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D’ARS n. 209 – PRIMAVERA 2012
Valentina Tovaglia

D’ARS 209, uscita primaverile del trimestrale di arti e culture contemporanee edito dalla Fondazione D’Ars Oscar Signorini onlus, porta all’attenzione dei lettori la figura di Liu Bolin, prima in copertina poi attraverso un articolo dedicato: l’uomo camaleonte, cinese classe ’73, realizza eccezionali performances in cui riesce a confondersi con tutto ciò che lo circonda, dal proprio atelier semidemolito nel 2005 a causa della riqualificazione di Pechino per le Olimpiadi, agli scaffali di un supermercato, dal Toro di Wall Street a New York, alle poltrone del Teatro La Scala di Milano. Tra le pagine del periodico si parla anche di un altro personaggio cinese, l’architetto / artista concettuale/ fotografo / performer / blogger Ai Weiwei, attento osservatore della società contemporanea e sostenitore della libertà di espressione e di comunicazione, al quale è dedicata la retrospettiva Entrelacs (Intrecci) al Jeu de Paume di Parigi. La grande mostra in corso al PAC di Milano, The Abramović method, a cura di Diego Sileo e Eugenio Viola, è l’occasione per riflettere sul percorso artistico di Marina Abramović, pioniera del linguaggio performativo e convinta sostenitrice della forza espressiva del corpo. Gli spazi della Turbine Hall della Tate Modern di Londra, allestiti da Tacita Dean a sala cinematografica, ci fanno conoscere il lavoro di questa “artigiana del film-making”, a partire dal particolare schermo, una lastra di gesso chiamata il Monolite, sul quale sono proiettati, in loop, giganteschi fotogrammi, dalle bolle di sapone alla nebbia, come sequenza di immagini pure che ricordano il cinema astratto. Dal contesto cinematografico ci trasferiamo al contesto urbano vero e proprio, tra i muri di Londra, diventati “aree graffiti” per gli stencil di Banksy, lo street artist dall’identità e dalla biografia non ancora accertate, le cui immagini si scagliano contro la guerra, le forze dell’ordine, i rappresentanti del potere, la religione, le multinazionali e il consumismo. Alla Strozzina di Firenze, la mostra Declining Democracy cerca di focalizzare processi, idee e artisti che lavorano sul rapporto fra cittadino e stato e sul concetto in continua evoluzione di Democrazia, con un’attenzione particolare per i linguaggi più propriamente digitali. D’ARS offre un’originale lettura del recente libro di Franco Berardi Bifo, La sollevazione, collasso europeo e prospettive del movimento, in cui si parla di economia, politica e contestazione descrivendo i motivi della disgregazione, che investe tutti i campi e tutte le certezze della nostra vita, del nostro corpo e della nostra mente, individuali e collettivi. Da qui la riflessione si sposta sul concetto di debito nel suo rapporto con il sistema capitalistico, a partire dalla crisi economica che stiamo attraversando. Si conclude con D’ARS 209 il contributo intitolato Il museo demuseificato e dedicato al ciclo di conferenze (Po)etiche del museo d’arte contemporanea, tenutosi presso il PAN-Palazzo delle Arti Napoli e la cui seconda parte si è focalizzata  su discorsi di tipo propositivo. Dal museo al cinema, con Moneyball (L’arte di Vincere), film del regista Bennet Miller, in cui, a partire dal baseball, si sviluppa un’opera sulla forza delle idee e sulla loro incidenza, in positivo e in negativo. Si parla anche di teatro come luogo in grado di riflettere la complessità sociale, attraverso il progetto pluriennale O/Z della compagnia ravennate Fanny & Alexander, ispirato a Il Meraviglioso Mago di Oz (1900) di Lyman Frank Baum e alla versione cinematografica del 1939 di Victor Fleming. Il numero si conclude con la riflessione critica dedicata ad Abstract Journeys, l’opera più recente dell’artista milanese Marco Cadioli, un viaggio intorno alla Terra, armato di una portentosa lente di ingrandimento tecnologica (Google Earth) e con un obiettivo ben preciso: trovare, tra le forme che gli esseri umani con le proprie incessanti attività danno alla superficie terrestre, motivi pittorici riconducibili all’astrattismo europeo del Novecento.

