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“Indicazioni agogiche” per il Festival Artelibro

Marcel Duchamp, fecondo artista padre dei ready-made, proferì in un salotto di conversazione parigino, un’affermazione che stupì tutti per il profondo portato che in essa si celava: si può vedere il vedere – asserì – ma non si può ascoltare il sentire. Questa frase cela ancora un ricco e controverso spunto di dibattito che conferisce alla parola il ruolo di significante puro capace di esprimere l’immaterialità del pensiero. Il festival Artelibro (Bologna, 19 -22 settembre 2013) – con il suo prezioso titolo Musica per gli occhi. Collezionismo all’Opera – apre al tavolo della dissertazione dotta sul ruolo che la musica, l’arte e la parola stessa hanno oggi.

Arianna Fantin, 2011, Performance_1 – Pretesto eLaSTiCo (ex Fragilecontinuo), Bologna, Gennaio 2011, Arte Fiera Off, ph. Greta Bizzotto
Arianna Fantin, 2011, Performance_1 – Pretesto eLaSTiCo (ex Fragilecontinuo), Bologna, Gennaio 2011, Arte Fiera Off, ph. Greta Bizzotto

Entrée il 19 settembre con la mostra Volumi Cuciti di Arianna Fantin a Palazzo Re Enzo dove il libro è tela e spartito su cui imbastire una notazione che recupera con l’azione il gesto della scrittura come partitura artigiana, come manus che ordisce caratteri simbolici. Le trame luminose come narrazione e armonia del gesto sono anche il soggetto dell’opera di Greta Shödl che propone, nella suggestiva sede della Cappella dei Carcerati (dal 19 al 22 settembre a cura di Eli Sassoli de’ Bianchi), Musica del Vivere, un’installazione site specific che alla processione cosmogonica dei singoli elementi affida il compito di produrre un Io universale. La musica suona anche laddove sembra tacere e accompagna oltre alla mostra mercato un interessante progetto sull’editoria digitale: come un’opera minimal le composizioni binarie si trasformano in cataloghi d’arte, in una ricca selezione che va dalle produzioni del MoMA a quelle della Tate Modern in libera consultazione su appositi iPad nei giorni del Festival. Silenzio in bianco puro per l’opera di Lorenzo Perrone Come Musica (nel cortile d’ingresso di Palazzo Re Enzo): bronzo stante e immoto sulla pagina eterea, che conserva in nuce la forza del suo processo creativo.

Lorenzo Perrone, 2013, Come Musica. Bronzo bianco, misure 90 x 60 x 45
Lorenzo Perrone, 2013, Come Musica. Bronzo bianco, misure 90 x 60 x 45

Dal 19 settembre al 20 ottobre la mostra Literary Lennon (a cura di Enzo Gentile e Antonio Taormina e che ha il suo pedant nella parallela All you need is love. John Lennon artista, attore, performer alla Galleria Civica di Modena) disvela una parte forse meno conosciuta della prolifica avventura artistica del musicista. In mostra tutta la sua produzione letteraria con edizioni provenienti da tutto il globo; all’interno i disegni realizzati a corredo dei testi, che raccontano i voli pindarici del nostro, la sua recherche sul tempo e il suo gusto letterario.

MIMMO ROTELLA, 1983. Poemi fonetici 1949-75. Milano, Plura Records. LP 33 RPM (30 cm). [CT 71589]. Texts by Mimmo Rotella and Alfredo Todisco. Photo by Claudio Abate. 1000 ex. numbered and signed.
MIMMO ROTELLA, 1983. Poemi fonetici 1949-75. Milano, Plura Records. LP 33 RPM (30 cm). [CT 71589]. Texts by Mimmo Rotella and Alfredo Todisco. Photo by Claudio Abate. 1000 ex. numbered and signed.

Infine, come ritorno al tema, l’Aula Magna della Biblioteca Universitaria accoglie la mostra Records by Artists (1960 – 1990), in cui più di trecento dischi d’artista, da Tommaso Marinetti a Yves Klein con sfondamenti temporali indietro e avanti, sfilano sotto gli alti soffitti (dall’11 settembre al 5 ottobre). Un’occasione da non perdere, per quantità e qualità dell’esposizione che rimanda al gusto dell’opera come passione vissuta, segno traccia dell’è stato. Dopotutto ogni disco pare essere, quando suona e si consuma, esatta metafora di una vita e i solchi prodotti somigliano alle rughe di un volto che ha sentito, forse confutando dopo quasi cento anni, la tesi di Marcel Duchamp.

Paola Pluchino

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