Arche-T(r)ips

Sagittario on the road*

La rinascita dello Scorpione sfocia nel Sagittario. “Se ho resistito ad angosce e patimenti e sono ancora vivo, forte e con in tasca tesori insperati – sembra dirsi il nostro viaggiatore astrologico – significa che devo avere fede, fiducia e uno sguardo positivo verso un futuro luminoso!”

La ruota dello zodiaco ci fa rientrare in una casa (la nona) dominata dall’elemento Fuoco e questo incita allo slancio, il rilancio, la partenza pionieristica di chi vuole abbuffarsi di entusiasmanti esperienze. Il Fuoco sfavilla di energia e visioni (nel caso del Sagittario) quasi mitiche. Guidato da smielato romanticismo, cieco idealismo o da semplice sindrome da Indiana Jones, Il Sagittario è il viaggiatore per eccellenza. In terra, in cielo o in testa, i nostri centauri partono per il puro piacere della scoperta e della conoscenza di chi e cosa è diverso da noi.

Con spirito spartano, esuberante e avventuroso i boy scout dello zodiaco si catapultano oltre i confini del conosciuto alla ricerca di territori inesplorati, che possano accrescere la propria cultura e riempire di nuovi capitoli il libro della propria storia personale. L’archetipo Sagittario ci parla di un bisogno di nutrimento che va oltre quello materiale. La fame è di conoscenza e la crescita è quella della mente, con la quale abbracciare nuovi spazi, nuovi credo e nuove filosofie di vita.

“Il nostro vivere terrestre è un percorso, un cammino, un’eterna scuola in cui apprendere e cibarsi di saperi che non fanno che aggiungere fame di altri saperi” insegna Giove, signore del Sagittario. Il tutto sta nel non divorare senza metabolizzare e dunque senza assorbire dalle esperienze ciò che serve a diventare saggi. Se il Sagittario che è in ognuno di noi non riesce a contenersi, rischia di ripetere compulsivamente ciò che ci danneggia e che quindi non ci fa realmente “diventare grandi”.

La vostra sfida Sagittari è imparare a fermarvi di tanto in tanto per trarre le conclusioni di tutto ciò che avete visto, assaporato e immaginato, dando a esso una forma più o meno terrestre. Senza perdere l’incantevole trasporto che guida ogni vostra avventura, è bene avvicinare il sogno che porta alla fuga in qualsivoglia dimensione (geografica, mentale, spirituale) a un quotidiano che, se condito dei giusti “viaggi”, non è poi così noioso. Insegnateci allora a spaziare, sconfinare, a non accontentarci e a guardare con occhi sgranati e bocca aperta ogni nuovo orizzonte… chiudendocela ogni tanto e ricordandoci di masticare, deglutire e immagazzinare da qualche parte i souvenir di ogni incredibile volo gioviano*

Viola Lilith Russi

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