Dall'archivio D'ARS

Reperti Arteologici#5: “Lucio Fontana: morte di un precursore”

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(…) Lucio Fontana raggiunge quello stile di indimenticabile dinamica – che è soprattutto semplificazione esclusiva dello spazio – una purezza limpidissima di messaggio critico e ansioso che crea modi spaziali sempre diversi, raffinati, originalissimi, finestra intravista sul divenire di altre evoluzioni. Egli ha superato così le stesse prospettive teoretiche, che sembravano pronte a distruggere molti piatti  miti virtuosistici e spasmodici, contenendo al giusto posto il segno, che non ha mai cessato di rinnovarsi attraverso il sistema non angosciato e rigoroso del taglio assoluto, del buco assurdo, e in fondo varianti attive di un modo intelligente di “spaziare” nel disinvolto schema della superficie-materia monotona e monocroma: filologia inventiva stringente ed elegante che va oltre il prevedibile rapporto di vuoto, e si fa estroso e conclusivo colloquio. (…)

Domenico Cara

D’ARS Anno IX, n. 41-42, 1968
Ritratti: Lucio Fontana, pag. 136-137
Foto Grazia Chiesa – Lucio Fontana nel giardino del suo studio a Milano – giugno 1967

Selezione a cura di Cristina Trivellin

 

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