Festival

Transmediale / conversationpiece: prove di festival partecipativo

Johann Zoffany, Tribuna of the Uffizi, 1772–78, Royal Collection, Windsor Castle
Johann Zoffany, Tribuna of the Uffizi, 1772–78, Royal Collection, Windsor Castle

Dal 3 al 7 febbraio 2016 la Haus der Kulturen der Welt (HKW) di Berlino è stata la wunderkammer in cui ha avuto luogo la ventinovesima edizione di Transmediale, festival di arte e cultura digitale, sotto forma di conversation piece.
Partendo dal presupposto che l’unica ricerca possibile passa attraverso una prospettiva globale e un processo democratico di confronto, Kristoffer Gansing direttore artistico del festival, riprende la metodologia illustrata nel genere delle conversation piece del XVIII Secolo (così come l’immagine della quadreria settecentesca nel dipinto di Johann Zoffany per parte della grafica del festival), per affrontare le tematiche del festival del futuro. Questo approccio sperimentale, partecipativo e performativo consolidato nel passato, fa appello al futuro nella trattazione di argomenti di attualità. Attraverso l’uso di tale metodologia risponde al quesito fulcro di questa edizione: come può l’eco di una singola voce affermarsi in un sistema di dati multimediali, globalmente connessi?


(Video pills from ‪Transmediale‬ festival 2016 – Panic Room Session: Imbalanced Technology moderated by Telekommunisten with: Liat Berdugo, Sarah T Gold, Emily Martinez, Cornelia Sollfrank, Theresa Züger, Telekommunisten – Video by Alexandre Cayuela)

A tal fine, Gansing ha commistionato le pratica delle ricerche artistiche adottando modelli di confronto sulle tematiche in campo quali: talk (comprendenti le cosiddette “panic room”), performance, screeening, panel, eventi ibridi e workshop.

Esemplificativa è stata la performance di apertura, 1000 Hanshakes di François-Joseph Lapointe. Cosa più concreto di una stretta di mano può simboleggiare l’incontro e lo scambio? Questo atto, apparentemente semplice, oltre a comportare un contatto non esclusivamente visivo con l’altro da sé, ha una implicazione degna di una più complessa riflessione.


(Video pills from ‪Transmediale‬ festival 2016: 1000 Handshakes, performance by François-Joseph Lapointe, curated by Regine Rapp and Christian de Lutz (Art Laboratory Berlin). Video by Alexandre Cayuela)

L’artista stringendo la mano a 1000 persone presenti all’HKW, ha monitorato la graduale modificazione della comunità micro batteriologica del suo palmo. Dai risultati dell’ultimo campione analizzato, estrarrà frammenti di DNA atti a generare dei “micorbiome selfie”, che verranno pubblicati nell’esposizione The Other Selves. On the Phenomenon of the Microbiome presso l’Art Laboratory di Berlino il 26 Febbraio 2016.

Oltre ad sollevare una inusuale quanto impeccabile elaborazione del concetto di , Lapointe invita a pensare la sua performance come la genesi di un network tangibile, dove le informazioni (quali relazioni interpersonali, abitudini alimentari, luoghi frequentati ecc.) abitano la mano di chi si offre alla sperimentazione.

L’espletamento del desiderio di tracciare nuovi percorsi e formulare soluzioni inedite alle problematiche prodotte dalla società post-digitale, ha visto come fil rouge della conversazione di questo Transmediale 2016 l’ansia di agire, di fare, di condividere e di rassicurare.

(Video pills from Transmediale – festival for art and digital culture berlin – Disnovation Research / Drone-2000, moderated by Ryan Bishop. Video by Alexandre Cayuela)

In riferimento a quest’ultima, degna di nota è la performance Drone-2000 di Nicolas Maigret e Jean-Marie Boyer. L’opera presenta un bestiario di sistemi volanti autonomi (droni) animati da algoritmi “inattendibili”. Durante la performance, il pubblico presente ha assistito al comportamento inconsueto delle macchine. Ciò ha suscitato una reazione inedita, viscerale e psicologica, tale da destrutturare la convinzione (quasi fede), nell’efficacia e nella perfezione dello strumento tecnologico.

Attraverso il trattamento artistico e multimodale della dimensione discorsiva, sensoriale ed estetica degli argomenti affrontati, Transmediale ha dato anche quest’anno prova della sua ontologica necessità. Propulsore di nuove proposizioni alternative al capitalismo post-digitale, si riafferma motore per la ricerca di soluzioni che nascano dal confronto e dalla condivisione in una dimensione partecipativa, aperta e agerarchica.

Elena Rebecca Rivolta

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