D’ARS n. 208 - INVERNO 2011
Valentina Tovaglia

D’ARS 208 dedica l’articolo di apertura alle Cloud Cities di Tomas Saraceno, strutture  biosferiche installate presso l’Hamburger Banhof di Berlino; dalla Germania ci spostiamo in Svizzera, dove alla Fondazione Beleyer di Basilea è in corso la mostra dedicata allo straordinario immaginario creativo di Louise Bourgeois. Da Trento raccontiamo il viaggio metafisico di Nedko Solakov alla Fondazione Galleria Civica, All in (my) order, with Exceptions. A Torino, restando tra i confini del Parco Sculture d’Arte Vivente, si spazia dall’Artico all’Antartide visitando la mostra Breathless focalizzata sull’inquinamento che soffoca terra, aria e acqua. Voliamo a New York per parlarvi della mostra Talk to Me: Design and the Communication between People and Objects presso il MoMA, dedicata alle possibilità della comunicazione, con attenzione all’equilibrio tra tecnologia e oggetti. Torniamo in Italia con Digitalife², edizione 2011 della rassegna di lavori multimediali riproposta dal Festival RomaEuropa. La sezione Nuovi Orizzonti è introdotta da Pier Luigi Capucci con un articolo dedicato al centenario dalla nascita di Marshall McLuhan, il pensatore canadese che ha profondamente influenzato società, cultura, comunicazione e arte. Argomento approfondito nelle pagine successive, attraverso gli articoli L’uomo elettronico-Nascita, sviluppo ed evoluzione di un’identità connettiva globale e McLuhan and the historical interplay between figure and ground in the global sphere. Dopo aver parlato di Cover Art attraverso le copertine dei dischi sulle quali sono riprodotti capolavori d’arte contemporanea, concludiamo l’articolo dedicato all’universo teatrale di Motus. Arriviamo così al cinema con gli articoli che ci parlano prima del road movie Here, costruito tra le strade e le terre dell’Armenia e presentato al Milano Film Festival, poi di Terraferma, candidato italiano all’Academy Award for Best Foreign Language Film. D’ARS affronta l’universo della fotografia attraverso la moda, nell’articolo Fotografia di moda, Variazioni sul tema, per poi ospitare la recensione del libro di Paolo Rosa, L’arte fuori di sé. Un manifesto per l’età post-tecnologica e quella del romanzo di Jonathan Franzen, Libertà. L’analisi del ruolo dei social network nell’organizzazione delle proteste è affrontata nell’articolo Dall’attivismo al clicktivism, mentre dal ciclo di conferenze (Po)etiche del museo d’arte contemporanea svoltosi al PAN di Napoli deriva una prima analisi del tema del “museo demuseificato”.

D’ARS a Step09!

Dal 25 al 27 novembre al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano si terrà STEP09-NEW ART FAIR, fiera internazionale d’arte contemporanea che si terrà atteso evento che riunirà nei bellissimi spazi del Museo gallerie italiane e straniere per l’esposizione delle opere dei loro artisti di punta, con un calendario di performance e conferenze.
D’ARS sarà presente con il progetto site specific di InSynchLab, collettivo di giovani artisti nato dal laboratorio del dipartimento di Nuove Tecnologie dell’Arte dell’Accademia di Brera. InSynchLab utilizza la tecnologia della Realtà Aumentata come mezzo espressivo in differenti operazioni artistiche. “R.A. Step09″ permette di visualizzare attraverso un dispositivo mobile smartphone un oggetto in 3D posto nello spazio virtuale al di sopra del chiostro del Museo. “QRcode for Art” si articola invece attraverso una serie di sculture su cui sono impressi QR code da leggere attraverso uno smartphone: lo scopo di quest’operazione è produrre opere plastiche in grado di comunicare attraverso un duplice linguaggio, quello classico dell’oggetto inanimato e quello più recente dell’oggetto tecnologico per veicolare messaggi nascosti e ironici sull’arte.

