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Laure Prouvost: partecipare è d’obbligo

GDM – Grand Dad’s Visitor Center è il titolo della personale di Laure Prouvost ospitata all’HangarBicocca di Milano. Un percorso interattivo che trascina lo spettatore in un viaggio emozionante e disorientante.

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Wantee, 2013, Still da video 14 min. 24 sec.

GDM – Grand Dad’s Visitor Center è il titolo della mostra con cui Laure Prouvost (Yeovil, Francia, 1968) approda in Pirelli HangarBicocca. Il “Visitor Center” vuole essere un omaggio della Prouvost al nonno, artista concettuale che fu amico di Kurt Schwitters. L’esposizione ruota attorno al concetto di intimità che si può instaurare tra la casa-museo HangarBicocca e lo spettatore e alle infinite emozioni che possono scaturirne. Le navate dell’Hangar si trasformano per l’occasione in un posto sicuro dove potersi muovere liberamente senza paura di toccare gli oggetti esposti e senza il timore di esplorare. Si può cantare, prendere un thè, fare un salto nel centro bellezza ricreato per l’occasione; Laure Prouvost richiede la piena partecipazione del visitatore, conducendolo in un viaggio entusiasmante. L’artista francese mostra per la prima volta uno dei suoi progetti più interessanti: un’opera d’arte totale in grado di racchiudere video montaggi sincopati, luci e suoni, immagini e parole oltre l’immaginazione.

Laure Prouvost
“GDM – Grand Dad’s Visitor Center”, veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2016. Courtesy dell’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio

La mostra, a cura di Roberta Tenconi, raccoglie oltre quindici lavori che trasformano il museo in un vero e proprio “luogo di culto” per il nonno. Architettura e contenuto si integrano a vicenda dando luogo a percorsi stratificati e in divenire dove tutto è ad uso e consumo di tutti. Non si tratta semplicemente di osservare le installazioni ma di viverle. Il percorso si sviluppa attraverso ambienti stranianti e atmosfere paradossali. Tra i lavori presentati Into All That Is Here (2013), We Know We Are Just Pixels (2014), Grandma’s Dream (2013), Before, Before (2011), I Need To Take Care of My Conceptual Grandad (2010). Si tratta di una serie di video installazioni che inglobano una proliferazione di immagini costantemente consumate nella comunicazione contemporanea. Laure Prouvost alterna in tutti i suoi lavori una parte di non-senso con una di realtà. Il mondo onirico si mescola all’esperienza quotidiana delle sensazioni umane. I suoi progetti nascono sotto un’estetica naïf mescolata alla tecnologia.

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Into All That is Here, 2015. Still da video, 09 min. 42 sec.

Nei suoi video la Prouvost gioca molto con la sovrabbondanza di immagini scollegate tra loro da un punto di vista logico. Le proiezioni sono frenetiche e l’uso della voce dell’artista gioca un ruolo fondamentale nel richiedere l’interazione dello spettatore, chiamato a compiere delle azioni. Il linguaggio è costantemente messo in discussione, rielaborato, portato all’esasperazione tanto da creare confusione. Curiosità e stupore ci accompagnano durante tutto il percorso della mostra e ciò che più colpisce è che per la prima volta, usciti dal museo, non ci sentiamo come se avessimo visitato una mostra. Siamo appena usciti da un bellissimo tunnel creativo.

Flavia Annechini

Laure Prouvost, GDM – Grand Dad’s Visitor Center, a cura di Roberta Tenconi
Pirelli HangarBicocca, Via Chiese 2, Milano
Fino al 9 aprile 2017 | Apertura da giovedì a domenica h. 10-22. Ingresso libero.

 

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