Mostre

Doubt. Carsten Höller in mostra all’HangarBicocca

In corso presso HangarBicocca di Milano la mostra Doubt dell’artista tedesco Carsten Höller a cura di Vincente Todolì con oltre venti opere storiche e recenti che includono sculture, video, fotografie e installazioni.

Carsten Höller, Y, 2003 Courtesy of the artist and Pirelli HangarBicocca, Milan. Photo: © Attilio Maranzano
Carsten Höller, Y, 2003. Courtesy of the artist and Pirelli HangarBicocca, Milan. Photo: © Attilio Maranzano

Il titolo rimanda ad un concetto chiave della poetica di Carsten Höller: il dubbio. Se da una parte ha una matrice ontologica, ovvero riguarda la struttura stessa del reale, dall’altra si riferisce alla natura dell’azione umana e all’esclusività del fare. È fondamentale chiedersi se ciò che facciamo sia giusto o esistano invece altre modalità d’azione. In base a cosa giudichiamo una scelta migliore di un’altra? La perplessità è normalmente esclusa perché incompatibile con una visione del mondo che privilegia ciò che è chiaro, lineare e produttivo. Questo è un tipo di dubbio che invita a considerare le nostre scelte non le uniche possibili, senza però cadere nello scetticismo assoluto e quindi nell’inattività.
Ecco quindi che l’artista progetta delle opere in cui il fruitore non è mai passivo, ma è sempre chiamato a interagire, in una condizione spesso di spaesamento e incertezza.

Carsten Höller,Double Carousel, 2011 Courtesy Enel Foto © Attilio Maranzano
Carsten Höller,Double Carousel, 2011. Courtesy Enel Foto © Attilio Maranzano

Nella mostra milanese già all’ingresso, dopo aver percorso l’installazione Y (2013), i visitatori si trovano a scegliere tra i due differenti ingressi di Decision Corridors (2015), con due percorsi al buio diversi seppur nella loro specularità. L’oscurità ci costringe ad attivare gli altri sensi, mettendo in crisi il primato della vista e invitando ad un approccio nei confronti del reale ripulito da sovrastrutture. Accediamo così in un destabilizzante parco delle allucinazioni: Double Carousel (2011) sono da due vere e proprie giostre che ruotano lentamente e in maniera opposta; l’installazione Revolving Doors (2004/2016), costituita da cinque porte girevoli specchianti, crea un ambiente labirintico in cui si perdono le coordinate spazio e temporali.

Carsten Höller, Flying Mushrooms, 2015 Courtesy dell’artista, Gagosian Gallery e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: © Attilio Maranzano
Carsten Höller, Flying Mushrooms, 2015. Courtesy dell’artista, Gagosian Gallery e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: © Attilio Maranzano

Se Two Flying Machines (2015) permette di provare l’esperienza del volo sopra i due percorsi espositivi, in Flying Mushroom (2015) è l’Amanita Muscaria – il fungo rosso velenoso – a volare grazie all’azione del pubblico. L’installazione è composta da sette funghi giganteschi tagliati a metà su dei bracci mobili tra loro collegati, che ruotano quando quello più in basso viene fatto muovere. Carsten Höller, con una laurea in fitopatologia (da cui l’ossessione per i sopracitati funghi), s’interessa alla percezione e spesso nelle sue opere fa riferimento alla fisica e alla matematica, con risultati a volte più concettuali, altre volte più immersivi e coinvolgenti.

Zöllner Stripes (2001– in corso) si ispira ad un effetto di disturbo percettivo osservato dall’astrofisico Johann Karl Friedrich Zöllner nel 1860: linee tra loro parallele sembrano convergere o divergere diagonalmente se intersecate da segmenti inclinati con angolazione opposta. L’effetto è tanto più disturbante quando è trasposto su scala architettonica, così come disturbante è l’effetto delle pareti luminose composte da tubi al neon che si accendono e si spengono dando la sensazione di trovarsi su un ascensore in  Double Neon Elevator (2016).

Carsten Höller, Two Roaming Beds (Grey), 2015 Courtesy dell’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: © Attilio Maranzano
Carsten Höller, Two Roaming Beds (Grey), 2015. Courtesy dell’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: © Attilio Maranzano

Sono lavori caratterizzati dall’estetica del parco del divertimento, in cui però l’aspetto ludico è rovesciato e svuotato di senso. Il movimento eternamente reiterato produce una sensazione d’insensatezza e noia; le giostre girano lentamente su loro stesse senza privilegiare mai una direzione. Addentrandosi nella mostra si scopre che le varie sezioni sono in realtà comunicanti e che quindi la possibilità di scelta è del tutto illusoria. Resta aperta una domanda: che cosa ne è del dubbio se ogni azione porta allo stesso risultato?

Eleonora Roaro

Doubt
Carsten Höller
a cura di Vincente Todolì
Fino al 31 luglio 2016
Pirelli HangarBicocca, Milano

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