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Il Pesce Viaggiatore* 2

 

Ve lo ricordate Splash – Una sirena a Manhattan? Col suo film, Ron Howard racconta la storia dell’incantevole Hannah, che per amore di un uomo terrestre approda sulla East Coast consapevole che, se le sue gambe si fossero bagnate, sarebbe spuntata la sua splendida coda e il sogno romantico sarebbe finito. Proprio come Melusina, la mitologica donna pesce che soccorre e sposa Raimondino quando disperato voleva farla finita, alla sola condizione che lui non la seguisse mai mentre lei faceva il bagno, scoprendo così il suo segreto. Le sirene sono archetipo di un femminile magico, misterioso, che fa perdutamente innamorare ed elargisce gioie e prosperità a condizione che possa mantenere il proprio intimo legame con l’acqua, simbolo di un mondo silente che nasconde e custodisce tesori. Il segno dei Pesci, ultimo dello zodiaco, è il liquido amniotico in cui felici non conosciamo ancora separazioni ma è anche il luogo così lontano e così vicino cui far ritorno, per guarire le proprie ferite. Il cordone ombelicale dei Pesci li lega a uno spazio di intima libertà in cui esprimere la propria diversità, al riparo dai giudizi e dalle categorie di una piatta e triste omologazione. Il mito ci dice che quando Raimondino, spinto dai pettegolezzi degli invidiosi, seguì la moglie e la scoprì mezza donna e mezza pesce, Melusina scomparve nelle acque per non tornare più. Forse per il segreto tradito, forse perché l’uomo non avrebbe mai accettato la sua originale identità, la creatura come apparse -portando felicità e cura al dolore di Raimondino- svanì. Viene da chiedersi se sia davvero esistita o se fosse una chimera materializzatasi nel momento del bisogno a riportare armonia e bellezza…fatto sta che quando l’uomo volle capire di più, la sua vita si svuotò, tornando alla solitudine di prima. Spesso i Pesciolini cascano in vere e proprie illusioni, idealizzando persone e situazioni alla nostalgica ricerca del Paradiso Perduto ma è altrettanto vero che sono in privilegiato contatto col principio femminile intuitivo e visionario che ci fa credere e scivolare nell’ignoto a occhi chiusi, certi che la vita o chi per essa ci sosterrà.  Le immagini interiori ci chiamano, danno segnali luminosi e se le stiamo a sentire ci conducono là dove, all’origine, eravamo e saremo uniti completi e felici. Hannah alla fine viene scoperta, umiliata e rinchiusa in un acquario per essere esaminata dagli strumenti della scienza che tutto pretende di sapere. Ma stavolta il suo innamorato la libera e, salvando se stesso e la propria anima, la segue. E tuffandosi felici nell’oceano vissero per sempre Pesci e contenti!

Viola Lilith Russi

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