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Cover Story. Manic Street Preachers + Jenny Saville

Strategy (South Face/Front Face/North Face) (1993-94) di Jenny Saville
Particolare della copertina dell’album “The Holy Bible” (1994) dei Manic Street Preachers con l’opera Strategy (South Face/Front Face/North Face) di Jenny Saville

La storia è questa. Nel 1994, Nicky Wire e Richey Edwards – rispettivamente, bassista e chitarrista dei Manic Street Preachers – adocchiano su un quotidiano il trittico Strategy (South Face/Front Face/North Face) (1993-94) di Jenny Saville, nuova pupilla di Charles Saatchi. L’opera – che ritrae una donna obesa vista da tre diverse angolazioni, nel suo tipico stile pittorico crudo ed espressionista – colpisce molto Edwards, che soffre di depressione e anoressia nervosa.

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Copertina dell’album “The Holy Bible” (1994) dei Manic Street Preachers con l’opera Strategy (South Face/Front Face/North Face) di Jenny Saville

Vorrebbe comprarla e usarla come copertina del loro nuovo album, The Holy Bible, ma è in vendita a 30,000 £, ben oltre le sue possibilità. Allora telefona alla Saville e le spiega per filo e per segno tutti i testi delle canzoni, molti dei quali di suo pugno e riguardanti i suoi problemi fisici e mentali, finché la pittrice, commossa, gli concede di usare l’opera gratuitamente.
L’1 febbraio 1995, Edwards scompare. Dopo anni di ricerche infruttuose e falsi avvistamenti, nel 2008 viene dichiarato “presunto morto”. L’anno successivo, i Manic pubblicano Journal For Plague Lovers: tutti i testi sono presi dai quaderni di appunti lasciati da Edwards e in copertina c’è un altro dipinto della Saville, Stare (2005).

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Copertina di “Journal For Plague Lovers” (2009) dei Manic Street Preachers con il dipinto Stare (2005) di Jenny Saville

L’immagine, anche stavolta molto forte – il volto tumefatto di una ragazzina – viene giudicata “inappropriata” da alcune delle maggiori catene di grandi magazzini inglesi, che decidono di vendere il disco fasciato in una sovraccoperta monocroma. Alla faccia della censura, Journal For Plague Lovers raggiunge la terza posizione nella UK Albums Chart ed è tutt’oggi uno degli album più amati della band.

Stefano Ferrari

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