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The perfect stage

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Beatrice Scaccia, nata nel 1978 a Frosinone e attualmente legata professionalmente al Jeff Koons Studio, dopo una formazione a fianco di Gino Marotta, è protagonista alla galleria BOSI Contemporary di New York: The Perfect Stage è il titolo della sua personale, che si interroga sulle relazioni sociali e sull’ambiente urbano, mettendone in luce contraddizioni e riflessi psicologici. Attraverso quindici disegni, una voce narrante e due video installazioni, l’artista crea il mondo immaginario di un personaggio androgino proiettato in un rifugio paradossale che rappresenta l’evasione. All’interno di uno spazio neutro/chiuso/vuoto, se non fosse per un letto e una monofora, il personaggio senza volto assume molteplici sfumature: rinchiuso nell’ambiguità, è soddisfatto della semplicità e della libertà che questo mondo onirico gli concede, senza avere ambizioni di altra natura.

Untitled No.15, The Perfect Stage 2012; 50 x 65 inch; pencil, gesso, oil pastels, oil and wax on paper
Untitled No.15, The Perfect Stage 2012; 50 x 65 inch; pencil, gesso, oil pastels, oil and wax on paper

“I wanna put my tail between my legs and ride it for a while, hide a pillow underneath my shirt and pretend I’m a different age. I’m not a monkey, I don’t need a doctor, or a mom… I just need to stay here.”

“Vorrei mettere la mia coda tra le gambe e cavalcare per un po’, nascondere un cuscino sotto la mia maglia e far finta di avere un’età diversa… Non sono una scimmia e non ho bisogno di un dottore o di una mamma… ho soltanto bisogno di rimanere qui.”

Untitled No.10, The Perfect Stage 2012; 50 x 38 inch; pencil, gesso, oil pastels, oil and wax on paper
Untitled No.10, The Perfect Stage 2012; 50 x 38 inch; pencil, gesso, oil pastels, oil and wax on paper

La voce narrante, che accompagna gli elementi visuali di The Perfect Stage, scorre come un monologo teatrale che invita lo spettatore a partecipare alla ricerca dell’essere umano verso un’esistenza significativa. Domande retoriche vengono poste a metà strada tra umorismo e angoscia, rispecchiando le battaglie interiori del personaggio, che l’artista lascia in sospeso, passando allo spettatore il compito di rispondere.

“… no one wants to leave center stage. Just… make this soft bed our perfect stage… and I promise I’ll keep jumping, trying hard to get younger, smaller and shorter.”

“… nessuno vuole lasciare il centro della scena. Cerchiamo di rendere questo letto soffice il nostro palcoscenico perfetto e prometto che continuerò a saltare, provando con tutte le mie forze a diventare più giovane, più piccolo e più basso.”

 

Untitled No.14, The Perfect Stage 2012; 50 x 38 inch; pencil, gesso, oil pastels, oil and wax on paper
Untitled No.14, The Perfect Stage 2012; 50 x 38 inch; pencil, gesso, oil pastels, oil and wax on paper

Valentina Tovaglia

Beatrice ScacciaThe Perfect Stage 

BOSI Contemporary
48 Orchard Street
New York, NY 10002

Fino al 10 febbraio 2013
Mercoledì-Domenica 11-19 e su appuntamento

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