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Gli uccelli (di Nathalie Djurberg)

A Thief Caught in the Act (Blue Bird, Purple Bird), 2015. Foto: Filippo Armellin. Courtesy: gli artisti; Giò Marconi, Milano. Copyright 2015 © ARMELLIN F.
A Thief Caught in the Act (Blue Bird, Purple Bird), 2015. Foto: Filippo Armellin. Courtesy: gli artisti; Giò Marconi, Milano. Copyright 2015 © ARMELLIN F.

Con quelli bianchi, neri e feroci di Hitchcock, i pennuti di Nathalie Djurberg hanno ben poco a che fare. Simpatici gufi, pellicani e cicogne dal piumaggio impossibile, giallo, blu, rosso e viola; non assassini, ma ladri di pillole, pure quelle coloratissime. A ripensarci, anche qui qualcosa d’inquietante c’è… I marioli – fatti di stoffa e plastilina, com’è suo solito – sono posati su dei tavoli, al buio. Ogni tanto un faretto si accende e ne illumina uno proprio mentre sta per svignarsela dalla scena del crimine, le pasticche nel becco e gli occhietti sbarrati per la sorpresa. Insomma: la dipendenza tutta umana da farmaci e droghe declinata in chiave ornitologica in un’allegoria tra il tragico e il comico, che conferma ancora una volta la maestria e la creatività della giovane svedese.

A Thief Caught in the Act (Dirty Owl), 2015. Foto: Filippo Armellin. Courtesy: gli artisti; Giò Marconi, Milano. Copyright 2015 © ARMELLIN F.
A Thief Caught in the Act (Dirty Owl), 2015. Foto: Filippo Armellin. Courtesy: gli artisti; Giò Marconi, Milano. Copyright 2015 © ARMELLIN F.

A Thief Caught in the Act (“Un ladro colto sul fatto”) continua lungo la linea della Parata allestita nel 2011 al Walker Art Center di Minneapolis, che affiancava decine di sculture di volatili ad alcuni dei suoi tipici film da incubo. Anche qui da Giò Marconi le sculture sono accompagnate da quattro nuovi video, nei quali però l’amata tecnica della stop motion, suo marchio di fabbrica, non è applicata ai soliti pupazzetti di plastilina, ma a disegni a carboncino sulla falsariga di quelli di William Kentridge. Come sempre, in sottofondo risuonano le musiche di Hans Berg, compagno di vita e di lavoro di Djurberg fin dagli esordi, le cui stranianti melodie fanno da perfetto complemento alle immagini della partner.

Nathalie Djurberg & Hans Berg. A Thief Caught in the Act, 2015. Installazione. Giò Marconi, Milano. Foto: Filippo Armellin. Courtesy: gli artisti; Giò Marconi, Milano. Copyright 2015 © ARMELLIN F.
Nathalie Djurberg & Hans Berg. A Thief Caught in the Act, 2015. Installazione. Giò Marconi, Milano. Courtesy: gli artisti; Giò Marconi, Milano. Copyright 2015 © ARMELLIN F.

Se volete (ri)vedere alcuni lavori classici dei due svedesi, sempre a Milano in questo momento trovate un video (It’s the Mother, 2008) nella collettiva La Grande Madre a Palazzo Reale (fino al 15 novembre) e un’installazione (The Potato, 2008) alla Fondazione Prada all’interno della mostra An Introduction (fino al 10 gennaio 2016).
Il prossimo 22 ottobre, invece, un’altra banda di uccelli sarà al centro di una grande personale all’ARoS Museum, in Danimarca, assieme ad una nuova installazione ambientale, The Clearing, ideale proseguimento di quella con cui Djurberg nel 2009 ha vinto il Leone d’Argento alla Biennale di Venezia (The Experiment). Sarà – testuali parole – un “giardino dell’Eden venuto male” con 162 fiori giganti “alti abbastanza da nascondere un uomo”, o se preferite una visione allucinata uscita dalla mente di “una vecchietta sotto acido”. Tutto un programma…

Nathalie Djurberg & Hans Berg. A Thief Caught in the Act
Fino al 31 ottobre 2015
Giò Marconi
Via Tadino 20, Milano

Stefano Ferrari

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