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Jannis Kounellis alla Monnaie de Paris

Jannis Kounellis alla Monnaie de Paris. Tempo di legati da parte di grandi maestri consacrati dell’arte contemporanea. Dopo l’installazione dai risvolti poetico-biografici di Christian Boltanski alla Fondazione Merz di Torino, un’esposizione alla Monnaie de Paris ripropone alcune tappe-cardine della produzione di Jannis Kounellis.

Senza titolo (Da Inventaresulposto), 1972. Olio su tela con frase da Pulcinella di Igor Stravinsky interpretata da ballerina e violoncellista. CourtesyViehof Collection, Mönchengladbach
Senza titolo (Da Inventaresulposto), 1972. Olio su tela con frase da Pulcinella di Igor Stravinsky interpretata da ballerina e violoncellista. CourtesyViehof Collection, Mönchengladbach. Foto: Manolis Baboussis © Monnaie de Paris, 2016. Courtesy dell’artista

Nelle intenzioni dell’artista greco naturalizzato italiano, che si è occupato personalmente dell’allestimento, non si tratta però di una retrospettiva quanto piuttosto di una drammaturgia. Ed è proprio calandosi nel più ampio respiro di una sorta di pièce atemporale che diventa possibile cogliere il filo narrativo sotteso ai suoi lavori: una dialettica che induce l’osservatore a interrogarsi sulla necessità di un processo di rinnovamento dei contesti politici e sociali attuali.

Senza titolo (Libertà o Morte, W. Marat W. Robespierre), 1969. Courtesy Viehof Collection, Mönchengladbach
Senza titolo (Libertà o Morte, W. Marat W. Robespierre), 1969. Courtesy Viehof Collection, Mönchengladbach. Foto: Manolis Baboussis © Monnaie de Paris, 2016. Courtesy dell’artista

Elemento onnipresente nei materiali non nobili utilizzati (legno, carbone, ferro) così come nel processo di realizzazione delle opere, il fuoco gioca un ruolo di attore protagonista nel suo sviscerare le dinamiche di un procedimento alchemico che costituisce l’essenza della poetica di Kounellis: distruttore e forgiatore, questo artefice inesauribile di trasformazione e cambiamento purifica e rigenera e rimanda a rituali ancestrali che hanno contrassegnato la storia dell’uomo in senso pagano come religioso.

Jannis Kounellis, Senza titolo, 1969. Foto Manolis Baboussis
Jannis Kounellis, Senza titolo, lastre di ferro, carbone, 1969. Foto: Manolis Baboussis © Monnaie de Paris, 2016. Courtesy dell’artista

Nell’indagare il rapporto tra arte e spazio che ha portato Kounellis a realizzare spesso opere site specific, la memoria non è marcata solamente dai segni del trascorrere del tempo. L’utilizzo di un formato ben definito – 2 x 1,80 metri – per le lastre di metallo presenti in molte delle sue installazioni riproduce la dimensione di un letto contadino e si inscrive in tale richiamo alle tradizioni e alla matrice popolare della nostra civiltà.

Jannis Kounellis, Senza titolo, 2016. Otto cavalletti in ferro che sorreggono lastre di acciaio con incisa la data di nascita dell'artista, 2016. Foto: Manolis Baboussis © Monnaie de Paris, 2016. Courtesy dell’artista
Jannis Kounellis, Senza titolo, 2016. Otto cavalletti in ferro che sorreggono lastre di acciaio con incisa la data di nascita dell’artista, 2016. Foto: Manolis Baboussis © Monnaie de Paris, 2016. Courtesy dell’artista

A iniziare e chiudere idealmente il percorso e, nella lettura di chi scrive, a costituire un lascito testamentario spirituale, otto grandi cavalletti che “sono inseriti in uno spazio preciso, che non poteva essere un altro” ricordano che Kounellis, al di là dei mezzi espressivi utilizzati, ha sempre ritenuto di utilizzare un approccio e una “logica” pittorica. Facendo esplodere i limiti bidimensionali della tela per dare vita a un’arte che punta a rivelare gli archetipi di una società decadente e decaduta.

Danilo JON SCOTTA

Jannis Kounellis
Monnaie de Paris
Fino al 30/04/2016
Per maggiori informazioni: www.monnaiedeparis.fr/en/exhibitions/jannis-kounellis

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