Dall'archivio D'ARS

Potere / non potere

Nell’ultimo decennio di repentini cambiamenti, di fronte a una crisi le cui dimensioni sembrano difficili da definire e da circoscrivere, il pensiero non ha smesso di confrontarsi con il quotidiano interrogando, innanzitutto, l’uomo. La trilogia La società della stanchezza (2010), Eros in agonia (2012) e Transparenzgesellschaft (2012)[i] di Byung-Chul Han è un ritratto radicale e disincantato della contemporaneità.

Byung-Chul Han - Transparenzgesellschaft  Matthes & Seitz (Berlin), marzo 2012, 95 pagine
Byung-Chul Han – Transparenzgesellschaft
Matthes & Seitz (Berlin), marzo 2012, 95 pagine

L’autore, nato a Seoul nel 1959, ha studiato filosofia, letteratura e teologia in Germania e insegna all’Akademie der Künste di Berlino. Le sue analisi partono dalla convinzione che il capitalismo abbia ormai raggiunto uno stadio mutante, autoimmune e onnivoro dominato da un eccesso di positività. Tutto ciò che è distanza, mistero, alterità (dunque negativo) scompare nel nome di una prossimità permanente, funzionale all’imperativo del consumo e della libertà assoluta.

Riecheggiando Foucault non siamo più in una società disciplinare del dovere ma piuttosto in una del potere dove ogni individuo è diventato impresa di se stesso: tutto è (deve essere) possibile. È l’inferno dell’ottimizzazione: ogni cosa sprofonda nell’immanenza additiva, simmetrica, ogni cosa è confrontabile e, dunque, nata morta in quanto rimpiazzabile sempre in meglio. […]


[I] Le date tra parentesi si riferiscono alle uscite tedesche. In Italia la casa editrice Nottetempo ha pubblicato La società della stanchezza nel 2012 e Agonia dell’eros nel 2013.

Alessandro Azzoni Ret, collage (2014)
Alessandro Azzoni
Ret, collage (2014)

In the last decade, full of sudden changes and a recession whose magnitude is hard to define or quantify, thought has continued to confront our daily lives investigating, first and foremost, man. Byung-Chul Han’s trilogy, consisting of Fatigue Society (2010), Eros in Agony (2012) and Transparenzgesellschaft (2012), is a radical and disenchanted portrait of contemporaneity1.    The author, born in Seoul in 1959, has studied philosophy, literature and theology in Germany and teaches at the Akademie der Künste in Berlin. His analyses are based on his belief that capitalism has reached a mutated stage: it is autoimmune and omnivorous and dominated by an excess of positivity. All that is distant, mysterious or different (and therefore negative) gives way to a permanent proximity, necessary for consumption and absolute liberty. Echoing Foucault, we are no longer in a disciplined society ruled by duty, but in one governed by power, where every individual only thinks about personal benefit: everything is (and must be) possible. It is the hell of optimisation: everything sinks into addictive and symmetric immanence, everything is comparable and hence all is born dead, always replaceable with something better.


[I] The dates in brackets refer to the German editions. In Italy, Nottetempo has published La società della stanchezza in 2012 and Eros in agonia in 2013.

Clara Carpanini
D’ARS year 53/nr 216/winter 2013 (abstract dell’articolo)

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