Dall'archivio D'ARS

Thessaloniki e l’arte contemporanea

Thessaloniki, seconda città della Grecia e capitale della Macedonia, è pregna di tracce storiche e artistiche che ne testimoniano il fondamentale ruolo nello sviluppo della civiltà e della cultura europea. Fondata nel 315 a.C., caduto il Regno Macedone, entrò a far parte dell’Impero Romano. Quando questo fu diviso, essa passò sotto il controllo di Costantinopoli. Durante il Medioevo fu saccheggiata dai barbari e poi occupata dai musulmani e dai normanni; conquistata dai turchi, nel 1912, infine, fu assegnata alla Grecia. Unitamente al Museo archeologico, al Museo ebraico, ai Musei della Cultura Bizantina, della Lotta Macedone, del Folklore che ne documentano il glorioso passato, la città possiede due Musei per l’arte contemporanea.

Museo Macedone d'arte contemporanea
Museo Macedone d’arte contemporanea

Nel 1978, dopo un catastrofico terremoto che inflisse gravi danni ai monumenti di Thessaloniki, s’incontrarono due esponenti di prestigio della classe intellettuale dell’epoca, Maro Lagia e Alexandros Iolas. Quest’ultimo avrebbe affermato: “Sì, basta ospedali e orfanotrofi, è un centro d’arte contemporanea che ora manca alla città!”. La disponibilità del carismatico collezionista si manifestò nella promessa di donare quarantasette opere come nucleo di aggregazione per successivi lasciti. Giunsero altri sostegni: dal famoso commerciante di tabacco Petros Kamaras, da letterati e appassionati d’arte, da mecenati e collezionisti, così il progetto si sviluppò attraverso l’impegno di generosi idealisti. Nel 1979 fu quindi fondato il Centro macedone d’arte contemporanea. Nel 1982, Georgios Filippou, noto industriale, concesse un’ala della fabbrica Filkeram-Johnson per ospitare le opere ed allestire le prime mostre. Nel 1984, Alexandros Iolas donò i lavori della sua collezione creando il cuore del Museo che fu ufficialmente fondato nel 1994, dopo che Helexpo aveva offerto uno dei padiglioni della Fiera Internazionale. Nel 1997 Salonicco è nominata Capitale Europea della Cultura e vengono concessi fondi per garantire nuovi spazi all’edificio. Nel 1999, Helexpo autorizza un ulteriore ampliamento, realizzato con i finanziamenti della European Investment Bank, del Ministero delle Finanze e del Ministero della Cultura.

Il Museo gode, ora, di una superficie di 4.450 mq. con nuovi uffici e spazi espositivi, una libreria, un laboratorio didattico, un artshop e un caffè – ristorante. La Fondazione è riuscita, negli anni, ad attuare i suoi programmi attraverso donazioni di artisti, galleristi, collezionisti e il supporto di numerosi benefattori e sponsors.

La figura di Alexandros Iolas è, ora, ricordata in Grecia solo attraverso questa istituzione, nonostante egli avesse a lungo soggiornato alla periferia di Atene, in una casa-museo, ospitando gli amici artisti che promuoveva a livello internazionale come Takis, Akrithakis, Tsoklis, Pavlos. Nato ad Alessandria d’Egitto, nel 1907, da genitori greci, aveva studiato danza a Parigi e a Berlino, poi aveva girato il mondo come primo ballerino del Metropolitan di New York. Per un grave incidente dovette, in seguito, interrompere la sua brillante carriera continuando, tuttavia, a dedicarsi all’arte come collezionista: era un grande ammiratore di Max Ernst, di Renè Magritte, di Victor Brauner, e introdusse il Surrealismo negli Stati Uniti. Nel 1952, organizzò la mostra di Andy Warhol alla Hugo Gallery di New York. Intuendo che, in America, si stava sviluppando un importante mercato d’arte, aprì nel 1953 la sua prima Galleria a New York, seguita da quelle di Parigi, di Milano, di Madrid. Egli lanciò e confermò artisti come Niki de Saint Phalle, Jean Pierre Raynaud, Pino Pascali, Jean Tinguely, Roberto Crippa, Martial Raysse, Roberto Matta, Yves Klein. Guidato da un grande istinto e da profonde conoscenze, svolse un ruolo fondamentale nell’arte tra gli Anni Sessanta e Ottanta. Alla sua morte, avvenuta nel 1987, la sua collezione, rifiutata dal governo greco, venne dispersa: solo una parte è, ora, ospitata al Centre Pompidou di Parigi. Veniva così meno il suo sogno di creare un Iolas Museum ad Atene. La sua complessa personalità e il suo stile di vita avevano suscitato scandali, le sue reazioni aggressive alle censure lo avevano reso un personaggio scomodo. Ora la sua dimora, abbandonata e in rovina, è diventata luogo di culto per la comunità artistica ateniese.

La direzione del MMCA gli ha dedicato la nuova ala di tre piani del Museo e il catalogo della collezione permanente, che annovera più di un migliaio di opere tra pitture, sculture, installazioni, disegni, fotografie, incisioni.

Il Museo Statale fu, invece, istituito nel 1997 e occupa l’ala nord-est del Monastero di Lazariston per circa 3300 mq.; esibisce una collezione permanente di 1.275 opere di maestri dell’Avanguardia Russa, della donazione George Costakis, ma anche 200 lavori di artisti contemporanei. Costruito nel 1861 dai monaci di San Vincenzo de’ Paoli, l’edificio era stato utilizzato come orfanatrofio, seminario, centro ospedaliero e asilo ai rifugiati. Nel 1980, riconosciuto monumento storico, venne iniziato il suo restauro. Il Museo, in parallelo con la galleria B1, situata nel Porto di Salonicco, realizza importanti collaborazioni internazionali, pubblica libri e cataloghi. E’ previsto che in futuro avrà sede nel centro della metropoli, nel noto complesso industriale degli Anni Trenta di YFANET, che occupa una superficie di 13 ettari.

Attualmente vi è allestita la mostra Isole mai trovate, curata da Lòrànd Hegyi e Katarina Koshina, che coinvolge artisti internazionali da Kimsooja, a Pistoletto, da Kiefer alla Bourgeois sul tema dell’isola interiore e del viaggio verso l’utopia.

Silvia Venuti

D’ARS year 50/nr 204/winter 2010

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