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Transmediale: the afterglow

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Dopo l’entusiasmo e lo slancio utopico della rivoluzione digitale, che cosa rimane se ci poniamo in una prospettiva di diagnosi del suo momento “post”, se apriamo gli occhi e cerchiamo di capire con maggior lucidità quello che sta accadendo? Welcome to the afterglow! È proprio qui che l’edizione di Transmediale 2014 vuole condurci: non si tratta di assecondare uno spirito nostalgico ma piuttosto di orientarsi nell’eccesso d’informazioni e dati, nel sovraccarico di resti e spazzatura di ogni genere. La svolta, che in pochi decenni ha completamente cambiato il nostro modo di vivere è compiuta. Le promesse di smaterializzazione, istantaneità, efficienza si sono realizzate; anzi, continuano a perfezionarsi in un processo di ottimizzazione incessante che coinvolge sia la sfera privata che quella economica e pubblica. Se in un primo tempo la nuova realtà numerica, soppiantando la distanza come variabile spaziale, sembrava averci liberato da certi limiti e contingenze materiali, ora si assiste a una specie di “ritorno del rimosso”. (…)

Art Hack Day Berlin, Leap © Michelle O'Brien
Art Hack Day Berlin, Leap © Michelle O’Brien

What would happen if, after the hopeful and utopian promises of the digital revolution, we should attempt to analyse its aftermath, if we opened our eyes and tried to understand and clarify what is happening now? Welcome to the Afterglow! This is where Transmediale 2014 leads us: it is not a case of pandering to paradoxical nostalgia, but an attempt to navigate through excessive information and data, an overflow of scraps and waste. The potential, which has completely transformed our ways of living in the space of a few decades, has been fulfilled. The promises of dematerialisation, instantaneity and efficiency have not only become a reality, but are being continually perfected in an eternal process of improvement that encompasses the economic, private and public spheres.  It might have once seemed that this new numerical reality, by demoting distance to a spatial variable, may have liberated us from certain material limits and contingencies, yet it now accompanies us in a “return to isolation”.

Clara Carpanini
D’ARS year 54/nr 217/spring 2014 (abstract dell’articolo)

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