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L’Ariete Errante *3

Infiniti e spesso maldestri sono i tentativi di approcciare e stabilire contatti con chi ci sta di fronte. Per avere la certezza di esistere tuttavia, abbiamo bisogno di vederci nei suoi occhi… nello specchio di Venere che la Bilancia, opposto astrologico dell’Ariete, simbolicamente ci offre. Psicologicamente parlando, l’archetipo Ariete ci parla di un io appena nato. Interamente centrato su di sé per motivi di sopravvivenza, non ha tecniche, strategie o confidenzanei confronti dell’altro e suo compito, sarà quello di instaurare una relazione esterna e interna, con un tu inizialmente sconosciuto.

La relazione non è vitale solo perché è meraviglioso amarsi, lo è anche perché attraverso di essa ciascuno ha la possibilità di mettersi a fuoco, osservarsi, andare in crisi e dunque conoscere se stesso. La parte arietina presente in ognuno di noi – leggibile nel Tema Natale dal nostro Marte e dalla nostra prima casa astrologica – per realizzarsi e imporsi nel modo migliore, deve obbligatoriamente interfacciarsi con quel tu interno che non si riconosce e che ha perciò bisogno di veder materializzato nel mondo nei panni di un genitore, dell’innamorata/o, dell’amica/o, il collega eccetera. Opposta a quella che ci vuole far affermare, agire, “sfondare” la vita aprendo porte e portoni possibilmente entusiasmanti, la parte bilancina ci parla invece del bisogno di amare ed essere amati, della umana necessità di stare in relazione, aspettare, smussare gli angoli, trovare compromessi e godersi la vita in dolce condivisione. Ecco allora l’atavico conflitto tra separazione e unione, Marte e Venere, riempire di ardenti e romantiche avventure pagine e pagine di letteratura…

Se gli amori cavallereschi fra Lancillotto e Ginevra, Tristano e Isotta, raccontano di come i combattimenti all’ultimo sangue degli eroi maschili conquistarono ed accrebbero il desiderio di dame e regine, ben prima, nel mito,il dio della guerra Ares fu l’ardente e passionale amante di Afrodite, dea della bellezza, delle arti e dell’amore. Raffinato poi nel Marte latino, Ares rappresenta mitologicamente il segno dell’Ariete in virtù della sua furia combattente e di una beltà fresca, ingenua e aitante, che immancabilmente cade fra le braccia della più esperta e seducente dea, diventando uno dei suoi partner più noti.

L’attrazione fatale che lega i due principi di guerra e pace, maschile e femminile, spirito competitivo ed etica paritaria così ben rappresentata dal mito, ci fa comprendere come in ognuno di noi si consumi l’eterna danza tra istinto di lottaper l’indipendenza da una parte e bisogno di mediare, accogliere ed essere accolti dall’altra. Afrodite, attratta dall’impetuosità del fuoco, vuole esser tuttavia corteggiata, seducendo l’amante con le arti dell’attesa e imponendogli simbolicamente il confronto con le doti della diplomazia, del distacco, di una finezza intellettuale e dei valori che l’Ariete, se non vorrà battersi a vuoto sprecando inutilmente la sua enorme carica energetica, dovrà conquistare e integrare.

L’Ariete è inizio el’innamoramento, in senso lato, è la straordinaria occasione per rinascere a se stessi. Attraverso il valore posato sull’oggetto amato porteremo in realtà alla luce, valorizzandola, una preziosa parte di noi sinora in ombra, ricominciando arietinamente la vita con vigore, luce, slancio e nuove pionieristiche visioni!

Viola Lilith Russi

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