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Tommaso Trini. Mezzo secolo di arte intera

La casa editrice Johan&Levi ha recentemente pubblicato un’antologia di testi del critico Tommaso Trini (Sanremo, 1937) a cura di Luca Cerizza, Mezzo secolo di arte intera. Scritti 1964-2014.

Mezzo secolo perché Tommaso Trini è acuto testimone di ciò che vede accadere attorno a sé tra Parigi, Milano e Torino dagli anni ’60 in poi, e quindi la Land Art, l’Arte Concettuale, l’Arte Processuale e l’Arte Povera (è il primo per esempio a scrivere testi di artisti come Pistoletto e Zorio); intera per rimarcare l’eccezionalità di quel periodo storico: come ricorda l’autore, sono artisti moralmente e creativamente integri, interi.

ARTE POVERA+AZIONI POVERE, AMALFI, OTTOBRE 1968. PAUSA IN PREPARAZIONE DI UN'ASSEMBLEA. DA DESTRA A SINISTRA: MARCELLO RUMMA (IN ALTO), FILIBERTO MENNA, GERMANO CELANT, ACHILLE BONITO OLIVA, TOMMASO TRINI. COURTESY LIA RUMMA ARCHIVES, NAPOLI-MILANO. FOTO BRUNO MANCONI
ARTE POVERA+AZIONI POVERE, AMALFI, OTTOBRE 1968. PAUSA IN PREPARAZIONE DI UN’ASSEMBLEA. DA DESTRA A SINISTRA: MARCELLO RUMMA (IN ALTO), FILIBERTO MENNA, GERMANO CELANT, ACHILLE BONITO OLIVA, TOMMASO TRINI. COURTESY LIA RUMMA ARCHIVES, NAPOLI-MILANO. FOTO BRUNO MANCONI

Il libro nasce dopo un lavoro di due anni grazie a un dialogo costante tra Tommaso Trini e il curatore Luca Cerizza e un processo di editing e selezione dei testi difficile per la quantità e qualità della produzione che, tra le altre cose, è ancora in fieri. Si è preferito inoltre pubblicare testi importanti su artisti meno conosciuti (come nel caso di Vasco Bandini), piuttosto che testi meno interessanti dedicati ad artisti più noti, come ad esempio quello su Jannis Kounellis, escluso dalla pubblicazione.

La prima metà del volume è costituita da monografie dedicate a importanti autori come Alighiero Boetti, Dadamaino, Piero Gilardi, Michelangelo Pistoletto, Enzo Mari, Marisa Merz; nella seconda metà vi sono testi teorici, alcuni di carattere polemico ed altri dedicate ad importanti mostre internazionali come When Attitudes Become Form o Op Losse Schroven, e interviste, come quella a Fabio Mauri o a Lucio Fontana, quest’ultima realizzata presso la sua casa di Comabbio (VA) il 16 luglio 1968, poco prima della sua morte.

Trini è sicuramente una figura di critico anti-autoritaria e alternativa rispetto al contesto accademico: egli stesso si definisce un cane sciolto. Non è un teorico o uno storico dell’arte, non scrive un manifesto e nemmeno fonda un movimento. Cura alcune mostre o rassegne, come nel caso di Artevideo e multivision (Milano, Rotonda della Besana, 1975), ma non è questa la sua attività principale. La sua forza sta nello stretto rapporto e nel dialogo costante con gli artisti che segue e accompagna nel corso di decenni, con testi che si riferiscono a fasi diverse della loro carriera.

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Eleonora Roaro
D’ARS anno 56/n. 223/estate 2016 (incipit dell’articolo)

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