Step09
dal 25 al 27 novembre 2011
al Museo della scienza e della tecnologia Leonardo Da Vinci
Via S. Vittore 21, Milano

D’ARS n.207 – SETTEMBRE 2011
Valentina Tovaglia

Il numero 207 si apre con la presentazione, ad opera di Stefano Ferrari, del progetto di Antony Gormley, la collocazione di cento sculture di 600 kg sulle Alpi del Vorarlberg; dall’Austria ci spostiamo in Germania, dove Clara Carpanini riflette attorno a Based in Berlin, evento che ha coinvolto oltre 80 artisti emergenti della capitale. Ci fermiamo in Italia per seguire con Morena Ghilardi la mostra di Anish Kapoor a Milano, in un percorso di installazioni che si snoda nelle due sedi della Rotonda della Besana e della Fabbrica del Vapore; da Firenze, Valentina Tovaglia cerca di scoprire il nostro destino digitale nel contesto del Web 2.0 visitando la mostra Identità Virtuali alla Strozzina. Tra Germania e Italia rimbalza l’articolo di Elena Cappelletti, dedicato agli ibridi di arte e scienza, con l’esperimento Soma di Carsten Höller a Berlino e l’evento Nato a Venezia di Koen Vanmechelen. Con Lorenzo Taiuti seguiamo la rassegna LPM (Live Performer’s Media) che si è svolta a Roma, affrontando linguaggi d’improvvisazione digitale tra DJ sound e VJ live. La sezione Nuovi Orizzonti si apre con l’articolo introduttivo di Pier Luigi Capucci, Antonio Caronia e Francesco Monico dedicato all’attività del dottorato di ricerca internazionale M-Node presso la NABA a Milano, che si focalizza sulla ricerca tra le forme espressive contemporanee tra arti, scienze e nuove tecnologie, mettendo in relazione artisti, teorici e studiosi a livello internazionale. Approfondiamo in questo numero la ricerca di Gabriela Galati su digitalizzazione e uploading dell’evento artistico, l’indagine di Massimiliano Viel riguardo l’ascolto musicale e le ipotesi di libertà che emergono dagli studi di Denis Jaromil Roio e Amos Bianchi. Con Laura Gemini entriamo nella sperimentazione teatrale che si concentra sul lavoro della compagnia Motus, tra letteratura, cinema e meta-fiction. Dal teatro al cinema, siamo presenti al Festival di Cannes, dove Terence Malick si aggiudica la Palma d’Oro con The tree of Life, lungometraggio che conosciamo attraverso il racconto di Giordano Bernacchini, che si sposta poi a Locarno, dove affronta, con Cristina Trivellin, le problematiche di sette pellicole scelte nel ricco programma del Festival del Film. L’articolo di Saul Marcadent ci invita a riconsiderare l’identità della fotografia come linguaggio, scienza e pratica artistica, mentre il contributo di Giorgio Majer Gatti si snoda in una riflessione filosofica nell’universo concettuale creato da Deleuze e Guattari. In chiusura del numero 207 si colloca un’analisi di Cristina Trivellin attorno alla ricerca artistica di Vanna Nicolotti, in occasione della mostra Due cicli di opere grafiche 1975-1983 presso il Museo d’Arte Contemporanea Casa del Console di Calice Ligure.

