Festival

PerAspera, indagine su identità e mutamenti, è tempo di superare i confini

Al via la nona edizione di perAspera, festival multidisciplinare tra multimedialità, realtà aumentata, interazione e pura espressività dei corpi.

perAspera

Come ogni anno il perAspera punta sull’indagine delle “scene” rigorosamente plurali, sia per la fluidità con cui i diversi linguaggi si fondono in nuove discipline, sia per i diversi piani di osservazione – la scena regionale, quella nazionale e internazionale.

Festival multiforme, ma rigoroso nel rispettare in tutte le sue edizioni i quattro pilastri che lo caratterizzano: i “luoghi“, scrupolosamente selezionati come parte integrante dei lavori proposti; “l’accessibilità“, in quanto è un festival rivolto a ogni tipo di pubblico, dall’esperto al curioso; la “formula“, ovvero in ogni appuntamento sono presenti diverse discipline, per permettere al pubblico di relazionarsi con linguaggi artistici differenti e infine “gli artisti“, interfaccia fisica del festival, nato da e per loro, in particolare per dare visibilità a chi è fuori dai circuiti ufficiali di distribuzione.

Le giornate del festival sono dal 16 al 19 giugno al TPO di Bologna, per poi passare ad appuntamenti singoli fuori città il 25, il 29 giugno, il 2 e il 6 luglio.

Il festival inaugura il 16 con due opere – unica data italiana e presenti in tutte le serata del TPO – di CIRCA69 (UK): The Cube, una performance multisensoriale basata sulla realtà virtuale co-prodotta da perAspera, che utilizza la tecnologia dell’Oculus Rift, e l’installazione, H0₩ CAN I €A$€ ¥0UR MIND ₩ITH0UT L¥ING, anch’essa basata sulla realtà virtuale. Entrambe si basano sulla storia di otto studenti scomparsi in Idaho nel 1959 e dei quali sono state trovate solo delle lettere dopo la loro sparizione (esperienza immersiva singola, prenotazione obbligatoria a info@perasperafestival.org).

CiRCA69, TheCube
CiRCA69, TheCube

Sempre il 16 un’altra prima nazionale: i francesi del Collectif Patriotisme, con la performance Les textes sont des morceaux d’enfants. Un lavoro sperimentale basato sulle paure della società occidentale, rivisitate in chiave poetica dal collettivo, con attori trasfigurati da maschere in una foresta artificiale composta di piante, video, camere e schermi.

Il 17 direttamente dalla Slovenia arrivano i CADLAG con l’opera Myrornas Krig, una performance di danza e live set in chiave noize e drone music, con influenze che vanno dalla gri(n)dcore alla musica sperimentale live. Il collettivo struttura la performance nella manipolazione analogico/digitale di suoni elettronici, producendo sonorità cacofoniche che si uniscono al live visual e ai danzatori in scena.

Il 18 con Annaki (Anna Marocco) si attua attraverso la danza la trasfigurazione del genere con l’opera . L’indagine identitaria si compie nel dispositivo coreageafico messo in scena nella palestra del TPO. I confini del corpo, culturalmente acquisiti, attraverso questa performance vengono manipolati, violati, traformati e ri-generati per promuovere il concetto che i confini dell’identità sono infiniti. Le giornate al TPO si chiudono il 19 con un particolare incontro di tennis ad opera del regista Ennio Ruffolo: MATCH/POINT.

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Annaki, The rope. Foto Daniuns Monoceros

Ci spostiamo così nella sezione del festival “città metropolitana”, momento in cui la manifestazione esce dalle mura della città per incontrare il pubblico più ampio delle realtà urbane periferiche.

Il 25 giugno perAspera arriva a Villa Salina (Castel Maggiore) dove la coreografa Lara Russo presenta Papelão: una decostruzione dello spazio scenico attuata dal ballerino brasiliano Lucas Delfino, che spinto dall’istinto di costruire, modifica anche la sua condizione di uomo, tutto questo attraverso la danza. Nella stessa serata spazio alla sperimentazione live visual e electronica con il duo Lacandida/Tabache in Searching a Total State. La sezione visuale parte dalle uscite audio del live elettronico: l’elemento umano sovrasta la macchina, manipola frammenti di musica classica e li traduce in immagini… alla ricerca di uno “stato totale”.

Il 29 giugno è la volta di Budrio precisamente l’Ex lavatoio e i giardini del Torrione nord-est e sud. Tra gli appuntamenti, un’incredibile performance del Teatro dell’Elce in cui il pubblico verrà bendato e immerso nelle atmosfere sonore, tattili e olfattive del barbiere del Salone di Z***, un’esperienza sensoriale in cui (secondo gli artisti) anche le donne proveranno l’esperienza del rasoio.

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Fedra Boscaro, Per un nuovissimo Bestiario

Il 2 luglio è la volta della spettacolare Rocchetta Mattei, uno straordinario gioiello architettonico, molto vicino alle stravaganze di Antoni Gaudì, situato a Riola – Grizzana Morandi. La costruzione nasce dal genio visionario del conte Cesare Mattei (1809-1896), letterato, politico e medico autodidatta fondatore della scienza medica empirica, denominata “elettromeopatia”. Appositamente per questo luogo, Fedra Boscaro realizza, coordinando una produzione basata sulla autorialità partecipata, Verso un Novissimo Bestiario #Rocchetta Mattei, un work in progress attraverso il quale si indaga sugli esseri immaginari ed emblematici della contemporaneità. Sempre nella rocca il collettivo messicano Fassbinder’s Wives, presenta l’installazione sonora L’odore della mia vita, opera che si sofferma sulla vita del conte Mattei, in particolare sul racconto-leggenda del suo rapporto con la madre, omaggiandolo con la supplica materna di un altro figlio, Pier Paolo Pasolini.

Il 6 luglio il festival si chiude nella Sala delle Cerimonie e lo Spazio Eco di Casalecchio di Reno. Un momento di riflessione sull’attualità con l’opera 10.180.000 di Matteo Montanari e Simona Cafagna, cifra che circoscrive l’area del continente europeo, spazio in cui la presenza di un muro può rapprentare non solo un confine, ma il limite per la sopravvivenza di migliaia di persone. Concept che in qualche modo si collega al Filoconduttore dei Fratelli Broche, un’opera in cui dobbiamo invece riflettere sui simboli e la necessità umana di appartenere a qualcosa che ci identifica. Un filo ci metterà fisicamente alla prova con noi stessi, siete pronti a farvi legare alla vostra espressione visiva e tattile quotidiana?

Fabrizio Saiu, Métron#1
Fabrizio Saiu, Métron#1

Tutto questo è perAspera, in questa edizione un particolare interesse è rivolto alla trasformazione e il superamento dei confini materiali e mentali che molto spesso la cultura ci obbliga a riconoscere. Ma in questo festival siamo in un territorio franco, dove possiamo permetterci di osare e godere della trasgressione, provate a farlo…

Sara Cucchiarini


perAspera. Festival di arti performative contemporanee
IX edizione
16 giugno – 6 luglio
Sedi varie
http://perasperafestival.org

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