Dall'archivio D'ARS

Nell’acquario di Facebook

Parlare di Facebook a quasi un decennio dalla sua invenzione, significa oggi cercare di fare il punto della situazione sulle implicazioni politiche, sociali, psicologiche e fisiche che questo tipo di media potenti e pervasivi hanno nella nostra esistenza. Il gruppo di ricerca e scrittura collettiva Ippolita con il testo Nell’acquario di Facebook (Ledizioni, 2012)[1] si inserisce in questo discorso con un’analisi teorica e interdisciplinare, caratterizzata da una lucidità e una critica politica esplicita non priva di rischi. Dichiarando la propria visione[2] e il proprio impegno in questo ambito[3], Ippolita prosegue il discorso del precedente Luci e ombre di Google (Feltrinelli, 2007) e offre contemporaneamente al proprio lettore uno strumento di conoscenza sul funzionamento dei grandi mediatori del web.

Il libro va oltre la nota costatazione del profitto derivante dalla profilazione delle identità virtuali, ovvero lo studio incrociato di tutte le informazioni che accettiamo di regalare ai gestori di questi media. Va oltre il perché della gratuità dei servizi online come Facebook. Va oltre la semplice analisi economica. (…)


[1] Il libro è reperibile in formato digitale pdf e ePub anche dal sito www.ippolita.net

[2] Questa non è un’indagine oggettiva, al contrario è soggettiva, situata e partigiana, basata su un assunto molto chiaro: il web 2.0, con Facebook in testa, sono fenomeni di delega tecnocratica e in quanto tali pericolosi. (p.16)

[3] Immaginare possibili strumenti di autogestione e autonomia, non calati dall’alto di una teoria liscia e perfetta, ma a partire dalle pratiche quotidiane di uso, abuso e sovversione delle tecnologie che costruiscono i nostri mondi (p.15)

[4] Rimando alla lettura del libro la specificazione dei concetti fondamentali come identità, libertà, noi, individuo che hanno un peso e una strutturazione teorica ben precisa nel pensiero di Ippolita e che qui non mi è possibile rispettare fino in fondo né esplicitare ulteriormente

Ippolita, Nell'Acquario di Facebook - la resistibile ascesa dell'anarco-capitalismo
Ippolita, Nell’Acquario di Facebook – la resistibile ascesa dell’anarco-capitalismo

To speak of Facebook a decade after its invention requires an analysis on the political, social and psychological influences that such powerful media have on our existence. Ippolita, a research and writing group, explores this theme through In the Facebook Aquarium: The resistible rise of anarchic-capitalism1, an interdisciplinary text, written with great clarity, that offers an explicit (and audacious) political critique. By declaring its vision2 and manifesting its interest in this realm3, Ippolita sheds light on how the great web mediators function, continuing where its previous book, The Dark side of Google, left off.     The book doesn’t just dwell on the well-known issue of the profit gained by the online profiling of our virtual identities and the cross analysis study of all the information which we voluntarily gift to these social media. It goes beyond explaining the reasons why web services such as Facebook are free. It goes beyond a simple economic analysis. (…)

Martina Coletti
D’ARS year 53/nr 215/autumn 2013 (abstract dell’articolo)

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