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BEATRICE SCACCIA: LITTLE GLOATING EVE

Abbiamo già parlato di Beatrice Scaccia in occasione della sua personale alla galleria BOSI Contemporary di New York. Ora, fino al 31 ottobre, la galleria Effearte di Milano espone la penultima tappa di un nuovo progetto dell’artista, Little Gloating Eve, nato lo scorso febbraio, sempre a New York, presso la Residency Unlimited, con una mostra-conversazione con Jodi Waynberg e approfondito durante la recente residenza presso l’Artists Alliance.

Beatrice Scaccia, Eve cooks, 2014, pencil, gesso and wax on-paper, 28x38 cm
Beatrice Scaccia, Eve cooks, 2014, matita, gesso e cera su carta, 28×38 cm

Sono passati più di due anni dalla prima apparizione del personaggio di Eve, nell’animazione At least a snake realizzata per il progetto Patria Interiore a cura di Manuela Pacella, esposto alla galleria Golden Thread di Belfast e presentato al Macro di Roma. Da allora Eve, in una narrazione che si fa frammento e ripetizione, in un tempo dilatato in cui le immagini svelano l’assurdo e il magico del nostro quotidiano, ha subito un’evoluzione. Il personaggio si è concretizzato nella mostra presso la galleria Effearte, attraverso le opere su tavola, le animazioni, i disegni e gli schizzi preparatori, a cui fanno da cornice la colonna sonora del musicista francese Lionel Laquerrière e l’installazione di ceramiche dell’artista giapponese Toshiaki Noda.

Beatrice Scaccia, Eve drinks, 2014, oil on panel, 18x13 cm
Beatrice Scaccia, Eve drinks, 2014, olio su tavola, 18×13 cm

Apre la mostra una raccolta di 96 disegni realizzati dai bambini di una scuola elementare italiana, ai quali Beatrice Scaccia ha chiesto di immaginare e interpretare Eve. È però Marco Bussagli, storico dell’arte e pittore, docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma, a svelare la natura di Eve in relazione all’artista: il suo alter ego, ma anche la sua coscienza onirica, quella che raccoglie i suoi incubi e le sue angosce. Eve, infatti, non è una vera bambola, è una bamb(ol)ina, una dolly-child inquietante con le vesti grigie e rosse che scolano pericolosamente in macchie ematiche, con la pezza sopra gli occhi e gli abiti dell’inverno in qualunque stagione dell’anno. Eve gioca ed è il gioco essa stessa. Un gioco pericoloso fra la vita e la morte, fra la gioia e il dolore (…). Mentre la già citata Jodi Waynberg, direttrice ad Artists Alliance, si è così espressa: Sin dall’inizio c’era un elemento di grande singolarità nel mondo di Eve. Il trattamento e l’accumulazione, sia delle azioni paradossali, sia di quelle ordinarie del personaggio, possedevano una forza magnetica.

Beatrice Scaccia, Schizzi progetto Little Gloating Eve, 2013, tecnica mista su carta, 20x30 cm
Beatrice Scaccia, Schizzi progetto Little Gloating Eve, 2013, tecnica mista su carta, 20×30 cm

Dopo l’appuntamento di Milano, in novembre il progetto tornerà e terminerà a New York con una mostra alla Cuchifritos Gallery nel Lower East Side.

Valentina Tovaglia

Beatrice Scaccia,
Little Gloating Eve
Galleria Effearte
Via Ausonio 1A – Milano

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