Animazione

La figura di Nausicaa nel Giappone della Guerra Fredda

Nausicaa della Valle del vento è ufficialmente riconosciuto come opera prima dello Studio Ghibli, sebbene precedente alla sua fondazione. Di fatto questo film rappresenta anche il primo vero canto di libertà di Hayao Miyazaki, che riprende il discorso iniziato con Conan il ragazzo del futuro in chiave più matura e allo stesso tempo ancora più onirica.

Il Giappone degli anni ’80 è molto diverso dal decennio precedente, non più attraversato dalle proteste politiche e sociali ma adagiato dal boom economico che lo porterà a esser riconosciuto come una delle maggiori potenze mondiali. In un clima sociale più rilassato si abbandonano i temi politici per focalizzarsi su problemi quotidiani e leggeri, favorendo il proliferare di anime del genere shôjo, ovvero destinati a un pubblico di ragazze, e shônen equivalente maschile.

Ma siamo sicuri che il Giappone degli anni ’80 sia una terra di pace? Infatti quelli sono gli anni della Guerra Fredda e il Sol Levante si trova in una posizione piuttosto scomoda sia a livello geografico che politico. Con l’ascesa al potere della destra nel 1980 il Giappone si conferma alleato dell’Occidente, in particolare degli Stati Uniti, trovandosi però geograficamente schiacciato dalle forze comuniste di URSS, Cina e Corea del Nord. Il governo abbandona il pacifismo postbellico in favore del riarmo allo scopo di difendere il Paese, giustificandolo con un’operazione di revisionismo storico del passato.

scena tratta da Nausicaa della Valle del vento, 1984
scena tratta da Nausicaa della Valle del vento, 1984

In questo clima dicotomico tra benessere economico e attesa di una possibile nuova guerra nucleare prende vita il film Nausicaa della Valle del vento, tratto dall’omonimo manga. Nel 1982 Hayao Miyazaki si accorda con la rivista Animage per la pubblicazione di un manga interamente ideato e disegnato dal maestro, a cui è stata data totale carta bianca sia nella forma che nei contenuti. Già con le prime pubblicazioni Nausicaa riscuote successo tra il pubblico, tanto che dopo solo un anno Animage decide di realizzarne la trasposizione filmica a patto che sia proprio Miyazaki a occuparsi interamente del progetto.

scena tratta da Nausicaa della Valle del vento, 1979
scena tratta da Nausicaa della Valle del vento, 1984

Il maestro chiama a sé Isao Takahata come produttore e tanti altri colleghi con cui ha lavorato nel corso degli anni, compreso il giovane Hideaki Anno che presto diventerà famoso per gli anime Nadia – il mistero della pietra azzurra (1990) e Neon Genesis Evangelion (1995), e il musicista Joe Hisaishi che curerà la maggior parte delle colonne sonore dello Studio Ghibli. Il film sarà coprodotto dagli studio Topcraft, Tokuma Shoten, Hakuhodo e Nibariki e distribuito dalla Toei Animation.

La storia fa parte del genere fantasy ed è ambientata mille anni dopo I sette giorni di fuoco, una guerra termoatomica che ha decimato la vita umana e ha creato un grave danno all’ecosistema terrestre. Esistono due grandi regni, Tolmechia e Pejite, e alcuni piccoli insediamenti rurali neutrali, mentre una grande parte del pianeta è occupata dalla giungla tossica dove l’aria è nociva per l’uomo e in cui vivono piante e animali contagiati. Nausicaa è la figlia del re Jihl della Valle del vento, un posto pacifico situato sopravvento rispetto alla giungla, per cui al riparo dalle sue spore. Presto la giovane si troverà ostaggio della guerra tra i regni di Tolmechia e Pejite, in lotta tra loro per conquistare l’unica arma termonucleare ancora esistente. Nel frattempo il tentativo degli umani di sconfiggere la giungla tossica bruciandola sta mettendo ancora più a rischio il già fragile ecosistema.

scena tratta da Nausicaa della Valle del vento, 1979
scena tratta da Nausicaa della Valle del vento, 1984

Lo schieramento delle forze che vede due grandi regni belligeranti e in mezzo un insediamento pacifico, rurale e bucolico riflette l’immagine che Miyazaki ha del Giappone durante la Guerra Fredda, per cui l’evoluzione della trama non può non rispecchiare il suo animo pacifista ed ecologico. Nausicaa infatti è l’unica persona ad aver avuto l’intuizione di una possibile pacifica convivenza tra uomo-natura e tra uomini di culture diverse. Spinta da un profondo sentimento animista rispetta ogni essere vivente, tanto da avere un laboratorio segreto in cui, grazie ai suoi studi, riesce a scoprire che utilizzando l’acqua pura che scorre nel sottosuolo è possibile eliminare la tossicità dalle piante della giungla. L’acqua pura è qui una metafora del ritorno alle origini incontaminate della natura, e solo questo passo indietro permetterà la guarigione dall’inquinamento che minaccia l’esistenza stessa.

scena tratta da Nausicaa della Valle del vento, 1979
scena tratta da Nausicaa della Valle del vento, 1984

Ma purtroppo gli studi e le parole di Nausicaa non bastano a fermare la guerra costringendo la giovane al sacrificio della sua stessa vita per salvare l’intera umanità, rivelandosi una figura messianica forte e pura e riuscendo ad aprire gli occhi e i cuori degli esseri umani colmi di odio e paura.

Abbiamo già accennato al femminismo miyazakiano, ma con Nausicaa raggiunge un livello superiore: ella rappresenta infatti la sintesi tra il classico eroe maschile, forte, coraggioso e dai nobili intenti, e caratteristiche tipicamente femminili come la quasi smisurata empatia e la determinazione autodistruttiva. Rispetto allo scenario dell’animazione nipponica anni ’80 c’è un forte distacco dall’immagine dell’eroe-egocentrico, accentuando così il divario tra la produzione miyazakiana e il resto dell’animazione giapponese mainstream.

scena tratta da Nausicaa della Valle del vento, 1979
scena tratta da Nausicaa della Valle del vento, 1984

Nausicaa della Valle del vento è un film degno di essere citato nella storia della cinematografia, non solo per la complessità dei temi e dei contenuti ma anche sul piano artistico. Il mondo che Miyazaki ci dipinge raggiunge delle vette estetiche degne del sublime romantico, accostando dualismi su più livelli: la giungla tossica nasconde nelle sue viscere un mondo incontaminato puro e rigoglioso, alle minacciose dimensioni dei mostri-tarli si contrappone il piccolo Teto, una specie di volpe-scoiattolo, e tra le pesanti navi da guerra che volano lente e scure sopra la valle troviamo Nausicaa e il suo Mheve, un ultraleggero bianco con cui plana veloce come il vento. Ma Miyazaki non raggiunge un così alto livello poetico soltanto rappresentando queste dicotomie ma risolvendole: alla fine della storia il bene prevale su ogni cosa, ciò che sembrava malvagio in realtà era solo momentaneamente accecato dall’ira, o dal desiderio di vendetta o dalla paura, animali o uomini che siano. Ecco il perché della figura messianica, per mostrare la verità oltrepassando le nubi di pregiudizio e rancore era necessario un sacrificio.

Nausicaa della Valle del vento ha riscosso enorme successo, che permetterà a Miyazaki e Takahata di coronare il loro sogno nel giro di un anno: la fondazione dello studio Ghibli.

Claudia Caldara

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