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Unseen Photo Fair e Festival ad Amsterdam

Si è da poco conclusa ad Amsterdam, la quarta edizione di Unseen, la fiera dedicata alla fotografia contemporanea che quest’anno ha registrato un record di presenze: 16mila visitatori, di cui 4mila solo durante la sola giornata inaugurale del 17 settembre. Quest’ultima edizione si è anche distinta per aver ampliato il suo raggio di attività a tutta la città con mostre e presentazioni in differenti luoghi della capitale olandese nel corso dell’omonimo festival concluso il 27 settembre.

Unseen, immagine della fiera, 2015. Copyright Tsuyoshi-Yamada
Unseen, immagine della fiera, 2015. Copyright Tsuyoshi-Yamada

Secondo la direttrice della fiera, Rixt Hulshoff Pol, è stata un’edizione di successo con la partecipazione di 54 gallerie internazionali che hanno presentato 80 nuovi progetti inediti.
Per Hulshoff Pol i percorsi della nuova fotografia e le tendenze emerse dall’edizione 2015 sono la commistione di pittura e scultura come parte integrante della pratica fotografica, e la maggiore evidenza che il processo di lavoro acquista nei lavori degli artisti.

Qui di seguito, abbiamo evidenziato alcuni artisti presentati ad Unseen, che rappresentano differenti approcci sperimentali alla fotografia in questo momento:

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Dalla serie Bermuda Grass, You Will Enter An Oasis, 2015 © Felicity Hammond

Felicity Hammond (1988, Birmingham UK, vive e lavora a North London), presentata dalla galleria londinese South Kiosk. Nel suo ultimo lavoro, il focus è il paesaggio britannico post-industriale. Particolare di rilievo, nella serie di foto-sculture Bermuda Grass è la vegetazione stropicciata che sbuca dalle intersezioni di piastrelle bianche da bagno.

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Sweaty Sculpture (denim), 2015 © Anouk Kruithof/Boetzelaer|Nispe

Anouk Kruithof (1981, Dordrecht NT, vive e lavora a New York City), presentata dalla galleria olandese Boetzelaer|Nispen. Per l’ultimo progetto #EVIDENCE, l’artista ha preso ispirazione dal libro Evidence di Larry Sultan e Mike Mandel (USA, 1977), in cui gli autori usarono fotografie selezionate dagli archivi di varie istituzioni degli Stati Uniti, mescolandole e mostrandole in una sequenza nuova e autonoma creando un saggio visivo del futuro ambiguo degli Stati Uniti. Il libro ha dimostrato come il significato di una fotografia sia condizionato dal contesto in cui la si vede.
Kruithof in #EVIDENCE combina una serie di immagini tratte da account Instagram di società americane e agenzie governative (Casa Bianca, NASA, ect…), rifotografandole, ritoccandole e dando loro una nuova contestualizzazione.

Thomas Albdorf (1982, Linz AT, vive e lavora a Vienna), con Webber Gallery Space di Londra. Albdorf costruisce messe in scena umoristiche e ambienti inaspettati. L’artista decontestualizza i materiali usati, creando un nuovo linguaggio di significanti legati alla storia sia della fotografia (still life, paesaggio), sia della cultura dell’immagine tratta da internet.

Christto&Andrew
Current Obsession, dalla serie ‘Glory of the Artifice’, 2015 © Christto & Andrew/East Wing

Christto&Andrew (Christto 1985, Porto Rico e Andrew 1987 South Africa, vivono e lavorano a Doha,  Quatar) esposti da East Wing di Dubai. Christto&Andrew traggono ispirazione dall’ambiente mediorientale in cui vivono lavorando con colori esagerati e messe in scena ambigue, allontanandosi quindi dall’approccio documentaristico tradizionale.

Anne De Vries (1977, The Hague NT, vive e lavora ad Amsterdam e Berlino), in fiera con Martin Van Zomeren di Amsterdam e contemporaneamente in mostra nello spazio Foam con una personale.
I lavori di De Vries sono costruiti con un linguaggio che trae il suo vocabolario dagli strumenti di Photoshop e Tumblr. Le fotografie e le installazioni tridimensionali utilizzano strati di immagini, legate al consumismo, alla manipolazione digitale e alla loro compulsiva diffusione.

Letha_Wilson
Badlands Joshua Tree Concrete Bend, 2015 © Letha Wilson/GRIMM

Letha Wilson (1976, Honolulu, vive e lavora a New York City), in mostra con la galleria Grim di Amsterdam, mostra la sua ossessione nel fotografare paesaggi desertici degli Stati Uniti che poi trasforma, nel suo studio di New York, in sculture. I suoi esperimenti creano riflessioni tattili sul complesso rapporto tra l’ambiente urbano e la natura.

Noemie_Goudal
Cinquième Corps I, 2015 © Noémie Goudal/Edel Assanti

Noemie Goudal (1984, Parigi, vive e lavora tra Londra e Parigi) proposta da Edel Assanti di Londra. Goudal spesso crea paesaggi immaginari utilizzando fondali di carta, in cui la finzione, la realtà, la terra e l’intervento umano convergono creando strati illusori.

Filip Dujardin (1971, Belgio, vive e lavora a Ghent), esposto dalla galleria olandese Van Der Mieden.
Specializzato in fotografia d’architettura, l’artista belga ha iniziato a creare proprie strutture di fantasia iniziando a modificare le immagini con Photoshop, passando ai modelli con i Lego dei figli, alla modellazione 3D, fino alla fotografia di frammenti di edifici esistenti che poi modifica creando immagini di architetture precarie impossibili.

Filip_Dujardin
Guimaraes 08, 2012 © Filip Dujardin/Galerie van der Mieden

Per quanto riguarda la presenza italiana a Unseen, la galleria modenese, Metronom, ha portato 5 giovani autori: Alberto Sinigaglia, Martina della Valle, The Cool Couple (duo formato da Niccolò Benetton e Simone Santilli) e Filippo Luini.

La fiera è in parte promossa da Foam Fotografiemuseum, organizzazione internazionale dedicata alla fotografia con sede ad Amsterdam. Foam è un museo (ma anche spazio espositivo e rivista di ricerca) diventato negli anni il punto di riferimento europeo, e non solo, per la fotografia contemporanea.

Chiara Corica

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