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Drawing Now, il disegno contemporaneo a Parigi

Un po’ trascurato dal grande pubblico e da una parte della critica, il disegno non solo è una base imprescindibile della creazione artistica, ma sembra essere uno dei pochi ambiti della produzione contemporanea a godere di ottima salute e a veicolare i prodromi di un rinnovato slancio verso il domani.

A darne testimonianza lo scorso salone parigino Drawing Now nel quale una settantina di gallerie hanno presentato i lavori di oltre 400 artisti che si avvalgono (anche) del disegno come modalità espressiva. Una probabile chiave di lettura di tale vitalità risiede nell’immediatezza connaturata alla tecnica in oggetto a cui si associa una maggiore accessibilità economica per il grande pubblico. E l’edizione di quest’anno è stata caratterizzata da numerose proposte di un certo interesse

Jean Bedez, Constellation de la Vierge, 2015. Dessin à la mine de graphite, papier 224g/m2. Encadrement bois blanc, plexiglas. Courtesy Jean Bedez e Galerie Suzanne Tarasieve, Paris. Photo: Rebecca Fanuele
Jean Bedez, Constellation de la Vierge, 2015. Dessin à la mine de graphite, papier 224g/m2. Encadrement bois blanc, plexiglas. Courtesy Jean Bedez e Galerie Suzanne Tarasieve, Paris. Photo: Rebecca Fanuele

Il fluire del tempo, l’inevitabile riappropriazione del tutto da parte di Madre Natura, che annienta il mito del potere e della grandezza millantati dall’uomo, costituiscono l’oggetto degli ultimi lavori del francese Jean Bedez. Una riflessione che si traduce nella rappresentazione di architetture in rovina nelle quali sembra aleggiare un’implacabile nemesi storica. Inserite in un contesto di sperimentazione che verte sull’utilizzo dell’alluminio come supporto, le opere su carta della tedesca Myriam Holme si focalizzano sulla trasformazione apparente della consistenza materica. Metafora dell’incessante divenire, i suoi disegni oscillano tra illusione e concretezza.

Myriam Holme, Macrotig zwei, 2015. Lacquer, Stain on paper. Courtesy Bernhard Knaus Fine Art
Myriam Holme, Macrotig zwei, 2015. Lacquer, Stain on paper. Courtesy Bernhard Knaus Fine Art

Ed è sempre la dimensione temporale il perno su cui ruota la poetica dell’olandese Levi van Veluw, impegnato in una ricerca a ritroso dell’elemento primigenio da cui tutto trae origine. In un viaggio che esplora la frantumazione derivante dal caos e l’ordine strutturato dell’equilibrio, la risposta alla dicotomia tra creazione e distruzione potrebbe non trovare una rappresentazione ultima.

Levi Van Veluw, Expanding, 2014, charcoal on paper. Courtesy de La Galerie Particulière
Levi van Veluw, Expanding, 2014, charcoal on paper. Courtesy de La Galerie Particulière

Tappa di un discorso in costante evoluzione che fa appello all’utilizzo di tecniche differenti, è l’impiego delle possibili sfumature nell’uso delle cromie a motivare i disegni del francese Didier Mencoboni: anche se in prima battuta potrebbero sembrare improntati a un linguaggio astratto, si fanno in realtà interpreti di una volontà di tradurre l’emozione vibratoria del colore.

Didier Mencoboni, Sans titre,2015, encre sur papier, Courtesy Galerie Eric Dupont
Didier Mencoboni, Sans titre,2015, encre sur papier, Courtesy Galerie Eric Dupont

Si segnalano anche i lavori della francese Claire Trotignon, che attarverso un gioco di volumi e di vuoti crea sineddochi che lasciano spazio alla compartecipazione dello spettatore: e i paesaggi “allungati” della tedesca Nicole Wendel, il cui formato assolve a un compito didascalico nel definire luoghi a metà strada tra la dimensione onirica e la concretezza del reale.

Danilo JON SCOTTA

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