Dall'archivio D'ARS

Un giorno così bianco, così bianco: Ettore Spalletti e la misura aurea del colore

Quando dipingo, dispongo le tavole su un piano orizzontale, inizio con il colore che in quel momento sento di voler raccontare. Dopo è il colore stesso a suggerirmi il successivo, come se dipingessi un’unica grande tavola. I colori si muovono toccando l’azzurro, il cobalto, l’oltremare, il rosato, il grigio, il rosso porpora. Le opere sono lì, ferme, autonome, mi guardano mentre io le guardo.

Ettore Spalletti

L’azzurro è quello del cielo, della meditazione, degli affreschi del Beato Angelico. È il colore del mare, dell’orizzonte, dell’infinito e “si offre sempre in maniera diversa, si sposta verso il grigio, verso il verde, verso l’oltremare”. Il rosa è quello dell’incarnato, del Giotto degli Scrovegni, delle orchidee, della commozione. È come una carezza di cipria, “non ha mai una fissità, ma si trasforma insieme all’umore: da gioioso diventa pallido oppure livido”. Il grigio è quello delle perle, della nebbia, della mente, dei muri di Piero della Francesca, è accoglienza perché include e “accompagna bene tutti gli altri colori”.

Ettore Spalletti, Rosa, fiore di pesco, 2009, veduta dell'installazione al MAXXI, Roma. Photo: © Werner J. Hannappel
Ettore Spalletti, Rosa, fiore di pesco, 2009, veduta dell’installazione al MAXXI, Roma. Photo: © Werner J. Hannappel

When I paint, I place the boards on a horizontal plane and begin with the colour that I feel I want to narrate. Then it is the colour itself that suggests the next one, almost as if I am painting one large canvas. The colours move, touching the blue, cobalt, ultramarine, the pink, grey, purple. The works are there, still, autonomous, looking at me while I watch them.  

Ettore Spalletti

The blue is that of the sky, of meditation, of the Beato Angelico frescos. It is the colour of the sea, of the horizon, of eternity and “it offers itself in different shades, as it moves towards grey, towards green and towards ultramarine”. The pink is fleshy; it is the pink of Giotto, of the Scrovegni chapel, of orchids, of compassion. “It is never fixed, but transforms according to the spectator’s mood: mutating from joyous to pallid and even becoming livid”. The grey is the grey of pearls, of the mist, of the mind, of the walls of Piero Della Francesca, it is a welcoming grey, as it “includes and accompanies all other colours”.

Lorella Giudici
D’ARS year 54/nr 218/summer2014 (abstract dell’articolo)

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