Mostre

Ugo Rondinone al Macro Testaccio

UGO RONDINONE, VOCABULARY OF SOLITUDE, 2014, MUSEUM BOIJMANS VAN BEUNINGEN, ROTTERDAM, 2016. POLISTIRENE, RESINA EPOSSIDICA, TESSUTO. DIMENSIONI VARIE. COURTESY L’ARTISTA, SADIE COLES HQ, GLADSTONE GALLERY E GALERIE EVA PRESENHUBER
UGO RONDINONE, VOCABULARY OF SOLITUDE, 2014, MUSEUM BOIJMANS VAN BEUNINGEN, ROTTERDAM, 2016. POLISTIRENE, RESINA EPOSSIDICA, TESSUTO. DIMENSIONI VARIE. COURTESY L’ARTISTA, SADIE COLES HQ, GLADSTONE GALLERY E GALERIE EVA PRESENHUBER

Torna a Roma (dal 10 giugno all’11 settembre 2016) l’eccentrico artista Ugo Rondinone (di origine svizzera, lavora a New York) con una mostra impegnativa, curata da Ludovico Pratesi e divisa fra il Museo MACRO Testaccio e i Mercati di Traiano: giorni d’oro + notti d’argento.

Al MACRO Testaccio è allestita la parte più complessa, un intero padiglione dipinto di colori vivaci, giallo, rosso, viola, azzurro, verde; una policromia accecante da circo e da Luna Park dove alloggiano decine di Clown a grandezza naturale. Sono seduti a terra, in vari atteggiamenti di pensiero e di melanconia. È evidente il rispecchiamento nel nostro quotidiano, riletto in modo ambiguo sia come normalità che come “eccezionalità”. L’intero padiglione è così diviso fra l’esplosione di colori di sentimenti positivi e gioiosi e l’atmosfera negativa creata dalla serie dei Clown. I Clown sono iconograficamente la rappresentazione del “divertimento”, del Circo, dello spettacolo.

(…)

Lorenzo Taiuti
D’ARS anno 56/n. 223/estate 2016 (incipit dell’articolo)

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