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STOP AND GO – L’ arte delle gif animate

smART – Polo per l’Arte di Roma propone STOP AND GO – L’ arte delle gif animate una mostra di arte digitale in controtendenza con  le gallerie romane ancora solo occasionalmente coinvolte con le forme del digitale

James Kerr / Scorpion Dagger, Mom Tattoo, animated gif, 2014
James Kerr / Scorpion Dagger, Mom Tattoo, animated gif, 2014


STOP AND GO – L’ arte delle gif animate,
curata da Valentina Tanni e Saverio Verini, presenta un gruppo di artisti diversi per età, provenienza e operatività in una mostra centrata su uno dei “micro-linguaggi” della rete che sono stati utilizzati in modo transitorio nel corso degli anni e presto divorati nella ipervelocità del consumo digitale.

Usate a volte in modo Pop, come le ricerche sull’estetica degli screensaver, le Gif (Graphics Interchange Format) richiamano alla memoria il lavoro di Francis Alÿs The Thief (1999), dove l’ombra di un ladro entra nel computer con la stessa sinistra facilità con cui gli hacker o lo spionaggio industriale entrano nei nostri hard-disk.

OKKULT Motion Pictures, Alessandro Scali & Marco Calabrese, Excerpt from Filmstudie (1925), Giphoscope, foto di Francesco Basileo
OKKULT Motion Pictures, Alessandro Scali & Marco Calabrese, Excerpt from Filmstudie (1925), Giphoscope, foto di Francesco Basileo

Questi micro linguaggi vengono ora rivisitati ritrovando visibilità in una pausa dell’esplosione digitale. La tecnica della Gif si presta ai linguaggi del narrativo, di un narrativo “figurativo” che riappare oggi in molti linguaggi visivi. Ma c’è anche il precinema dei “flipbooks” di Alessandro Scali e Marco Calabresi, e come sempre l’animazione si pone come ponte fra immagine statica e cinetica, in questo caso con l’uso del video.

Bill Domonkos, Horsetail Falls, animated gif, 2013
Bill Domonkos, Horsetail Falls, animated gif, 2013

Un tema ricorrente è il riferimento all’arte classica, rivisitata con gag ironiche, accenni di storie e uno spirito da Street art, dove l’invenzione d’immagine è il messaggio immediato come nei lavori  di James Kerr (aka Scorpion Dagger). Mentre Bill Domonkos lavora con più lirismo su immagini femminili rese misteriose da piccoli segni in movimento, ammiccando alle “foto di fantasmi” dell’Ottocento. Chiara Passa (che lavora da tempo su una “Widget Gallery” che mostra online un white cube con diversi autori che progettano forme digitali, visibili anche via cellulare)  lavora qui su strutture geometriche che, proiettate su forme tridimensionali, sembrano prevedere un’ulteriore  proiezione su larga scala.

Zack Dougherty, Dataphobia, animated gif and digital frame, 2016, foto di Francesco Basileo
Zack Dougherty, Dataphobia, animated gif and digital frame, 2016, foto di Francesco Basileo

 

Carla Gannis, The Garden of Emoji Delights, animated gif, 2013
Carla Gannis, The Garden of Emoji Delights, animated gif, 2013

Zack Dougherty fa apparire un teschio dorato nel volto dell’Ercole Farnese, come una parodia del teschio di diamanti di Damien Hirst. Carla Gannis e Lorna Mills lavorano nel collage di “immagini trovate” nel solco del cinema sperimentale, affrontando con spirito la contaminazione fra tutte le forme visive (da Hyeronimus  Bosch agli eroi dei videogame), il tutto unificato dalle forme del loop e del remix, che dal cine/video sperimentale alla musica contemporanea sono il segno della realtà comunicativa, affollata e iterativa, del contemporaneo.

Lorenzo Taiuti

STOP AND GO – L’ arte delle gif animate
a cura di Valentina Tanni e Saverio Verini
smART – Polo per l’Arte
Piazza Crati 6/7, Roma
fino al 22 luglio 2016

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