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Joachim Schmid. Le fotografie degli altri

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Anno dopo anno viene prodotta in tutto il mondo un’inimmaginabile quantità di fotografie. Virtualmente, ogni giorno ciascuno di noi ingrandisce questa gigantesca montagna di immagini, senza pensare alle conseguenze. Ma se la fotografia sembra essere un’attività innocua, le sostanze chimiche in esse contenute sono molto pericolose per la nostra salute. Inoltre, una tale quantità di fotografie aumenta l’inquinamento visivo e mina la nostra capacità di pensare –per non parlare del pericolo morale per i nostri figli. In queste condizioni sarebbe meglio se tutti noi la smettessimo di scattare fotografie – ma in molti casi ciò è difficilmente possibile. Perciò è essenziale liberarsi di tutte le fotografie quando non servono più. […]
Noi raccogliamo fotografie usate, abbandonate e fuori moda, in bianco e nero o a colori, includendo fotografie istantanee, album fotografici, fototessere, provini a contatto, strisce di prova, negativi e diapositive, così come immagini danneggiate e strappate, sia in grandi sia in piccole quantità. Ricorda, le fotografie usate non appartengono alla spazzatura di casa – hanno bisogno di uno smaltimento speciale. Molte fotografie possono servire ad uno scopo utile dopo esser state riciclate. Per amore del nostro pianeta, manda le tue fotografie usate all’Istituto per Riciclare le Fotografie Usate. La partecipazione a questo programma di riciclaggio è gratuita!

(cit. dal sito dell’artista Joachim Schmid)

Schmid, da Other’s People Photographs la categoria Kisses for me
Schmid, da Other’s People Photographs la categoria Kisses for me

Prima Collezione Generale della Fotografia Usata –(1990)

Joachim Schmid (1953, Balingen; vive e lavora a Berlino) è un fotografo che non fotografa: ricicla immagini già esistenti. Dai primi anni ’80 ricerca, colleziona e ri-utilizza non solo fotografie di altri, ma anche inviti di mostre, manifesti, cartoline, immagini di libri creando nuove possibilità di significato. La sua ricerca è una riflessione ironica, intelligente, mai pedante sulla civiltà dell’immagine, dove la saturazione di informazioni porta spesso al non-sense.

Joachim Schimd in Korea nel libro Around the World in Eighty Minutes
Joachim Schimd in Korea nel libro Around the World in Eighty Minutes

Dal 1986 al 1999 realizza i 726 pannelli della serie Archiv dove raggruppa immagini per tema, composizione e tecnica: città riprese dall’alto, fototessere in bianco e nero, primi piani di cagnolini su sfondo colorato. Internet e social network come flickr incontrano la sua ossessione per la catalogazione e la tassonomia. Nascono così i 96 volumi di Other People’s Photographs (2009-2011) dove ha raccolto immagini di fotografi amatoriali, divisi per categorie come Airports, Kisses for me, Happy Birthday, On the road o Room with a View. Nel libro But Is Art ripropone immagini trovate in rete fatte à la mode di grandi fotografi ponendo l’interrogativo questa è arte?: le montagne in bianco e nero ricordano subito Ansel Adams, una donna con le caviglie legate Nobuyoshi Araki, i riflessi delle vetrine Eugène Atget. O ancora, in Awesome Errors, Dreadful Glitches presenta fotografie nate da un errore (problemi di messa a fuoco, malfunzionamento dell’otturatore, sottoesposizione, mosso): non solo le persone non cancellano quelle sbagliate o venute male, ma sviluppano un’affezione tale da metterle online, creando così un sotto-genere fotografico. Un’altra ragione per cui le persone scattano fotografie è la noia e in When boredom strikes raggruppa immagini realizzate da gente annoiata, con le didascalie originali in cui ricorre la frase I was bored. Solo nel libro Around the World in Eighty Minutes sono presenti degli scatti dell’autore. Ha fotografato se stesso davanti ai padiglioni di ogni paese del mondo in un Expo a Shangai: fare il giro del mondo poteva avere senso qualche secolo fa, ma con l’invenzione della televisione è un’idea obsoleta.

Alcune immagini presenti al Museo di Cinisello Balsamo per la mostra Joachim Scmid. Le fotografie degli altri
Alcune immagini presenti al Museo di Cinisello Balsamo per la mostra Joachim Scmid. Le fotografie degli altri

Alcune fotografie della serie Bilderbuch (Libro di immagini, 2010-2012) sono attualmente esposte presso il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo nella mostra Joachim Scmid. Le fotografie degli altri (dal 2 dicembre 2012 fino al 5 maggio 2013).
Il suo nuovo ironico motto oggi è: “Per favore non smettete di fotografare”.

Eleonora Roaro

 

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