Festival

Sopraffatti dal digitale? Ci pensa Analogica

Quattro giornate a ingresso gratuito all’insegna dell’arte analogica. Dal 24 al 27 novembre Bolzano e Ora ospitano Analogica, festival del video, della fotografia e della musica rigorosamente all’insegna del nastro magnetico e della pellicola.

Analogica 2016
Analogica 2016

Avete una vecchia cinepresa nascosta in soffitta per paura che qualcuno vi consideri antico? È arrivato il momento di tirarla fuori senza vergogna. Analogica è un festival che promuove le arti basate sui mezzi analogici, un salto nel passato che diventa futuro nel momento in cui il linguaggio si rigenera. Il medium analogico torna ad essere all’avanguardia e questo festival ne indaga tutte le potenzialità espressive.

Si parte il 24 novembre alle 19:00 al Foto-Forum di Bolzano, con l’opening della mostra fotografica di
Martino Chiti, (Livorno, Italy). Un viaggio attraverso i volti in dimensioni sospese all’interno delle città. Come le immagini scattate da Walker Evans nelle metropolitane di New York negli anni ’40, queste diapositive da 35 mm, ritraggono persone nei mezzi di trasporto in fase di passaggio, attesa, partenza… sospesi.

Sempre in città il 25 novembre alla Lungomare è la volta di Double Negative, un collettivo di artisti fondato nel 2004 con sede a Montreal, specializzati in cinema sperimentale d’avanguardia. Ad Analogica presentano una serie di cortometraggi in 16mm and QT file. Double Negative colloca la pellicola nel più ampio contesto delle pratiche di arte contemporanea e promuove attivamente l’immaginazione interdisciplinare per ridefinire l’importanza della tradizione dei film d’arte. In conclusione di serata prima sezione dello screening Analogica Selection 2016, una selezione che, dopo il festival, viene proposta in un tour internazionale fino all’edizione successiva di Analogica.

Il 26 si lascia il capoluogo altoatesino per andare a Ora, località situata a pochi chilometri da Bolzano. Il Piccolo Teatro della Stazione ospita la mostra fotografica BOTANICA di Sarah Seené, un progetto fotografico intimo creato con una Polaroid SX70 (del 1973) e Impossible Project films. Questa serie raccoglie alcuni autoritratti composti con trasparenti sovrapposizioni su Polaroid, per ricreare la fusione tra corpi e i fiori del Quebec. A seguire il workshop 16mm “MONO-FLEX” (nanolab, Melbourne, Australia) a cura di Richard Tuohy e Dianna Barrie, per apprendere una tecnica sperimentale che permette di sfruttare la pellicola in negativo e in positivo.

Passiamo poi alla magia fotografica di Kurt Moser (Bolzano, Italy), che con la sua fotocamera a soffietto originale, risalente al 1907, può scattare foto fino al formato 50×60 cm in uno spettro di luce – ultravioletta – che è completamente invisibile all’occhio umano.

A seguire la seconda parte dello screening Analogica Selection 2016 (55′). In serata spazio alla performance con Andrea Bui e Vanessa Trippi (Siena, Italy) in un live set composto da quattro audiocassette, registratori a bobina, synth modulare, dispositivi di riverbero e mixer video. Pura improvvisazione e uso della tecnica “Frippertronics” sono i principali ingredienti del loro set.

In chiusura la performance di Thisquietarmy, musicista della nuova scena canadese, in collaborazione con Philippe Leonard, filmaker sperimentale che concentra la sua pratica artistica su immagini fisse e in movimento attraverso pellicole da 16 e 35 mm. Il sound di Thisquietarmy è composto da improvvisazioni di chitarra combinata a texture ambient/noise, electronic/shoegaze, post-punk/krautrock, black/doom metal, finalizzate a ricreare una vasta gamma di paesaggi sonori minimalisti e ipnotici.

Thisquietarmy x Philippe Leonard 2x16mm + guitar and effects
Thisquietarmy x Philippe Leonard, 2x16mm + guitar and effects

Il 27 si chiude la sezione screening di Analogica 2016, mentre alle ore 20:30 Richard Tuohy e Diana Barrie chiudono l’edizione 2016 del festival con Hand and Machine (nanolab, Melbourne). Il duo sperimentale australiano presenta i loro ultimi sette cortometraggi, basati sull’apparato primitivo del cinema, in particolare sulla relazione che lo ha concepito, quella tra “mano e macchina”.

Una carrellata di esperienze analogiche, proposte attraverso diverse tecniche. La manualità richiesta da questo tipo di arti mette gli artisti nella posizione di essere artigiani della tecnologia. Il fascino intramontabile e il calore di questo tipo di approccio sono i punti di forza di questi mezzi. Ovviamente il tutto potrete registrarlo con la favolosa videocamera analogica recuperata in soffitta. Per una volta nessuno vi guarderà storto. Tutto questo per avere poi un ricordo decisamente a tema, immortale, che potrete poi custodire nella vostra libreria.

Sara Cucchiarini

More: http://www.analogica.org/

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