D’ARS n.206 – GIUGNO 2011
Cristina Trivellin

Si è appena aperta la 54ma Biennale d’Arte di Venezia: la redazione di D’ARS non manca all’appuntamento e inaugura il numero 206 con due articoli dedicati alla grande kermesse internazionale. Viola Lilith Russi e Cristina Trivellin ci accompagnano rispettivamente in una visita virtuale attraverso i padiglioni che maggiormente le hanno colpite. L’altra metà della Laguna ci viene invece descritta da Morena Ghilardi, che ha esplorato gli eventi espositivi più incisivi ospitati da alcune importanti istituzioni veneziane, sia pubbliche che private. Lorella Giudici approfitta della retrospettiva aperta alla Kunsthaus di Zurigo dedicata a Jospeph Beuys per un toccante approfondimento della poetica di uno dei maggiori artisti del ‘900. Due gli articoli da Parigi: Marco Caccavo è tornato al Centre Pompidou a visitare l’originale e ipnotica mostra di François Morellet, mentre Silvia Mattei ha partecipato per noi all’inaugurazione della Gaîté Lyrique, ex-teatro e oggi neonato tempio delle arti multimediali. A queste forme d’arte è dedicato il Festival Internacional de la Imagen, recentemente svoltosi in Colombia e di cui scrive per noi Lorenzo Taiuti. Il filo rosso tra le forme artistiche digitali continua e si snoda in un nuovo museo virtuale, l’Adobi Museum of Digital Media: Stefano Ferrari ne analizza criticamente pregi e difetti. Continua l’interessante viaggio attraverso le forme di teatro multimediale con Laura Gemini che questa volta ci parla del progetto ECO, un’esperienza teatrale a disposizione dello spettatore, ovviamente sul Web. Entriamo così nel vivo della sezione Nuovi Orizzonti, capitanata da Pier Luigi Capucci. Come scrivevamo nello scorso numero, anche questa sezione è dedicata al fenomeno dell’hacking come pratica artistica condivisa e globale. Hanno approfondito per noi l’argomento due esperti, Vito Campanelli e Loretta Borrelli. Per la prima volta un videogioco partecipa ad un festival internazionale di cinema come il Tribeca Film Festival. Con Alessandro Fontana ne sapremo di più. Altre contaminazioni, nuovi territori di estetica e critica: Luca Barbeni ha scritto un libro che parla di webcinema e il suo articolo (corredato di una ricca sitografia)  ci conduce in territori ancora poco conosciuti e ricchi di stimoli. Torniamo al cinema tout-court con Poetry, stupenda pellicola che ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura a Cannes lo scorso anno. Giordano Bernacchini si muove tra vari livelli di lettura sviscerando la poetica del regista sudcoreano Lee Chang-dong. Torniamo alla carta e nella fattispecie parliamo di un  altro libro – La fine del mondo storto di Mauro Corona – che Giorgio Majer Gatti prende come spunto per ampie riflessioni su temi più che attuali. Il Pandrogino di Genesis Breyer P-Orridge è un’opera d’arte concettuale incarnata in una singolare coppia di artisti underground; Alessandro Azzoni ci racconta il suo affascinante percorso. Altra artista tra body art e concettuale è Shelley Jackson la quale, come scrive Vera Agosti ha scritto un racconto “vivente”. Per concludere Isabella de Stefano ci accompagna in un tour nel fermento artistico nella capitale.
Ai lettori auguriamo buona estate, assicurando che il numero di settembre è già in cantiere!

D’ARS n.205 – MARZO 2011
Cristina Trivellin

In apertura del numero 205 Lorenzo Taiuti ci parla dell’iniziativa del Guggenheim di New York, che ha richiamato 23.000 video da tutto il mondo, collocati su YouTube. Dagli Usa ci trasferiamo a Parigi dove al Centre Pompidou si è da poco conclusa una ricca retrospettiva dedicata ad Arman, raccontata da Marco Caccavo. Sempre  legato alla Ville Lumière, ci giunge l’articolo di Saul Marcadent incentrato sul lavoro artistico di Sophie Calle  in mostra al Palais de Tokyo a fine 2010. Da Berlino, Clara Carpanini ha visitato la mostra Proto Anime Cut. Spazi e visioni nei film giapponesi di animazione: per la prima volta in Europa i disegni originali dei più importanti registi e illustratori di anime. Parliamo di libri con Marco Enrico Giacomelli, che ha tradotto e curato l’edizione italiana dell’ultimo lavoro critico di Nicolas Bourriaud, Il Radicante. Elena Cappelletti ci parla del convegno internazionale svoltosi a Napoli, OLE – Officina di Letteratura Elettronica, sulle tematiche legate all’ibridazione del libro con la tecnologia digitale. Laura Gemini prosegue l’itinerario iniziato lo scorso numero accompagnandoci nelle forme più avanguardistiche di teatro multimediale. Giordano Bernacchini legge “tra le righe” dell’ultima pellicola firmata Clint Eastwood, Hereafter, mentre Alessandro Azzoni ci introduce nella storia dell’Industrial Music. La sezione Nuovi Orizzonti dedica questo numero alle forme artistiche come la net.art, l’hacker art, l’attivismo, nello scenario generale del Web 2.0 e dei social network. Dopo una esaustiva ricostruzione storica condotta da Pier Luigi Capucci, gli interventi di Antonio Caronia e Martina Coletti si concentrano su esempi contemporanei. Rientrando a Milano, non potevamo non raccontarvi il seguito del progetto in corso all’Hangar Bicocca, a firma di Valentina Tovaglia, mentre Martina Ganino intervista la direttrice del nuovo Museo del Novecento, Marina Pugliese. Al Nuovo Museo Nazionale di Monaco è stata dedicata a René Magritte una mostra sul tema della natura presentata da Silvia Venuti. Lorella Giudici ci parla del Convegno all’Accademia di Brera, da lei curato insieme a Dario Trento, dedicato a Guido Ballo. Conclude questo variegato corpus di contributi l’articolo di Viola Lilith Russi sui vincitori dell’edizione 2010 del Premio Signorini, dedicato al cortometraggio d’animazione tradizionale.

