Cinema

Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance)

Un successo annunciato. Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance) era “il” film e infatti in pochi si sono sorpresi delle quattro statuette vinte agli Oscar 2015. Birdman è il lavoro di un maestro del cinema contemporaneo, il messicano Alejandro G. Iñárritu, che ha ripensato all’opera di un altro maestro, lo scrittore Raymond Carver, genio della letteratura americana del secolo scorso. Ispirandosi alla raccolta What we talk about when we talk about love (Di che cosa parliamo quando parliamo d’amore) edita nel 1981 negli USA e pubblicata in Italia nel 1987, Birdman entra dentro il conflitto amletico dell’essere o non essere, sviscerando il problema dell’identità con la leggerezza di chi lo può affrontare con la macchina dei sogni.

Birdman © TWENTIETH CENTURY FOX
Birdman © TWENTIETH CENTURY FOX

Birdman è innanzitutto un personaggio di finzione: è l’uomo uccello che Riggan (Michael Keaton, Golden Globe e nomination agli Oscar per questa sua interpretazione) aveva interpretato nella sua brillante carriera cinematografica e che lo aveva reso una star dell’Olimpo californiano. Hollywood prima e l’età anagrafica poi lo hanno fatto dimenticare e solo fans ingrigiti e imbolsiti ne mantengono vivo il ricordo, strappandogli una foto quando lo incontrano al bar. Riggan è quel personaggio e, a dispetto delle evidenze, vuole tornare ad essere tale perchè, sembra dirci Iñárritu, è privato non solo di fama e successo, ma della maschera che lo faceva sentire amato dal pubblico. Oltre ad una citazione della tragedia amletica, si assiste ad una rivisitazione di Pirandello e dei suoi Sei personaggi in cerca d’autore. Riggan è stato Birdman; ma Birdman ora non c’è più se non nella mente del suo interprete e nella memoria di qualche appassionato. Attraverso il teatro Riggan cerca di conquistare un nuovo spazio nel mondo dei personaggi, ma in fondo non è quello che vuole (lui è Birdman, cavoli!) e il fantasma di quello che è stato ricompare e lo tormenta nelle vesti dell’uomo uccello che era stato un tempo.

Birdman
Birdman © TWENTIETH CENTURY FOX

Birdman è una maschera: è la maschera indossata da Riggan in pubblico e in privato e della quale fatica a liberarsi. Iñárritu non fa nulla di rivoluzionario nel lavorare ad un’opera metacinematografica e lasciarci vedere tutti i cliché di quel mondo che, d’altronde, conosce benissimo. Nella dimensione chiusa del teatro di Broadway in cui Riggan sta mettendo in scena la sua opera incontriamo il produttore disperato (Zach Galifianachis), la figlia di Riggan in rehab (Emma Stone), l’attrice fragile e insicura (Naomi Watts), la prima attrice che se la fa con Riggan (Andrea Riseborough), la critica teatrale acida e insoddisfatta (Lindsay Duncan), l’attore egocentrico (Edward Norton). Per inciso, oltre alla nomination come miglior attore per Keaton, tutto il cast ha dato una prova attoriale straordinaria; anche Stone e Norton avevano ricevuto nomination come best performance in supporting roles. Tornando ai cliché, questi sono funzionali a dare spessore alla dimensione in cui si svolge il conflitto per renderlo semplice ed efficace. In molti non apprezzano la presenza fisica del’uomo uccello, nè dei poteri fantomatici di Riggan, la sua capacità di muovere gli oggetti con il pensiero oppure di volare: nell’economia del film sono elementi che non sovrastano la messa in scena ma aiutano lentamente a rappresentarne aspettative e realtà, pulsioni e ostacoli. Mi sembrano in armonia con il tutto dell’opera, meglio ancora di quello che succedeva a Sam in Provaci ancora Sam, quando il personaggio di Woody Allen parlava ad Humphrey Bogart.

Birdman
Birdman © TWENTIETH CENTURY FOX

La vicenda non è complessa: Riggan tenta di riscattare il suo status attorale decaduto con una pièce teatrale, tratta da Raymond Carver; per farla deve superare diversi e nemmeno originali ostacoli (l’inetto attore da sostituire, la critica avversa, le insicurezze e fragilità degli attori) ma, alla fine, la sua ignoranza teatrale gli servirà per raggiungere lo scopo. Qui si potrebbe chiudere l’opera, ma in fondo Riggan è Birdman e nonostante la volontà di riscatto, lui non riesce e non vuole uscire dal suo personaggio: se all’inizio il secondo finale di Iñárritu mi aveva lasciato perplessa, credo che invece avvalori la ricerca di significato che sottende al film.

Birdman © TWENTIETH CENTURY FOX
Birdman © TWENTIETH CENTURY FOX

Birdman è un racconto sulla ricerca di un equilibrio identitario che non appartiene al solo mondo dello spettacolo, ma a quello comune, quotidiano, e la scelta di usare delle immagini simbolo è una carta vincente in grado di parlare a tutti.
Chiudo con la frase che è incipit e monito al film e che custodisce uno dei messaggi che, dopo Carver, ci lascia Iñárritu:

“And did you get what you wanted from this life, even so?
I did.
And what did you want?
To call myself beloved, to feel myself beloved on earth”Raymond Carver

[“E hai ottenuto quello che volevi da questa vita, nonostante tutto?
Sì.
E cos’è che volevi?
Potermi dire amato, sentirmi amato sulla terra”. Raymond Carver]

Elena Cappelletti

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