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CAGLIARI: Cucchi e Laboratorio Saccardi alla GAM di Palermo

Edicola
Edicola, Laboratorio Saccardi, 2014 © GAM Palermo

È intitolata Cagliari la mostra che a partire dal 16 novembre scorso Enzo Cucchi e il Laboratorio Saccardi presentano presso gli spazi della Galleria d’Arte Moderna di Palermo. Una mostra dedicata a Palermo che prende il nome di un’altra città. Non si tratta di un’imperdonabile svista, bensì, come afferma Antonella Purpura – direttrice della GAM – di una chiara indicazione del senso spiazzante di tutta l’operazione (…). Un’operazione tesa a evocare una Palermo immaginaria, sempre in bilico tra commedia e tragedia, sacro e profano, commemorazione e sberleffo. Una Palermo tutta mentale che non può che chiamarsi Cagliari. Il progetto, ideato dal compianto Andrea Di Marco, è stato portato avanti dall’Associazione Ars Mediterranea con il sostegno di Elenka s.r.l. Ma questa bipersonale è soprattutto il frutto di una lunga amicizia che lega Enzo Cucchi al Laboratorio Saccardi (Marco Barone e Vincenzo Profeta), un legame fatto di incontri e scambi, sostenuti dal comune amore per la pittura e la sperimentazione di linguaggi artistici differenti.
È forse questa comunione profonda, poetica prima che stilistica, tra Cucchi e Saccardi, a rendere così organico il loro progetto espositivo, sostenuto dal comune interesse per una ricerca artistica tesa a misurarsi in senso creativo e destrutturante con lo spazio dell’allestimento.

Enzo Cucchi, Senza titolo. Mosaico
Enzo Cucchi, Senza titolo. Mosaico

Ad accogliere lo spettatore nella prima sala, un’installazione costituita da tre piccole statuette realizzate dal Laboratorio Saccardi (due Buddha e una Madonna) che dialogano con una “costellazione” realizzata da Cucchi. Da una parte, l’indagine sul Sacro condotta negli anni dal Laboratorio Saccardi (basti pensare alla statua della Madonna realizzata a partire dalla fusione di centinaia di monete e collocata presso la Chiesa dei Quaranta Martiri di Palermo), dall’altra, l’ispirazione onirica di Cucchi che si conferma il più visionario tra i protagonisti della Transavanguardia. Ed è solo “passeggiando” su un mosaico di Cucchi posto a terra, quasi percorrendo i territori mentali, enigmatici e inquietanti, di questo grande artista, che il visitatore può accedere alla seconda sala. In essa campeggiano visioni di morte, la cui carica di orrore viene, per così dire, anestetizzata (e resa forse più fruibile) dal tocco pop e dai colori ionizzati del Laboratorio Saccardi. All’immagine fredda e sintetica della strage di Capaci, nella quale morirono il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, risponde, sulla parete di fronte, un dipinto i cui colori acidi e sgraziati danno vita a gesti, figure, volti tratti da capolavori della storia dell’arte quali Il Trionfo della Morte (XV secolo) di autore anonimo, oggi a Palazzo Abatellis a Palermo, e Guernica (1937) di Pablo Picasso, custodito presso il Museo Nacional Reina Sofia di Madrid. All’orrore della cronaca e della storia di una città come Palermo, risponde l’orrore cristallizzato e condensato in alcune delle più grandi opere d’arte di ogni tempo.

Enzo Cucchi, Costellazione. Tecnica mista su legno
Enzo Cucchi, Costellazione. Tecnica mista su legno

Nella terza e ultima sala la tensione si smorza grazie alla fantasia sfrenata e coloratissima del Laboratorio Saccardi. E allora lo spettatore può perdersi tra le citazioni del Futurismo e dell’Aeropittura, tra la dissacrazione a cui viene sottoposta la famosa opera Il Peccato (1893) di Franz Von Stuck e lo sguardo di un Guttuso “tombeur des femmes” fallito, e ancora tra la Santuzza di Palermo, Santa Rosalia, e le icone sacre intese come finestre attraverso le quali osservare il mondo di oggi, sempre più segnato dal dilagare della potenza economica della Cina. Quella di Cucchi e del Laboratorio Saccardi alla GAM è dunque un’esposizione tutta giocata sui contrasti, sulle aggregazioni di forme, concetti, materiali, che si fanno veicolo di un discorso frammentario, in cui al passato si sovrappone l’attualità, al vissuto quotidiano la storia dell’arte, alla violenza il gioco ridicolo, lasciando attonito lo spettatore e spingendolo a una incursione a tutto campo nei territori della cultura e della memoria.

Giuseppe Alletto

Cagliari
GAM Galleria d’Arte Moderna | Palermo
Fino al 25 Gennaio 2015
Ingressi: intero € 6,00 | ridotto € 4,00 | cumulativo mostra + museo € 9,00

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