D’ARS n.204 – DICEMBRE 2010
Cristina Trivellin

Il numero 204 di D’ARS apre con un ricordo di Louise Bourgeois, grande artista recentemente scomparsa attraverso il racconto di Roberta Peveri che ci introduce il film-documentario The Spider the Mistress and The Tangerine trasmesso in anteprima nel festival Gender Bender. Con Clara Carpanini percorriamo Berlino che ha celebrato con 136 mostre il mese europeo della fotografia mentre Valentina Tovaglia ci parla del primo quarto di mostre Terre Vulnerabili, in programma all’Hangar Bicocca di Milano. Da Lisbona la commovente intervista di Pedro Campos Costa al Signor dell’Arrivederci per poi tornare a Milano con la suggestiva personale di Franko B visitata per noi da Cristina Trivellin. Parliamo di cinema d’autore con Giordano Bernacchini e il lungometraggio vincitore della Palma d’Oro del Festival di Cannes 2010, Loong Boonmee raleuk chat. Un altro film di recente uscita, The social network, è invece di spunto per una riflessione di Stefania Carrozzini sul mondo di Facebook. Diamo il benvenuto a Laura Gemini, nuova firma che inaugura i suoi interventi sul teatro sperimentale multimediale. La sezione Nuovi Orizzonti guidata e aperta da Pier Luigi Capucci, conclude la riflessione del 2010 dedicata alla “simulazione” con l’intervento dell’artista e ricercatrice Elif Ayiter, autrice dell’opera scelta per la copertina.

Elena Cappelletti da Udine ci parla di Maravee, mostra dedicata al tema dell’abitare. Partendo dall’analisi dei problemi di musei come il MADRE di Napoli, Domenico Esposito affronta una riflessione sull’etica del museo contemporaneo sperimentale, mentra da Roma Isabella de Stefano fa una carrellata sulle mostre in corso al MAXXI, MACRO e GNAM. Silvia Venuti ci parla del singolare museo di arte contemporanea di Tessaloniki. Conclude il numero Alessandro Azzoni con il report sulla giornata dello scorso 21 ottobre presso la Società Umanitaria di Milano in ricordo del fondatore di D’Ars, Oscar Signorini.


DARS N. 203 – SETTEMBRE 2010
Martina Coletti

D’ARS arriva al numero 203 e apre con due articoli dedicati all’architettura: quello di Luana Labriola sulla 12ma Biennale di Architettura di Venezia, People meet in architecture, e quello di Matteo Scarci che illustrando il lavoro di Tom Wiscombe introduce la questione della sostenibilità e dell’uso di informatica e nanotecnologie nella creazione di edifici. Cristina Trivellin ci porta al Pav di Torino, per la mostra del bioartista Brandon Ballengeé, Praeter Naturam, altro spunto per ragionare sulla responsabilità nei confronti della natura e del’incontro con l’atltro, mentre si cambia completamente argomento con l’intervista di Clara Carpanini al performer e theatre designer Mamoru Iriguchi.  Di cinema parla Giordano Bernacchini con il film presentatoa Cannes Le quattro volte di Frammartino, mentre Lorenzo Taiuti ci racconta la Barcellona dell’arte contemporanea, dei suoi spazi espositivi sperimentali e aggiornatissimi. Dopo l’intervento di Elena Cappelletti sulla XXIX edizione del Premio Internazionale alla Miglior Sceneggiatura di Gorizia, Pier Luigi Capucci riporta l’attenzione sulla Simulazione, tema al quale quest’anno è dedicata la sezione Nuovi orizzonti da lui diretta, introducendo gli inetrventi sul tema di Roberta Buiani sulle problematiche della simulazione in situazioni invisibili ad occhio nudo, e dell’artista Jennifer Kanary Nikolov sui suoi progetti sperimentali su ascolto e suono. All’arte contemporanea ci riportano poi Martina Coletti con un’intervista alla curatrice dell’Hangar Bicocca di Milano, Chiara Bertola, approfondendo il senso del progetto curatoriale Terre vulnerabili; Martina Ganino con la retrospettiva al Pac di Milano sul lavoro dell’artista cinese Zhuang Huan ed infine Silvia Venuti con l’esperienza del collezionista Giuseppe Panza di Biumo.