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URBAN LEGENDS, OVVERO LA STREET ART – EVENTO

Il bollente inizio di estate romana non sembra frenare affatto la corsa della Street Art verso la notorietà, il cui continuo processo di emersione e normalizzazione sembra aver bene attecchito tra i muri, e non solo, delle borgate capitoline. Si moltiplicano gli interventi organizzati da associazioni e gallerie private che curano il settore, senza che manchi una certa competizione e diversità di vedute tra le parti. Insomma, l’ambiente è frizzante e la carne al fuoco tanta. Ultima in ordine di tempo l’iniziativa della 999Gallery, che in collaborazione con l’associazione francese Les Jours de France ha dato vita a un progetto che ha coinvolto 12 artisti del paesaggio urbano, equamente suddivisi tra italiani e transalpini, impegnati nella realizzazione di creazioni outdoor così come di lavori per le sale del Macro di Testaccio.

Eron, Andreco, Lucamaleonte, Three ways to see the spirituality, 2014, spraycan e acrilico su tela. Credit: Carlo Taccari / FreakinART.com 2014
Eron, Andreco, Lucamaleonte, Three ways to see the spirituality, 2014, spraycan e acrilico su tela. Credit: Carlo Taccari / FreakinART.com 2014

Urban Legends, fin dal nome roboante sino alla massiccia quantità di manifesti promozionali sparsi per Roma, si propone quale evento di una certa rilevanza, con la precisa volontà, non celata nel comunicato stampa, di disporre al massimo della capacità della Street Art a muovere alla partecipazione di massa. Visitando la mostra al Macro si ha immediatamente l’impressione di essere stati coinvolti all’interno di un meccanismo di celebrazione mediatica che ben veste l’immagine dell’arte urbana ma che non la sostanzia. In effetti, pur dando agli organizzatori il dovuto riconoscimento nel portare questi linguaggi all’interno di una istituzione statale dell’arte contemporanea, la mancanza di un filo conduttore che risieda in una contestualizzazione tematica o storico-critica, pesa sui contenuti totali dell’esposizione. La criticità nella concezione di una mostra di Street Art tra le mura di un museo, in questo caso, risulta indubbiamente scomoda.

108, Moneyless, Tellas, Senza Titolo, 2014, acrilico su tela. Credit: Carlo Taccari / FreakinART.com 2014
108, Moneyless, Tellas, Senza Titolo, 2014, acrilico su tela. Credit: Carlo Taccari / FreakinART.com 2014

Sarebbe stato impossibile riunire tutti gli effettivi protagonisti di decenni di sperimentazioni artistiche sul territorio urbano, così la scelta degli artisti sull’asse Italia-Francia risulta forzatamente arbitraria, in bilico tra figure celebri e altre meno. Tra i nomi nostrani Eron incanta l’occhio usando lo spray con una delicatezza sorprendente: una sensibilità pittorica tale da ricordare i peculiari effetti foto-realistici di un maestro assoluto come Gerhard Richter. L’artista riminese si confronta anche con Andreco e Lucamaleonte, in una tela dove toni cromatici profondi teatralizzano un enigmatico panteismo spirituale. Sul fronte astratto 108 realizza una “Pornografia” su fondo rosso e fa interagire i suoi neri con le geometrie circolari di Moneyless e le masse vegetali di Tellas, giungendo ad una composizione di grande sapienza armonica. Sulla sponda francese, invece, la generazione pioneristica dello stencil degli anni Ottanta è ben rappresentata dalle colorate silohuettes di Epsylonpoint, figura di grande spicco a cui C215, innovatore contemporaneo del genere, dedica un grande ritratto come forma di omaggio sulla tela dialogata dai due. Seth è un’altra delle punte di diamante della Street Art francese degli ultimi anni: le sue figure infantili rappresentano un ponte verso il mondo della meraviglia immaginativa, raggiungendo a volte, come nella collaborazione in mostra, le costellazioni e gli universi di segni zoomorfi che caratterizzano il lavoro di Philippe Baudelocque. Infine, entrambi provenienti dal mondo del Writing, Popay e Alexone approdano ad un linguaggio figurativo fortemente influenzato dai fumetti e da tonalità cromatiche squillanti di ascendenza Pop.
Nella loro naturale evasione dal museo, gli artisti in mostra approdano anche tra le pareti della stazione metro di Spagna: qui, nel contatto quotidiano con il passaggio di migliaia di persone, la Street Art riconquista il suo ecosistema più specifico e proprio.

C215, stazione metro Spagna, 2014. Credit: Francesco Fioramonti – 999Gallery

Ulteriore appendice all’evento sono gli interventi realizzati a Ostia su alcuni treni della Roma-Lido, una sorta di rievocazione delle lontane origini della Street Art nel Writing, che però ha poco a che fare con la Street Art in sé stessa, considerato anche come alcuni degli artisti, C215 l’esempio più noto, non siano mai stati coinvolti in storie di yard e vagoni. Il richiamo all’ “aura” delle origini e dell’illegalità (nello specifico evidentemente finta) sembra essere una presa mediatica per dare ulteriore interesse all’iniziativa tramite la messa in scena di fascinose, ma sterili, atmosfere underground.

C215, stazione metro Spagna, 2014. Credit: Francesco Fioramonti - 999Gallery
C215, stazione metro Spagna, 2014. Credit: Francesco Fioramonti – 999Gallery

Inoltre, in un contesto strettamente estetico-artistico, questo intervento, che è stato promosso dall’Atac (Azienda dei Trasporti di Roma) anche come deterrente al vandalismo, mette in luce la problematica circa la disparità di trattamento mediatico e istituzionale che le fiancate dipinte di questi treni hanno nei confronti di altre realizzate senza autorizzazioni legali. Insomma, molti spunti per tanti temi e riflessioni, a voi la visita e la parola.

Egidio E. Bianco

Urban Legends
a cura di Stefano S. Antonelli
Macro Testaccio – La Pelanda
Piazza Orazio Giustiniani 4
www.urbanlegendstheshow.com
www.999gallery.com

 

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