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The Anthropocene Project. Report a Berlino

Anthropocene Observatory: Armin Linke | »Whirlwind«, Pantelleria, Italy, 2007 | © Armin Linke
Anthropocene Observatory: Armin Linke | »Whirlwind«, Pantelleria, Italy, 2007 | © Armin Linke

Fino all´8 dicembre è possibile visitare The Anthropocene Project. A Report presso l´Haus der Kulturen der Welt di Berlino. La mostra è l´occasione per fare il punto sull’ambizioso lavoro di ricerca e confronto sviluppato nel corso questi ultimi due anni, coinvolgendo a livello internazionale diverse istituzioni di ambito scientifico e non, insieme a filosofi, antropologi, artisti, architetti, economisti, attivisti, scrittori. Il termine Antropocene viene proposto dal Premio Nobel per la Chimica Paul J. Crutzen in un articolo del 2000 per descrivere le particolarità della nostra era geologica. Come affrontare le sfide di un´epoca nella quale l’uomo influenza in modo così profondo il pianeta terra e provoca cambiamenti drastici, tanto che il classico binomio natura/cultura non permette più di spiegare e comprendere le dinamiche in corso? Fenomeni come l’industrializzazione, i mutamenti climatici, l’esaurimento delle risorse fossili, l´urbanizzazione, la rivoluzione digitale comportano un capovolgimento di paradigma e aprono nuovi orizzonti di analisi nel segno della sinergia tra scienze naturali, arte, politica, antropologia, abbattendo i tradizionali confini disciplinari.

The Otolith Group | Medium Earth (film still), 2013 | Courtesy and copyright the artists
The Otolith Group | Medium Earth (film still), 2013 | Courtesy and copyright the artists

Come interpretare questo mondo-vita? Come immaginare il futuro? Quali forme narrative, partecipative e relazionali ci accompagnano verso una quotidianità sostenibile, quali verso il collasso globale? Quali forme di conoscenza e trasmissione possono fornire risposte adeguate rispetto a una situazione dove qualsiasi intervento umano arriva a modificare radicalmente gli equilibri naturali? Mentre lo sguardo approfitta di nuovi orizzonti, scorrendo su scale prima impensabili e attingendo a un flusso continuo d´informazioni in tempo reale, da quale prospettiva si può abbracciare una complessità del genere? Questi interrogativi percorrono le mostre a cura di Anselm Franke con i contributi dell´Antropocene Observatory, di Adam Avikainen e The Otolith Group. Inoltre, dal 14 al 22 novembre, si svolgono gli incontri dell´Antropocene Campus, un vero e proprio scambio orizzontale di saperi legati alla terra, dove tutti i partecipanti al progetto si ritrovano per confrontarsi su questioni metodologiche e disciplinari in dialogo con il pubblico.

The Anthropocence Project. A Report. Opening October 16, 2014. Bernd Scherer, Director © Sebastian Bolesch / Haus der Kulturen der Welt
The Anthropocence Project. A Report. Opening October 16, 2014. Bernd Scherer, Director © Sebastian Bolesch / Haus der Kulturen der Welt

La pubblicazione in tre volumi Textures of the Antropocene: Grain Vapor Ray approccia il dibattito attraverso tre elementi euristici quasi archetipici, al di là di una scienza rigidamente moderna: il movimento delle particelle, la trasformazione e dispersione del vapore e, infine, il flusso energetico del raggio. Ogni testo di questa affascinante selezione – che spazia dall´antichità ad oggi – ne origina un altro parallelo, in termini rizomatici e talvolta perturbanti, innescando riflessioni trasversali sullo stato di geo-immanenza in cui ci troviamo immersi. L´obiettivo è di sviluppare un discorso decentrato, condiviso, in movimento. Una selezione bibliografica sull´argomento è messa a disposizione dei visitatori per tutto il tempo dell´esposizione. A tutto ciò si aggiunge l´enciclopedia online che introduce alcune parole chiave per orientarsi nell’articolata mappatura della varie tematiche affrontate.

Clara Carpanini

The Anthropocene Project. A Report
Fino all’8 dicembre
Haus der Kulturen der Welt, Berlino

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