatrici a.titolo in conversazione con Marco Scotini, affronteranno il ruolo che la dimensione ecologica ha nel contesto della crisi economica, a partire dal libro di Marazzi Diario della crisi infinita; l’8 ottobre Maurizio Balistreri e Gianluca Cuozzo del Dipartimento di Filosofia dell’Università di Torino rifletteranno sull’etica della condotta umana nei confronti della vita animale e vegetale.

Alessandro Azzoni

Grow It Yourself
A cura di Marco Scotini
PAV – Parco Arte Vivente, Torino
13 giugno – 18 ottobre 2015

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