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Outré Videogames: per chi c’era e per chi non c’era

Più che un reportage, una riflessione. Poiché Outré Videogames più che una serata di approfondimento, è stata una specie di ipertesto in compresenza. Presentato e organizzato da Playing The Game, piattaforma interdisciplinare che da anni indaga il rapporto tra videogiochi, arte e società, l’evento si è svolto il 30 Novembre scorso negli spazi accoglienti della Santeria a Milano. Outré Videogames non è stata dunque la solita presentazione di un catalogo, non un trito dibattito convenzionale per sollazzare gli appassionati incalliti e neppure una soporifera carrellata di videogiochi. Ciò che ha spiazzato i partecipanti è stato il format innovativo con il quale tutto questo è stato fatto. I videogiochi presentati, questi protagonisti indiscussi, sono stati accuratamente selezionati tra quelli più innovativi in circolazione, non solo in termini estetici, quanto per contenuto e appeal rivoluzionario nella fruizione e nell’assenza di punteggio e livelli: tra i più rilevanti Autopret (Olanda, 2014), riuscita simulazione di guida presentata da Playing The Game in anteprima esclusiva, in cui sta al giocatore stabilire le regole, Fract OSC (Canada, 2014), un’avventura d’esplorazione incentrata sulla musica e sull’ascolto dei suoni e The Stanley Parable (USA, 2013), uno dei titoli indipendenti di maggior successo degli ultimi anni che riflette sulle consuetudini e sulle classiche strutture dei videogiochi, assieme a titoli sviluppati nei decenni precedenti come, ad esempio, la storica avventura grafica Myst (USA, 1993), il pionieristico Creatures (Inghilterra, 1996), in grado di codificare organismi di vita artificiale tramite una simulazione neurologica dettagliata e il celebre The Secret of Monkey Island (USA, 1988).

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È stato sì presentato il catalogo, tuttavia è stato ancor più curioso l’annuncio della possibilità poterne seguire le fasi di lavorazione sul sito web dell’iniziativa www.playing.vg, che contiene, sia in italiano che in inglese, le schede dei giochi indipendenti selezionati, le interviste esclusive ai loro creatori (Alex Kriss per Progression, ceMelusine per ΘRΑΩLE, Davey Wreden per The Stanley Parable, Ed Key per Proteus, Richard E. Flanagan per Fract OSC, Sander van der Vegte per Autopret, Tale of Tales per The Graveyard) e una selezione dei migliori testi critici raccolti attraverso un bando internazionale, a cui hanno aderito personalità provenienti da diversi ambiti disciplinari e artistici, come Stephanie Vie, Professoressa Associata di Scrittura e Retorica dell’University of Central Florida, Francesco Tenaglia, giornalista e curatore italiano, ha scritto per riviste come Kaleidoscope e Blow Up, Michelle E. Ouellette & Marc A. Ouellette, coppia di educatori autori del saggio Married, with children and an XBox: Compromise in Video Game Play, Claudio Musso, docente, critico d’arte e curatore indipendente interessato al rapporto tra arte e tecnologia.

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Durante la serata poi, sono stati presentati diversi video-interview degli autori dei testi selezionati, chiamati a esprimere il loro punto di vista in merito alle questioni sollevate dall’evoluzione dei games; questi e altri video saranno diffusi attraverso il sito web di Playing The Game a partire dalle prossime settimane.

Un evento dunque, che più che chiudersi con l’avanzare della serata, si è espanso, aprendo innumerevoli spunti di partecipazione e analisi, che potranno essere esplorati costantemente attraverso il sito http://www.playing.vg/hangarbicocca-catalogo-videogiochi-indie.html, nel quale sarà inoltre possibile ricevere informazioni esclusive prima della loro diffusione sui canali convenzionali.

Laura Migliano

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