Teatro

Tagliare e cucire parole: Nuvole. Casa. di Jelinek in scena con Chiara Guidi

Nuvole. Casa. è parte del progetto favole del potere – elfriede jelinek nelle biblioteche nato dal confronto tra Chiara Guidi e Elena Di Gioia, prodotto da Socìetas Raffaello Sanzio e appositamente creato per il Festival Focus Jelinek (2014/2015). La biblioteca che ha ospitato la performance lo scorso 5 febbraio a Verona è la Civica. Merito dell’associazione Are We Human che lo ha incluso tra gli eventi dell’omonima rassegna.
Parole dunque spostate: da quelle depositate su polverosi scaffali a quelle che cercano di essere evocazione, strumento sonoro. Chiara Guidi disseppellisce dal “dentro” la scrittura di Elfriede Jelinek che delle parole scritte ha fatto ritagli, sovrapposizioni, collage e assemblaggi. Ma all’attrice della Raffaella Sanzio non interessa da tempo il significato, benché dopo un’ora di religioso ascolto il paesaggio sonoro che ci rimane addosso è quello del viaggio, del nomadismo, di una parola fluida che va e viene dalla voce al contrabbasso suonato e vibrato dal vivo da Daniele Roccato.

Nuvole. Casa. progetto favole del potere - elfriede jelinek nelle biblioteche di e conChiara Guidi, musiche di Daniele Roccato, con Filippo Zimmermann. Festival Focus Jelinek
Nuvole. Casa. progetto favole del potere – elfriede jelinek nelle biblioteche di e conChiara Guidi, musiche di Daniele Roccato, con Filippo Zimmermann. Festival Focus Jelinek

Ascolto che entra dalle orecchie e scende, precipita accompagnato dall’incarnazione dell’angelo che ha smesso di tagliare e bruciare libri per accompagnare nelle viscere il fuoco di una parola ardente di dolore. Una comunicazione che circola poi tra le seggiole e si fa perenne apertura verticale di senso. La voce è materia, è ora prossimità sussurrata, ora lontananza evocata come una narrazione che si fa strada tra le macerie dell’Angelus Novus di Klee (portato su una pila di libri nel finale).

Chiara Guidi
Chiara Guidi

La Biblioteca Civica è contenitore che non contiene l’emissione, la libera e non la consuma di letteratura intaccata dal tempo. Azione anti-drammatica che diventa drama nel senso etimologico del termine. Qui una pioggia di parole rinfresca l’uomo viandante lungo i sentieri tortuosi della storia. Si va al futuro, ma si guarda indietro: è un modo di procedere, un senso per le parole. Quelle di Hölderlin, e ancora di Heidegger, Fichte, Kleist ma anche Benjamin a guidare un ritorno al noi, all’appartenenza, come più volte sommessamente suggerisce e declama la Guidi. Esserci, se la casa è un “noi” in cui trovare pace.

Nuvole. Casa. progetto favole del potere - elfriede jelinek nelle biblioteche di e conChiara Guidi, musiche di Daniele Roccato, con Filippo Zimmermann. Festival Focus Jelinek
Nuvole. Casa. progetto favole del potere – elfriede jelinek nelle biblioteche di e conChiara Guidi, musiche di Daniele Roccato, con Filippo Zimmermann. Festival Focus Jelinek

Le parole si conficcano anche se sono tessere di un mosaico esploso. Ci rimangono nel ricordo. Perché le parole dette da quello sgabello sono senza riposo,vibrano dall’interiorità su cui l’attrice a lavorato e l’esterno, la recitazione che diventa sonorità e carne ardente. Anche quella di Filippo Zimmermann, il fuoco delle parole non dette e pensate, delle parole scomode e che non leniscono le ferite della storia. Ha bruciato dei libri come fecero le dittature, ma la poesia è sopravvissuta e l’emozione si può ancora condividere. Volto caravaggesco, uscito dal Cupido o dall’angelo del Risposo durante la fuga in Egitto, è anch’egli immagine, o forse bocca spalancata di un coro che dalla voragine nera di un pozzo, di una profondità può ancora sprigionare memoria, traccia, ricorrenza, strappi.

Simone Azzoni

Nuvole. Casa.
di Elfriede Jelinek
traduzione Luigi Reitani
di e con Chiara Guidi
musiche di Daniele Roccato eseguite al contrabbasso dall’autore
con la partecipazione di Filippo Zimmermann
produzione Socìetas Raffaello Sanzio e Festival Focus Jelinek

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