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SHE DEVIL 6

La galleria Studio Stefania Miscetti ha presentato la sesta edizione della nota rassegna annuale She Devil, raccolta di video d’artiste scelti unicamente da curatrici. La rassegna si caratterizza per la formula di una curatrice per ogni artista, e negli anni ha mantenuto e riaffermato il carattere di una scelta al femminile su opere prodotte da donne. Mentre le curatrici sono principalmente italiane, le artiste sono di diversa provenienza e operano in contesti sia italiani che stranieri. I video, in mostra fino al 15 marzo, sono realizzati con tecniche differenti ma hanno come comune denominatore un linguaggio fantasioso, collegato alla fantascienza, ai fumetti, ai disegni animati o ai disegni infantili.

Nation Estate (clip) from larissa sansour on Vimeo.

Presentata da Cristiana Perrella, Larissa Sansour in Nation Estate fornisce una soluzione fantascientifica alla problematica del territorio palestinese: un gigantesco grattacielo i cui piani corrispondono alle città con una forte presenza palestinese come Gerusalemme, Betlemme e naturalmente Ramallah. Il grattacielo-nazione realizzato in 3D ha le forme raggelate e metafisiche degli ultimi film di fantascienza, come Gravity, fornendo una ironica e desolata descrizione dello stallo infinito della situazione del popolo palestinese.

Payal Kapadia, Weapons of destruction, still frame dal video
Payal Kapadia, Weapons of destruction, still frame dal video

Dobrila Denegri presenta la persiana Mana Salehi che con Mother Cell utilizza l’idea della biologia e il digitale per formare un collage visivo fra il proprio volto e le cellule di un pesce accompagnate dal proprio ritmo cardiaco, uno statement sulla condizione biologica e sulla prossimità tra individuo e natura. Elena Giulia Rossi presenta l’americana Kathryn Cornelius, autrice di ReSolve, performance su una spiaggia deserta dove una donna in abito elegante passa e ripassa a lungo un aspirapolvere sulla sabbia della spiaggia. Lavoro senza fine come il masso di Sisifo o come il voler svuotare il mare con un cucchiaio.

Kathryn Cornelius, ReSolve, still dal video
Kathryn Cornelius, ReSolve, still dal video

Questo è forse l’unico lavoro nella rassegna che sia di tema esplicitamente femminista, una donna condannata alla ripetizione del lavoro domestico e illusoriamente “compensata” dal suo ruolo di “oggetto decorativo”. Mentre Jeanne Susplugas, curata da Manuela Pacellla, crea in For Your Eyes una favola horror. Altri video sono calati nelle tematiche più generalizzate dell’oggi: la biologia e la natura con Erbarium di Barbara Visser (curatrice Orsola Mileti), l’ecologia in Weapons of destruction di Payal Kapadia (curatrice Pia Lauro) e in Lost reference of some attraction di Malak Helmy (presentata da Antonia Alampi).

Barbara Visser, Erbarium, still dal video
Barbara Visser, Erbarium, still dal video

Più in generale il tema si sottomette alla ricerca linguistica, molto spesso al “glitch”, al video meticciato di strategie di animazione, di effetti e con un aspetto di segno infantile e naif, secondo una linea di tendenza di questi anni che reagisce al video ben fatto e narrativo a cui ci hanno abituato molti artisti, per riaffondare le radici nella nascita dell’immagine video con segni sbavati, casualità visive e disturbi elettronici estetizzati.

Lorenzo Taiuti

Studio Stefania Miscetti
via delle mantellate 14, Roma

Curatrici: Antonia Alampi, Dobrila Denegri, Pia Lauro, Orsola Mileti, Manuela Pacella, Cristiana Perrella, Elene Giulia Rossi

Artiste: Kathryn Cornelius, Malak Helmy, Payal Kapadia, Mana Salehi, Larissa Sansour, Jeanne Susplugas, Barbara Visser
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